La Torre Velasca in blu

È da sempre simbolo della rinascita di Milano, del cambiamento e delle eccellenze che contraddistinguono la città, e oggi dopo anni sottotono la Torre Velasca torna ad animarsi con luci e musica, per ricordarci il nostro passato e proiettarci verso il futuro.

Testi e foto di Antonella Armigero | 14 dicembre 2015

È stato il primo grattacielo a svettare tra le case di Milano, la Torre Velasca, che prende il nome dall’omonima piazza seicentesca del governatore spagnolo Juan Fernández de Velasco, progettata all’indomani delle devastazioni delle bombe angloamericane del ’43 dallo Studio BBPR, e riconosciuta fin dalla sua costruzione nel ’57 quale simbolo di rinascita, rinnovamento e transizione. Transizione nello stile, ben lontano dal razionalismo, che apre a un nuovo modo di concepire l’ambiente e la storia, rinnovamento legato alla ripresa, al boom economico degli anni ’50, quello che ha affermato Milano come capitale della moda, del design e dell’architettura. Un simbolo riconoscibile e molto amato dai cittadini che negli ultimi anni era stata trascurata, offuscata da altri palazzi ben più alti dei suoi 26 piani, e che oggi torna a essere protagonista dell’arte e della cultura della città.

Per il periodo di Natale e fino ad aprile la Torre Velasca sarà illuminata da luci blu, giochi di luci e proiezioni sulla facciata, dalle 17.30 fino alle 23.00 grazie al progetto Urban Up di Unipol, attuale proprietario dell’edificio.

Oltre allo spettacolo di luci e musica, l’interno della torre che nel profilo s’ispira a quella del Filarete del vicino Castello Sforzesco, sarà visibile e aperta a tutti gratuitamente dal lunedì al venerdì, una mostra che racconta proprio la storia della Velasca, unita ovviamente a quella della città.

Le vele installate al primo piano dell’edificio proietteranno immagini storiche, ma anche frammenti di film, che proprio qui sono stati girati come Il Vedovo di Dino Risi, Milano Calibro 9 di Fernando Di Leo. I materiali sono stati forniti dalle Biblioteche civiche e da archivi privati, mentre il progetto di questa installazione multimediale è opera di Benedetto Romano, regista e scenografo.

Oltre alle immagini l’interno e o lo spiazzo antistante l’edificio sarà teatro di concerti che spaziano dalla musica classica a quella underground.

 

Spazio Velasca
Dal lunedì al venerdì – dalle 17.30 alle 23.00.
Le proiezioni dureranno fino a primavera 2016.

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