Ivo Bisignano

IL DISEGNASTORIE

Creativo dalle innumerevoli espressioni artistiche, le sue illustrazioni di moda sono tra le più richieste e pubblicate. Una personale al PlasMA (dal 26 settembre) ne racconta il suo ennesimo lato inedito.

di Simone Zeni

Ivo Bisignano è un architetto, un illustratore, un creativo e qualcos’altro che forse non ha scoperto nemmeno lui. I linguaggi che utilizza sono molteplici, dal disegno all’animazione. Tra i suoi lavori la serie di illustrazioni Prada Minimal Baroque, per il noto brand di moda italiano, e Exercise in sartorial depravation, il cortometraggio vincitore del premio speciale per l’animazione alla quarta edizione di ASVOFF al Centre Pompidou di Parigi. Oltre a essere tra i fashion illustrator più richiesti, Ivo collabora anche con la Domus Academy di Milano.

Spesso si parla di te come un illustratore, ancora più di frequente sei definito un illustratore di moda. Vista però la tua ampia produzione e la tua formazione, questo modo di incasellarti appare un po’ riduttivo. Tu come ti definiresti?
Riduttivo è poco, soprattutto perché non mi sento solo quello e perché i miei studi da architetto vengono sempre fuori nell’ottica in cui vedo le cose. Mi piace la definizione che Angelo Flaccavento ha coniato riferendosi a me: io sono un “disegna storie”.

Che relazione hai con il mondo della moda?
Lavoro da dieci anni in questo ambiente, quando è fatta con cura e serietà, la moda riesce ancora a emozionarmi. Mi riferisco in particolare alle aziende che affrontano il lavoro con una dedizione e un’attenzione certosina, la stessa che cerco di mettere nei miei tratti.

C’è qualcuno che ti è d’ispirazione nell’indagine che fai sul tuo lavoro?
Non ho personaggi di ispirazione, sono piuttosto un buon osservatore. Non ho mai perso la capacità di osservare il mondo con l’ottica del bambino che c’è in me; guardo in alto, in basso, trasformo i punti di vista, le prospettive e mi concentro per trovare un nuovo significato alle cose.

Che rapporto hai invece con l’arte?
Mi nutro di essa e, con piede leggero, la rispetto. Mi viene difficile digerire il concetto di artista legato al contemporaneo, in quanto tendo sempre al passato, quindi al confronto.

Lavori anche alla Domus Academy di Milano. Di cosa ti occupi esattamente?
Sì, sono project leader nel Master in Fashion Styling and Visual Merchandising alla Domus. Il corso è coordinato dal bravissimo Gianfranco Olivotto. In questo lavoro cerco di trasmettere la mia esperienza ai ragazzi per quanto riguarda la creatività in relazione alle aziende.

Quali sono i progetti a cui stai lavorando in questo momento?
Sto preparando una personale e una esposizione collettiva. Non esponevo a Milano da tanto tempo e ho avuto la possibilità di avere uno spazio come il PlasMA grazie a Sergio Tavelli. Non sono bravo a parlare dei miei progetti, quando incontro un buon ascoltatore racconto le mie visioni, le mie “Città Invisibili” e regalo una storia. Più che mostra la chiamerei quindi visione. Si tiene dal 26 settembre al 25 ottobre, aperta solo nei weekend, il titolo è Étonne-moi. Devo ringraziare il maestro Luca Ciammarughi che da sempre dona la voce a queste mie visioni creando per me delle musiche straordinarie che le accompagnano.

Com’è vivere a Milano?
Vivo qui da vent’anni, ho il classico rapporto di amore e odio che un individuo sviluppa quando si innamora di un luogo.

C’è un posto della città che ami di più rispetto a tutti gli altri?
Milano non è un luogo che si scopre facilmente, intendo dire che non è una citta aperta, sfacciata. Urbanisticamente scopri pian piano alcuni scorci, o quello che si svela inaspettatamente dietro a un portone, che ti porta a una sensazione unica. Proprio per questo i cortili di Milano sono la mia passione.

Ci sono dei luoghi che possono raccontare meglio degli altri la tua vita milanese?
Non so cosa sia la vita milanese, intesa come accezione mondana. So cosa è la mia vita a Milano, esco di rado, mi concentro sulle mostre, vado a trovare il mio amico Sergio, che mi supporta in ogni mio progetto, quando lavora il sabato al Club Domani, al Plastic.

 

Intervista pubblicata su Club Milano 28, settembre – ottobre 2015. Clicca qui per scaricare il magazine.

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