Gli scatti di Wildlife

Bruno D’Amicis, Il prezzo che pagano-Wildlife, Photographer of the Year

Torna dal 9 ottobre la mostra Wildlife Photographer of the Year, che proprio quest’anno festeggia i 50 anni del celebre concorso: 42.000 scatti di fotografi provenienti da 96 Paesi per un viaggio affascinante tra le bellezze del pianeta.

di Marilena Roncarà | 29 settembre 2015

Immergersi nella natura è sempre un toccasana, ancor di più se gli scenari e i soggetti sono quelli più incredibili e sorprendenti del pianeta, dai paesaggi più remoti e incontaminati, al mondo animale, al regno botanico in costante evoluzione. L’occasione a portata di tutti è la mostra Wildlife Photographer of the Year, che per il quarto anno di seguito porta a Milano i migliori scatti di fotografia naturalistica.

Quella di quest’anno è un’edizione davvero speciale: si celebrano, infatti, i 50 anni del prestigioso concorso indetto nel 1965 dal Natural History Museum di Londra con il Bbc Wildlife Magazine e per l’occasione l’esposizione si sposta in una nuova location in pieno centro, presso la Fondazione Luciana Matalon, al 67 di Foro Buonaparte, a due passi da Expo Gate e dal Castello Sforzesco.

A fare gli onori di casa alcune grandi sculture dell’artista Luciana Matalon conservate negli spazi della Fondazione, che già di per sé, a partire dalla pavimentazione in resine e fibre ottiche, è un’opera d’arte. Un luogo concepito come crocevia internazionale di nuove idee, occasioni di arricchimento visivo, emotivo e mentale, ideale per accogliere le 100 immagini premiate dal concorso londinese e arrivate a Milano grazie all’associazione culturale Radicediunopercento, presieduta da Roberto Di Leo.

Come sempre la mostra regala spettacolari immagini della natura, mostrando la bellezza del pianeta in tutte le sue forme, grazie a 42.000 scatti realizzati da fotografi professionisti e amatoriali provenienti da 96 Paesi.

Nelle belle sale della Fondazione Matalon è possibile apprezzare le immagini premiate nelle 21 categorie in gara, a cominciare dal riconoscimento più ambito: il Wildlife Photographer of the Year, assegnato a The last great picture di Michael Nichols (USA). Scattata in Tanzania, l’immagine mostra cinque leonesse che si riposano insieme ai loro cuccioli su uno sperone, dopo aver attaccato e cacciato due maschi del branco. Una scena che, grazie anche al particolare uso della luce catturata agli infrarossi, rimanda a qualcosa di primordiale e biblico.

Per la sezione junior la foto vincitrice assoluta è Stinger in the sun di Carlos Perez Naval (Spagna), che ritrae un comune scorpione mentre mostra il suo pungiglione come avvertimento. Qui il sole del tardo pomeriggio crea un bagliore catturato dal giovane fotografo attraverso una doppia esposizione.

Ben 7 i riconoscimenti per i fotografi italiani, su tutti citiamo Bruno D’Amicis, vincitore nella categoria Il Mondo nelle Nostre mani, con la foto The price they pay.  Nel suo scatto D’Amicis ha immortalato un adolescente che vende un cucciolo di volpe fennec presa da un covo nel deserto, come a riaccendere la nostra consapevolezza su ciò che sta accadendo al fragile ambiente del Sahara, in merito alla cattura e all’uccisione delle volpi selvatiche. La mostra è, infatti, anche un viaggio simbolico al fine della salvaguardia dell’ambiente, da preservare nella sua ricchezza e nella sua diversità.

Durante il periodo della mostra, l’Associazione culturale Radicediunopercento organizza presso la sua sede (di via Stresa 13) workshop teorici e pratici, tenuti dai fotografi Marco Urso e Marco Colombo.

 

Wildlife Photographer of the Year
9 ottobre – 23 dicembre 2015
Fondazione Luciana Matalon
Foro Buonaparte 67 – 20121 Milano
Tutti i giorni h 10.00 – 19.00
Giovedì e Venerdì h 10.00 – 22.00

In apertura: © Bruno D’Amicis (Italia) The price they pay – Il prezzo che pagano. Wildlife Photographer of the Year 2014. Categoria Il Mondo nelle nostre mani. Vincitore.

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