Ennesima. Sette mostre in una

Sette mostre in una, 7 diversi format espositivi e 7 paradigmi per raccontare l’arte italiana degli ultimi 50 anni: ecco “Ennesima” dal 26 novembre al 6 marzo alla Triennale di Milano.

testi e foto di Antonella Armigero | 26 novembre 2015

Raccontare in una sola mostra l’arte italiana dagli anni 60 a oggi sarebbe una missione impossibile, non si potrebbero cogliere tutte quelle sfumature e la ricchezza che la contraddistinguono, ce ne vogliono almeno 7. Ennesima, la mostra a cura di Vincenzo De Bellis, che si terrà alla Triennale di Milano dal 26 novembre al 6 marzo raccoglie questa sfida e lo fa partendo da diversi format espositivi. Sette come un numero magico, come le mostre distinte che la compongono, e dialogano tra loro con continui rimandi, intrecciandosi per cercare di abbracciare tutta la complessità del panorama artistico degli ultimi 50 anni. Una meta mostra, che riflette su se stessa, fornendo 7 interpretazioni, 7 percorsi e 7 paradigmi sull’arte contemporanea capaci di intrecciarsi sapientemente grazie a un flusso narrativo stimolante e innovativo.
Come spiegato da Edoardo Bonaspetti direttore artistico di Ennesima, non si è pensato a un unico progetto che cercasse connessioni stilistiche e tematiche, cronologiche o generazionali, ma a una vera e propria piattaforma che attraverso i diversi formati espositivi permetta di leggere, rileggere e raccontare la vicenda storica artistica italiana.

Francesco Vezzoli, Embroidery of a book, Young at Any Age

Francesco Vezzoli, Embroidery of a book, Young at Any Age

La mostra o meglio “la mostra delle mostre” occupa l’intero primo piano della Triennale, raccogliendo più di 170 opere di oltre 70 artisti dall’inizio degli anni Sessanta a oggi. Il titolo “Ennesima” prende ispirazione dall’opera di Giulio Paolini, 7 tele datate 1973, da qui anche la suddivisione espositiva.

Ennesima si apre con la mostra collettiva tematica dal titolo “Per la scrittura di un’immagine”, in cui tema centrale è l’iconografia, insita nel dna della nostra storia dell’arte, che si basa sulla rappresentazione e la costituzione di immagini. Il percorso continua con una mostra collettiva su un movimento artistico, ovvero il Gruppo 70, dedicata alla poesia visiva, con l’immagine della scrittura; il terzo allestimento riguarda l’artista Alessandro Pessoli, Sandrinus, il tutto prima delle parti, è la prima mostra personale all’interno di un’istituzione pubblica italiana per questo artista di fama internazionale.

Lo snodo centrale del percorso è la mostra su un medium: La performance del tempo sospeso, dove si è scelto di rappresentare la fissità del corpo. Come dei tableau vivant, una sorta di quadri che non si concentrano sulla narrazione, ma sulla creazione di un’immagine.

Il tema dell’archivio è affrontato nella quinta sala e la sfida è stata quella di crearne uno nuovo, dedicato allo Spazio di via Lazzaro Palazzi, in cui si colloca anche AVANBLOB, autogestito da un gruppo di artisti dal ’82 al ’92. Riunitosi dopo 20 anni, gli artisti sono riusciti a recuperare moltissimi materiali, che sono stati organizzati in maniera visiva in 3 grandi timeline che ricoprono le pareti della sala, diventando la storializzazione di questa esperienza. Interessante è anche la ricostruzione in scala della mostra, organizzata 25 anni fa nello spazio in Panfilo Castaldi, cui si accede da una porticina rossa lillipuziana, che costringe fisicamente il visitatore a immergersi nell’esposizione e a compiere l’intero percorso tra stimoli diversi sonori e visivi.

Chiude Ennesima la mostra generazionale, un modo per aprire al futuro, dare spazio alle nuove generazioni, che risentono delle contaminazioni di altri paesi, confrontandosi con materiali nuovi. Da non dimenticare il settimo paradigma quello del sitespecific, firmato dall’artista Massimo Bartolini: sono sue le opere realizzate per ogni sala che anticipano il passaggio a un’altra sezione accompagnando il visitatore nel percorso. In questa sezione si inserisce anche l’opera di Alberto Garutti, Fulmini, riprodotta e rimodulata per la Triennale, un’opera che per la prima volta sfrutta l’impianto d’illuminazione già presente nel museo, collegato al Cesi. Ogni flash, ogni abbassamento della luce corrisponde alla caduta di un fulmine in Italia. Succede quindi che il visitatore, grazie a un barcode, potrà collegarsi a una piattaforma per scoprire la località esatta dove è avvenuto questo fenomeno atmosferico. Un modo per collegare la Triennale a tutta Italia, tramite l’arte.

Ennesima è accompagnata da una pubblicazione in sette libri e da una guida-catalogo curata da Vincenzo de Bellis, che rispecchia la divisione in sette parti della mostra, arricchita da saggi e contributi critici e inediti, commissionati ad hoc per l’occasione.

 

Ennesima. Una Mostra di sette mostre sull’arte italiana
26 novembre 2015 – 6 marzo 2016
Triennale di Milano

Informazioni su biglietti e prevendite sul sito ufficiale.

 

Immagine d’apertura, I gemelli, Gino de Dominici.

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