La fotografia è etica?

Una donna pulisce il pesce nel villaggio di Kant Ma Lar Chang. © Sanjit Das

Gli scatti del fotoreporter sono sempre leciti o bisogna mettere dei limiti al suo obiettivo? Su questo e su tanto altro si interroga dal 10 ottobre il Festival della Fotografia Etica di Lodi. Tema portante di questa IV edizione è la sfera nutrizionale, il cibo e la sua produzione.

di Marilena Roncarà | 7 ottobre 2015

Fotografia ed etica sono due temi caldi con cui ci confrontiamo ogni giorno quando ci troviamo a difenderci da immagini urlanti per forza aggressiva, o ci riscopriamo scossi dal quotidiano torpore grazie a scatti che per carica espressiva ci costringono a fare i conti con la nostra realtà. Quindi che fare?
È vero come sostiene il fotoreporter Ferdinando Scianna in Etica e fotogiornalismo, “che non esiste un’etica specifica della fotografia, ma esiste un’etica più grande che viene dal rapporto con la realtà dell’altro?”. Quando l’obiettivo del fotografo diventa violento? E quando invece è testimonianza importante che può essere d’aiuto a coloro che vengono immortalati?
Questi sono solo alcuni dei temi affrontati dal Festival della Fotografia Etica di Lodi, in programma dal 10 al 25 ottobre, che intende tra l’altro mostrare come la fotografia possa essere in grado di evitare le trappole fin troppo facili della retorica o del razzismo.
Filone portante di questa IV edizione (come a rimandarci al tema di Expo appeno entrato nell’ultimo mese del suo semestre), è la sfera nutrizionale, il cibo e la sua produzione e quattro sono le esposizioni proposte all’interno dello Spazio Tematico: Il cibo che uccide:

– Under Cane: A Worker’s Epidemic di Ed Kashi;
– A Life Apart: The Toll of Obesity di Lisa Krantz;
– El costo humano de los agrotóxicos di Pablo Ernesto Pio­vano;
– Terra Vermelha di Nadia Shira Cohen e Paulo Siqueira.

Accanto alle foto dello Spazio Tematico, ci sono quelle dello Spazio Approfondimento che accoglie le esposizioni di Jocelyn Bain Hogg e di Massimo Sestini, autore (tra l’altro) del celebre scatto che riprende dall’alto un barcone carico di migranti, un’immagine subito diventata simbolo dell’epos di queste spesso tragiche traversate per mare.

© Massimo Sestini

Mar Mediterraneo, 5 giugno 2014 © Massimo Sestini

Un’altra sezione della mostra è poi  riservata alle Ong e presenta i lavori commissionati da alcune Organizzazioni non Governative a fotoreporter di fama o emergenti. E se lo Spazio World.Report Award è riservato ai vincitori dell’ultima edizio­ne di World. Report Award | Documenting Humanity, la sezione espositiva intitolata Uno sguardo sul mondo propone una serie di mostre (dalla Grecia all’Ukraina) di forte attualità: Tra terra e nuvole – cronache dalla Grecia di Francesco Anselmi; Black Days of Ukraine di Valery Melnikov e Where Love is Illegal di Robin Hammond.

Le mostre sono allestite nelle sedi più prestigiose della città di Lodi, mentre le serate e i dibattiti vengono presentati come di consueto presso il Teatro alle Vigne. Un’ultima nota va, infine, riservata al Gruppo Fotografico Progetto Immagine che dal 2010 organizza il Festival proponendosi nel territorio lodigiano come punto di riferimento e di incontro per chi desidera avvicinarsi alla fotografia e condividerne la passione, e a giudicare dal flusso crescente dei visitatori (dai 3000 della prima edizione ai 7000 dello scorso anno) l’interesse è più che in forte ascesa.

 

Festival della Fotografia Etica di Lodi
10 – 25 ottobre
info@festivaldellafotografiaetica.it

In apertura: Una donna pulisce il pesce del giorno dentro la sua cucina, nel villaggio Kant Ma Lar Chang. Le donne si occupano spesso della pulizia e processamento del pesce, cosi come la pesca con le reti. © Sanjit Das.

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