Una nuova fondazione in città

Nel cuore di Milano, a pochi passi da Piazza San Babila, una residenza gotica  apre le sue porte: è la Fondazione Carriero che da qualche giorno ha fatto il suo ingresso tra i luoghi di culto per gli amanti della cultura e della sperimentazione artistica.

di Antonella Armigero | 5 ottobre 2015

Milano riscopre nelle fondazioni delle vere e proprie fucine di arte e cultura, luoghi dimenticati che ritornano alla luce da un passato industriale o storico per donarsi ai cittadini sempre più aperti a nuove esperienze e contaminazioni. Ed ecco che dopo la Fondazione Ansaldo, Prada, Bracco fa il suo ingresso in città la Fondazione Carriero, aperta da qualche giorno negli spazi ristrutturati di una vecchia fornace e nelle sale di Palazzo Visconti, creando un unico spazio espositivo proprio dietro piazza San Babila.

Nata dalla passione del suo fondatore, l’imprenditore del settore petrolifero e collezionista Giorgio Carriero, la Fondazione, non una semplice galleria ma neanche un museo, intende proporre opere inedite, recuperate o appositamente commissionate, sperimentando nuove frontiere e organizzandosi come un polo milanese di produzione artistica e culturale gratuita, innovativa e perché no di rottura. Già la dimora stessa che ospita le collezioni è di per sé un elemento originale: Casa Parravicini è infatti una residenza gotica in mattoni rossi di cotto, uno dei pochi palazzi quattrocenteschi rimasti a Milano, che spicca in contrapposizione allo stile rococò dell’adiacente Palazzo Visconti Modrone.  Lo spazio espositivo di 500 mq, che in passato ha ospitato la sede di una banca, è stata riadattata negli interni da Gae Aulenti nel 1991 e ora si compone di 7 sale tra il primo e il secondo piano. L’atmosfera è quella di una dimora privata, con una fortissima identità storica ed estetica, in cui le collezioni d interagiscono tra loro e con lo spazio in maniera sempre inedita.

La prima delle mostre ospitate, quella che inaugura la Fondazione Carriero (e tra l’altro visibile fino a fine anno) è Imaginarii curata da Francesco Stocchi, un’indagine sulla concezione dello spazio e sull’esperienza dello stesso  tramite le opere di Gianni Colombo, Giorgio Griffa e Davide Balula. Tre artisti, tre epoche differenti e tre contesti che si trovano a dialogare tra loro tra sala e sala. L’arte cinetica di Gianni Colombo, i fondali insoliti di Giorgio Griffa e le sue grandi tele non incorniciate che si fondono con lo spazio, e  ancora l’installazioni di Davide Balula collegata alle finestre della stanza a lui dedicata, che crea un impatto visivo sorprendente; ogni opera, ogni approccio sfida le convenzioni del rapporto dell’opera con lo spazio, e l’effetto dell’ambiente sull’arte. Una sperimentazione che vuole in qualche modo toccare i visitatori, obiettivo dichiarato appunto dai curatori e dallo stesso fondatore, ovvero offrire stimoli di volta in volta diversi a chi visita gli spazi e agli stessi artisti che hanno voglia di partecipare.

La vicinanza della Fondazione con il Museo del ‘900, situato a meno di 5 minuti di strada dalla Carriero, permette a chi si avvicina all’arte moderna e alle avanguardie di completare e arricchire la visita con spunti inediti.
Non resta che capire quale sarà l’accoglienza dei visitatori per questo nuovo luogo restituito ai cittadini e che speriamo diventi un nuovo polo di sperimentazione e d’arte in città.

 

Fondazione Carriero
Via Cino del Duca 4, Milano

 

Foto d’apertura – Casa Parravicini.

Commenti

commenti

1 Comment

  • sempre con chi diffonde l’ Arte e la protegge !
    Noi di Arte da mangiare mangiare Arte con sede reso la Società Umanitaria avremmo piacere di prendere visione degli spazi incontrando i Curatori !
    Grazie
    Ornella Piluso topylabrys

Leave a Reply