L’Italia in 200 scatti

“Henri Cartier-Bresson e gli altri” questo il titolo della mostra ospitata a Milano, a Palazzo della Ragione Fotografia, che racconta il nostro Paese, attraverso lo sguardo e le immagini di grandi fotografi internazionali.

di Marilena Roncarà | 10 novembre 2015

Dal reportage al bianco e nero, oltre 200 scatti ci conducono in un viaggio lungo circa 80 anni che immortalando genti, luoghi e consuetudini ci restituisce un ritratto fotografico del nostro Paese. È questa la mostra Henri Cartier-Bresson e gli altri, in programma dall’11 novembre 2015 al 7 febbraio 2016 al Palazzo della Regione Fotografia, un proseguimento ideale di Italia Inside Out, l’allestimento che in primavera ha regalato al pubblico immagini capolavoro della nostro Belpaese.

Diviso in 7 aree tematiche, quest’inedito viaggio in Italia è ora guidato dallo sguardo di celebri fotografi, a partire da un autoritratto di Henri Cartier-Bresson del 1933, che con il suo sogno di cogliere il momento decisivo nel flusso del divenire, ha influenzato a lungo la fotografia di tutto il mondo, per passare poi al reportage di Robert Capa, al seguito delle truppe a stelle e strisce durante la campagna d’Italia del 1943. Si prosegue con David Seymour che ci propone un’elegante rilettura del mondo della fede, mentre una giovanissima e ancora studentessa Cuchi White ci mostra il fascino di un’Italia minore. E mentre Herbert List sceglie luci classiche per il suo racconto, a spostare il focus verso una visione destabilizzante ci pensa William Klein entrando come protagonista nel provocatorio racconto di Roma del 1956. Infine Sebastião Salgado ci ripropone la sua consueta magistrale capacità di rileggere la realtà degli uomini, ritraendo l’epopea degli ultimi pescatori di tonni in Sicilia. E se nel viaggio di Claude Nori lungo il litorale adriatico si riscopre la fascinazione del bianco e nero, Helmut Newton ci regala, con il suo “72 ore a Roma” una passeggiata notturna nel cuore della capitale.

Mai abbastanza protagoniste, le nostre città d’arte diventano terreno privilegiato di interpretazione e di sperimentazione, e qui citiamo tra gli altri, gli scatti di Irene Kung, che ricrea un’atmosfera onirica per ritrarre monumenti del passato e del presente a Milano.
Non manca lo spazio per una fotografia più disturbante, quella dei disagi esistenziali e degli scempi architettonici di Art Kane, che progetta immagini-sandwich dedicate alla salvezza di Venezia e di Michael Ackerman, che racconta invece in una lunga sequenza un doloroso incontro napoletano. Lo sguardo positivo, che fa da contraltare a tanto peso specifico, ci viene proposto invece dagli obiettivi (e qui per brevità ne citiamo solo due) di Joel Meyerowitz, che cattura le luci magiche della Toscana, e di Steve McCurry, affascinato dall’alchimia estetica che si crea tra persone e ambiente a Venezia.

IRENE KUNG, LA CITTÀ INVISIBILE, DUOMO, MILANO, 2010-1012

Irene Kung, La città invisibile, Duomo Milano 2010-2012

La chiusura del percorso espositivo è affidata alla narrazione autobiografica con Nobuyoshi Araki che si fotografa con le maschere del carnevale veneziano e racconta in soggettiva i suoi incontri, Sophie Zénon che, attraverso la storia delle propria famiglia, propone immagini di migranti, per arrivare infine a Elina Brotherus che, con i suoi autoritratti nel paesaggio, ci ricollega idealmente all’inizio del nostro viaggio: allo stupefacente e sempre attuale ritratto di Henri Cartier-Bresson.

 

11 novembre 2015 – 7 febbraio 2016
Henri Cartier-Bresson e gli altri.

I grandi fotografi e l’Italia
Italia Inside Out
a cura di Giovanna Calvenzi
Palazzo della Ragione Fotografia

 

In apertura: Henry Cartier Bresson, Italy, 1933, Tuscany, Florence.

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