“L’elisir” di Donizetti alla Scala

Dopo un’anteprima eccezionale all’Aeroporto di Malpensa, trasmessa in diretta tv, “L’elisir d’amore” di Donizetti torna in scena alla Scala di Milano e resta in cartellone dal 21 settembre al 17 ottobre.

di Samantha Colombo | 21 settembre 2015

Da quando Il Pirata di Vincenzo Bellini ha conquistato la platea della Scala nel 1827, i soggetti tragici dominano il mondo operistico: da un lato l’elemento passionale travolge i sensi degli spettatori e li conquista, dal preludio all’ultimo atto; dall’altro, la costruzione di vicende complesse consente a compositori e librettisti di plasmare personaggi sempre più variegati e in evoluzione, tratteggiandone psicologia e azioni in maniera multiforme. Questo subentrare del melodrammatico nel gusto dominante nel tempo, oscura l’opera comica, che pure vanta degli exempla grandiosi, basti pensare a Niccolò Piccinni, Giovanni Paisiello e Domenico Cimarosa.
Agli inizi del 1832, un evento inizia a cambiare il corso della storia: Alessandro Lanari diventa infatti impresario della Canobbiana, teatro milanese, e chiede a Gaetano Donizetti di realizzare un’opera comica, suggerendo l’adattamento di un libretto già esistente per Le Philtre, firmato da Eugène Scribe. Peraltro, la pièce con musiche di Daniel Auber ha talmente successo da rimanere in cartellone nella capitale francese per trent’anni, confermando come l’intuizione di Lanari sia più che felice. Della traduzione si occupa Felice Romani mentre Donizetti compone la musica per uno spettacolo che va in scena il 12 maggio, riscuotendo elogi da più parti.
Tuttavia, Donizetti non si limita a portare in scena un’opera buffa o a prendere ispirazione dall’opéra-comique: mutuando la lezione appresa dall’universo tragico, la spoglia di aspetti caricaturali e inverosimili per donarle nuova autorità, dando rilievo a personaggi dalla forte umanità e carichi di sentimento, senza disdegnare il climax di emozioni. Ne L’elisir d’amore comico e malinconico si fondono, abbandonando gli antichi schemi ed esulando dal gusto dominante, per dare origine a un’opera unica e originale, già pronta a diventare una pietra miliare.

La produzione scaligera de L’Elisir debutta il 21 settembre e resta in cartellone alla Scala fino al 17 ottobre, con due direttori che si alterneranno sul podio: Fabio Luisi e Pietro Maniti. La regia è affidata a Grischa Asagaroff, le scene e i costumi sono di Tullio Pericoli, nel cast il ruolo di Adina è affidato a Eleonora Buratto, mentre Vittorio Grigolo (a settembre) e Atalla Avan (a ottobre) interpretano Nemorino, e ancora Mattia Olivieri è Belcore, Michele Pertusi è Dulcamara, Bianca Tognocchi è Giannetta.

Una doverosa nota: per l’anteprima del 17 settembre l’opera è approdata all’Aeroporto di Malpensa per un evento speciale, un allestimento ad hoc per la trasmissione in diretta televisiva (con la presentazione di Annette Gerlach e Neri Marcoré) realizzato dal Teatro alla Scala e dalla Rai, con la collaborazione della rete franco-tedesca Arte e della tv svizzera RSI/SSR. Ma non è certo questa la prima volta che un’opera invade la città, basti ricordare La Traviata andata in scena alla Stazione di Zurigo nel 2008. Oggi, l’opera di Donizetti riprende questa tradizione e riporta in scena una delle pièce più importanti della tradizione operistica italiana.

 

L’elisir d’amore
Teatro alla Scala di Milano
21, 23 e 28 settembre; 3, 5, 10, 15 e 17 ottobre
Per informazioni e biglietti: www.teatroallascala.org

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1 Comment

  • Rispondi agosto 5, 2016

    Kathy

    Cool! That’s a clever way of looinkg at it!

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