C’è vita intorno ai binari

Magazzini di Ferrante Apporti, Foto C'è vita intorno ai binari

Da aree dismesse a luoghi di aggregazione, gli scali ferroviari tornano a rivivere con progetti di riqualificazione a lungo termine e a iniziative di rigenerazione temporanee partecipative.

di Antonella Armigero | 27 novembre 2015

Il Mercato Metropolitano in Porta Genova, The Tank in Porta Romana, lo scalo Farini, sono tutti luoghi che grazie a Expo e all’iniziativa dei cittadini sono stati riscoperti e riaperti riscuotendo un enorme successo. A pochi giorni dalla firma dell’accordo tra Comune di Milano, Regione Lombardia e FS Italiane, s’inizia a parlare del futuro degli scali ferroviari, e della vita che c’è intorno ai binari.
Vi abbiamo già parlato di Binari Verdi, il progetto che voleva trasformare le tratte dismesse delle ferrovie in oasi di biodiversità, con piste ciclabili, chioschi e giardini, ma oggi le idee in campo sono diverse e tutte mirano a regalare a Milano nuovi punti di aggregazione, nuove aree da vivere per avvicinare la città al modello cosmopolita cui tende, mantenendo ovviamente il suo carattere originale.

In attesa che i piani di riqualificazione più impegnativi e a lungo tempo siano approvati e i lavori prendano il via, la decisione sembra essere quella di continuare con progetti temporanei, che animino i binari, i magazzini e gli scali ferroviari, rendendoli prima di tutto più sicuri, e poi vivibili e apprezzabili da tutti.

Mercato metroplitano

Foto da Mercato metroplitano

Si parla di un ponte per connettere il distretto Tortona e Navigli, da sempre divisi dai binari dello Scalo Porta Genova e dal canale. Qui l’arretramento dei binari permetterà finalmente di realizzare il collegamento che da via Bergognone ricucirà queste zone. Rimanendo sempre in questa zona, una parola va spesa per il futuro del Mercato Metropolitano: come anticipato sul sito e sui social dello stesso Mercato Metropolitano l’iniziativa continuerà ma con un’altra forma, infatti Mercato Metropolitano è un format ideato per essere esportato in altre città italiane o estere, e la nuova meta individuata è la Stazione di Porta Susa a Torino, dove inaugurerà il prossimo primo dicembre. Invece, nei depositi ferroviari di Via Valenza a Milano, rimane il Mercato di Porta Genova, gestito da cooperative di agricoltori, produttori a km zero, con gli immancabili trackfood e i vari ristorantini, un’eredità di Expo destinata a sopravvivere per molto tempo.

The Tank

Foto da The Tank

Da un luogo che resta a uno che chiude, stiamo parlando di The Tank in Porta Romana, dopo i tanti eventi, i concerti, le rassegne gastronomiche, le degustazioni e purtroppo anche i pesanti furti di materiali e merci subìto dagli organizzatori, questa esperienza si è conclusa. Sul futuro di questo scalo gli scenari ipotetici sono per ora tanti, infatti questo, tra i sette, è uno degli scali più ambiti: A2A vorrebbe posizionare qui i suoi uffici, e l’istituto di ricerca Ifom è interessato a raddoppiare i suoi spazi estendendosi in quest’area.  Lo scalo Farini è visto con altrettanto interesse perché potenzialmente utile a collegare Porta Nuova, Bovisa e l’area Expo, dove potrebbe sorgere la cittadella della ricerca e dell’innovazione.

Gli scali più piccoli come quelli di Lambrate, Greco e Rogoredo, invece, potrebbero ospitare progetti di housing sociale grazie all’intervento della Cassa depositi e prestiti.

c'è vita intorno ai binari

Ferrante Aporti – foto da C’è vita intorno ai binari

Continuano invece in lavori di riqualificazione dei magazzini in Ferrante Aporti, ovvero quelli della Stazione Centrale. Il tunnel è stato per ora chiuso e riaprirà a marzo 2016, mentre le facciate esterne di tutta l’area sono state riverniciate e ripulite da scritte e sporcizia. Proprio qui si concentra l’attività di associazioni come C’è vita intorno ai binari, e I magazzini raccordati, che s’impegnano a mantenere vivibile questa zona, spesso associata a degrado e abbandono. I progetti proposti per quest’area si rifanno al modello europeo come ad esempio Viaduc des Arts a Parigi, dove i depositi sono stati rigenerati e trasformati nel viadotto delle arti, con botteghe, negozi e ristoranti. A Milano proprio in questi spazi sono già ospitati un ristorante pescheria, un supermercato e un centro di ascolto, ma questo progetto potrebbe essere esteso anche a tutti gli altri magazzini ancora inutilizzati. È possibile scoprire la trasformazione dei magazzini in Ferrante Aporti sul sito, e leggere tutte le storie legate a questo luogo nel libro C’è vita intono ai binari – i Magazzini Raccordati della Stazione Centrale di Milano, realizzato dalla associazione FAS.

 

Immagine d’apertura da www.alexandrachamaillard.com – Viaduc des Arts, Parigi.

 

AGGIORNAMENTO

Il progetto di qualificazione degli scali ferroviari purtroppo non è stato approvato, ma il giardino che ricongiunge Ferrante Aporti alla passeggiata sul Naviglio Martesana è stato completato e aperto ai cittadini.

 

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