Torino, si gira!

Dal 20 al 28 novembre, il capoluogo piemontese celebra il cinema: la 33esima edizione del Torino Film Festival, dedicata a Orson Welles, è un viaggio tra le migliori opere cinematografiche italiane e internazionali, tra debutti alla regia, grandi classici, capolavori restaurati, documentari e altre proposte, da vedere nelle sale simbolo della città.

di Samantha Colombo | 12 novembre 2015

Oltre 200 tra lunghi, medi e cortometraggi, senza rinunciare a numerosi debutti alla regia, nonché a diverse anteprime italiane e internazionali: ecco i protagonisti del Torino Film Festival che celebra quest’anno la 33esima edizione.
Le proposte, selezionate con la guida del Direttore Emanuela Martini tra oltre 4.000 titoli, sono in cartellone dal 20 al 28 novembre in varie location del capoluogo Piemontese, da Lingotto a diverse sale storiche torinesi dal Cinema Classico a Lux, Massimo e Reposi.

A inaugurare le proiezioni, presso l’Auditorium “Giovanni Agnelli”, Suffragette, una pellicola tutta al femminile con Carey Mulligan, Helena Bonham Carter e Meryl Streep, nei panni dell’attivista Emmeline Pankhurst, dirette da Sarah Gavronnel in un ritratto della ribellione delle donne che, nella Gran Bretagna di inizio ‘900, lottano per un equo trattamento sul luogo di lavoro e per il diritto di voto.
Una donna viene anche celebrata dal Premio Cipputi, dedicato al mondo del lavoro narrato sul grande schermo, che omaggia Francesca Comencini, già vincitrice del TFF nel 2007 con In Fabbrica, del premio alla carriera.
Sempre a proposito di onoreficenze, Gran Premio Torino è assegnato invece al regista britannico Terence Davies: dall’inizio degli anni ’80, pochi come lui sono stati in grado di raccontare con spiccata sensibilità la vita della classe media britannica in una commistione di ritratti del reale e delicata poesia. Il suo ultimo lavoro è Sunset Song, tratto dal classico della letteratura scozzese di Lewis Grassic Gibbon, Canto del tramonto.

Il principale corpus del festival è rappresentato dalla rassegna Torino 33 che, con una selezione più rappresentativa del cinema indipendente internazionale e di film inediti in Italia, vuole premiare il talento di chi si dedica all’arte cinematografica.
Proprio in questa sezione, sono presenti quattro film italiani, con altrettante diverse storie: tre donne rumene in cerca di lavoro e di un futuro migliore in Italia, sono le protagoniste di Cose di comunismo, per la regia di Elisabetta Sgarbi; Mia madre fa l’attrice illustra il rapporto del regista, Mario Balsamo, con la madre attrice Silvana Stefanini; la Palermo degli anni ’90 intrisa di mafia viene raccontata da Salvo Cuccia nel thriller Lo Scambio; mentre I racconti dell’orso, film dal sapore fantasy (finanziato con in crowfunding), vede il debutto alla regia di Samuele Sestieri e Olmo Amato.

Accanto ai lungometraggi, sono inedite in Italia anche le opere fuori concorso presentate nella sezione Festa Mobile. Tra i titoli in programma segnaliamo: The Dressmaker, di Jocelyn Moorhouse, tratto dal romanzo omonimo di Rosalie Ham e con Kate Winslet protagonista;  The Lady in the Van di Nicholas Hytner, che vede Maggie Smith portare sul grande schermo la biografica dall’eccentrica di Alan Bennett; la storia d’amore Burnt con protagonisti Bradley Cooper, Sienna Miller e Uma Thurman, diretti da John Wells; The Idol, in cui Hany Abu-Assad racconta la storia di Mohammad Assaf, il ragazzo di Gaza vincitore di Arab Idol; e ancora Borsalino City di Enrica Viola e La felicità è un sistema complesso di Gianni Zanasi con protagonisti Valerio Mastandrea, Giuseppe Battiston, Hadas Yaron e Paolo Briguglia.

Tra la miriade di titoli in rassegna, non sono da perdere la versione restaurata di West & Soda di Bruno Bozzetto, vero e proprio capolavoro dell’animazione Made in Italy, che quest’anno compie mezzo secolo esatto. Sempre a proposito di un passato glorioso preservato dall’oblio, sono da citare anche due film restaurati dalla Cineteca Nazionale, Giulietta degli spiriti di Federico Fellini e Terrore nello spazio di Mario Bava, mentre Tragica alba a Dongo di Vittorio Crucillà (sulle ultime ore di Benito Mussolini) per molti anni considerato una pellicola perduta, è stata restaurata dal Museo del Cinema di Torino.
Sulla linea dei classici, e all’ombra di un manifesto che vede il TFF dedicato al genio di Orson Welles, impossibile trascurare la visione di pietre miliari del cinema quali Quarto potere, Rapporto confidenziale e L’infernale Quinlan.
Infine, Julien Temple, nelle vesti di guest director, inaugura la sezione Questioni di vita o di morte, prendendo le mosse proprio dal suo ultimo film The Ecstasy Of Wilko Johnson, che vede alternarsi le riprese dell’attore e chitarrista dei Dr. Feelgod a spezzoni di classici del cinema in cui si riflette appunto sulla fine dell’esistenza. Il film sarà proiettato in anteprima, accanto a opere come Il settimo sigillo di Ingmar Bergman, Stalker di Andrei Tarkovsky e La bella e la bestia di Jean Cocteau (e non solo).
Torino Film Festival
Dal 20 al 28 novembre
Per informazioni e biglietti: www.torinofilmfest.org

 

In apertura, una scena del breve film realizzato dalla RAI per la nuova edizione del Torino Film Festival.

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