L’arte di osservare il mondo

Markus Raetz, Binocular view, 2001

Inaugura il 30 gennaio al LAC di Lugano la mostra monografica dedicata a Markus Raetz, uno degli artisti più significativi della scena contemporanea in Svizzera. Le sue opere ci mostrano diverse prospettive per guardare il mondo.

di Marilena Roncarà | 19 gennaio 2016

Lui, Markus Raetz, classe 1941, è scultore, pittore e illustratore bernese, fra i maggiori protagonisti dell’arte svizzera, conosciuto soprattutto (ma non solo) per quella sua scultura intitolata Der Kopf, che all’interno del Merian Park di Basilea a un primo sguardo sembra solo una serie di piloni di cemento buttati lì un po’ a caso, mentre a guardare da una giusta prospettiva, quei piloni tutti insieme vanno a comporre in maniera perfetta i lineamenti di un volto. Sono sue anche le celebri sculture Yes or No, pure presenti nella mostra che debutta il 30 gennaio al LAC di Lugano, ovvero quelle opere tridimensionali che guardandole da un lato si leggono come un sì, mentre da un altro diventano no, pur rimanendo sculture fisse che non si muovono. Come a dire che tutto è relativo e infatti basta girare intorno alla medesima scultura, spostando semplicemente il punto di vista, per trovarsi di fronte a due opere di segno opposto. È proprio a questo artista, come anticipato sopra, che il MASI, il Museo d’Arte della Svizzera italiana, dedica la sua prima monografica nella sede espositiva del LAC di Lugano, inaugurato lo scorso autunno.

M.Raetz, Crossing, 2002

M.Raetz, Crossing, 2002

Il progetto espositivo nato dalla collaborazione con il Kunstmuseum di Berna e il Musée Jenisch di Vevey, assume a Lugano speciale rilievo per la presenza di un’installazione inedita e mai presentata prima, intitola Chambre de lecture. Si tratta di 432 profili in filo di ferro modellati dall’artista e sospesi davanti alle pareti di uno spazio neutro, profili che, a ogni lieve spostamento d’aria, si animano dando vita a una serie di affascinanti dinamiche. Uno sguardo ravvicinato permette quindi di cogliere il mutamento delle singole espressioni o quelli che sembrano i dialoghi sfuggenti fra due o più profili, mentre nel suo complesso l’opera sembra fluttuare, come a muoversi sulla scia di un’eco. Contemplando il movimento delle teste si è portati nel contempo a sorridere e a riflettere, passando quasi senza accorgersene da una dimensione più universale della fruizione a una più intimistica e personale.

Tutta l’opera di Raetz sviluppa, infatti, uno straordinario percorso creativo incentrato sulla relazione fra l’osservatore e l’opera, che spinge a interrogarsi su quanto ogni singola visione sia in fondo relativa, come anche lo sono le diverse prospettive da cui osservare il mondo. Come a dare sostanza concreta a quella famosa frase per cui “l’indicatore di un’intelligenza vera è la capacità di sostenere due opinioni opposte senza diventare matti“, strada peraltro che, se riuscissimo a percorrere, ci potrebbe essere di grande aiuto anche nella nostra vita di tutti i giorni.

Oltre 150 sono le opere in mostra tra parole, forme, volti e oggetti che consentono di cogliere gli elementi fondanti del linguaggio artistico di Markus Raetz, il cui obiettivo primario resta investigare sulla natura delle percezioni, per cui non è tanto importante ciò che le sue opere rappresentano, ma come vengono viste. Per stupirci e provare ad allargare sempre un po’ più in là il nostro punto di vista, appuntamento quindi al LAC di Lugano dal 30 gennaio al 1 maggio 2016.

 

Markus Raetz
30 gennaio – 1 maggio 2016
LAC Lugano Arte e Cultura
Piazza Bernardino Luini 6, 6901 Lugano

In apertura: Markus Raetz, Binocular view 2001. Eliografia. 508 x 632 mm. © 2016 Markus Raetz, Prolitteris, Zürich.

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