I promessi Sposi, Opera Moderna

Graziano Cavallo, Ecco Milano, I Promessi Sposi Opera Moderna

Va in scena dal 2 al 25 ottobre agli Arcimboldi lo spettacolo dei record: “I Promessi Sposi. Opera Moderna”, con 20 ballerini e 13 interpreti sul palco. Un omaggio al Manzoni, ma anche alla città di Milano, firmato da Michele Guardì.

di Marilena Roncarà | 2 ottobre 2015

Lo spettacolo, quello originale, ha debuttato allo Stadio San Siro il 29 aprile 2010, in una serata indimenticabile come raccontano le cronache dell’epoca, e da allora ha collezionato 3 milioni di spettatori e oltre 300 repliche, per ritornare in cartellone a Milano, al Teatro degli Arcimboldi, dal 2 al 25 ottobre. Per l’occasione I Promessi Sposi. Opera Moderna si presenta in una veste rinnovata, grazie a Luciano Cannito, che ne firma per la prima volta, le coreografie. L’allestimento è quello delle grandi occasioni con protagonisti sul palco 20 ballerini e 13 interpreti tra i più importanti del panorama italiano, tra cui Graziano Galatone nel ruolo di Renzo, Noemi Smorra (Lucia), Giò di Tonno nei panni di Don Rodirigo, Vittorio Matteucci (l’Innominato), e Christian Gravina nel duplice ruolo di Fra Cristoforo e del Cardinale Borromeo.

Noemi Smorra, I Promessi Sposi. Opera Prima

Noemi Smorra nel ruolo di Lucia

Tutto comincia circa 10 anni fa da una proposta di Pippo Flora (che firma le musiche dello spettacolo) di realizzare un musical su un grande romanzo italiano e la scelta, complice la passione di Michele Guardì per il Manzoni, cade su I Promessi sposi, un romanzo che Guardì conosce alla perfezione in ogni passaggio, dialogo e caratterizzazione dei personaggi. E forse proprio da qui deriva “quell’attenzione speciale alla stesura manzoniana che si coglie nella scrittura e nella rielaborazione”, che ha fatto ottenere all’opera il Patrocinio Morale della SIAE tra l’altro “per l’elevata qualità artistica-spettacolare della messinscena”.

I Promessi Sposi. Opera Moderna

I protagonisti 

L’opera rilegge in chiave moderna il più classico dei testi della letteratura italiana celebrandone valori storici, poetici e umani. Guardì, oltre che regista-autore è anche produttore dello spettacolo, il cui impianto ricalca quello di un’opera lirica, basti pensare che la compagnia, composta da ben 36 professionisti, gira l’Italia con 7 tir.

Altro elemento centrale è infatti la spettacolare scenografia, con otto enormi carri mobili, proiezioni ed effetti speciali capaci di riportare lo spettatore a vivere le suggestive atmosfere manzoniane. Una parola va riservata anche per i costumi di Alessandro Lai, che a detta di Guardì (lo sappiamo che è di parte, ma non possiamo non citarlo) “sono talmente sorprendenti da ricordare in alcuni momenti un quadro del Mantegna” tutti realizzati prestando attenzione alle citazioni storiche e impiegando colori realizzati ad hoc. Alle musiche ci pensa, infine, un’orchestra di 70 elementi diretta da Renato Serio, mentre alcune composizione al piano sono di Sergio Cammariere.

Gravina - Fra Cristoforo, I Promessi Sposi Opera Moderna

Christian Gravina nel ruolo di Fra Cristoforo

In occasione di Expo lo spettacolo torna quindi in quel di Milano, che “già per il Manzoni rappresentava quella grande città che poi si è rivelata e che tanto più in occasione dell’Esposizione Universale si è fatta epicentro di riflessione internazionale dei grandi temi dell’umanità“, come si legge nelle note di regia. Del resto lo stesso Guardì è da sempre legato al capoluogo lombardo: “Da ragazzo, quando mi perdevo nei sogni, prendevo un treno e venivo qui – racconta – per riflettere in mezzo alle sue strade. La prima volta che ho pensato a questo spettacolo già me lo immaginavo per Expo“. Ed è così che alla fine è accaduto.

 

I Promessi Sposi. Opera Prima
2 – 25 ottobre
Teatro degli Arcimboldi

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