Qual piuma al vento

La seconda scena del terzo atto contiene una delle arie più celebri dell’opera, “La donna è mobile”: dal 13 gennaio al 6 febbraio, Rigoletto torna alla Scala di Milano tra sontuose scenografie, con la regia di Gilbert Deflo e Nicola Luisotti alla direzione dell’orchestra.

di Samantha Colombo | 12 gennaio 2016

“Delle mie opere come maestro preferisco Rigoletto, come dilettante La traviata”: in queste parole, una confessione dello stesso Giuseppe Verdi, è contenuta tutta la grandezza dell’opera che vede protagonista il buffone di corte più leggendario del palcoscenico. Dopo l’inaugurazione con la Giovanna D’Arco, il sipario del Teatro alla Scala si alza infatti su una nuova rappresentazione verdiana e sulle sontuose scenografie che accompagnano i tre atti della pièce.

La storica prima di Rigoletto avviene nel 1851 al Teatro La Fenice di Venezia e approda alla Scala solo due anni dopo. È Francesco Maria Piave a trasporre nel libretto il dramma Le Roi s’amuse, firmato da Victor Hugo, un dramma che, al suo debutto, sembra segnato da una sorte avversa: non solo non è accolto con favore dalla critica e tantomeno dal pubblico, ma incorre anche nella censura e torna sulle scene solo dopo mezzo secolo. Le descrizioni del libertinaggio di Francesco I e della dissoluta della corte francese, non colpiscono insomma nel segno.
Anni dopo, Verdi e Piave portano l’azione dalla Francia a Mantova e anche il titolo viene modificato: è lo stesso librettista a suggerire l’idea migliore, traducendo il nome originale del personaggio di Hugo da Triboulet a Triboletto, per arrrivare poi al nome universalmente noto.
Secondo il musicologo Massimo Mila, Rigoletto non è semplicemente un oppresso e tantomeno un buffone, bensì “La prima creatura viva di Verdi, interamente realizzata”.

Con la prima del 13 gennaio, la regia di Gilbert Deflo riprende l’allestimento del 1994, immerso nelle scenografie curate da Ezio Frigerio, che trasportano nel cuore di Milano l’opulenza del palazzo ducale di Mantova, mentre i costumi sono di Francia Squarciapino. Questa messa in scena resta nella storia del teatro milanese: all’epoca, Riccardo Muti riporta infatti sul palco la trilogia popolare verdiana (che si completa con Il trovatore e La traviata) dopo oltre due decenni di assenza dal Piermarini.
La direzione d’orchestra è affidata a Nicola Luisotti, direttore impegnato sui principali podi europei e appena rientrato da una Madrid dove ha diretto proprio Rigoletto al Teatro Real.
I riflettori sono accesi sul tenore Leo Nucci nel ruolo di Rigoletto (al suo attivo oltre 500 spettacoli in questa parte), mentre Vittorio Grigolo è il Duca di Mantova (al suo posto Piero Pretti nella serata del 22 gennaio) e Nadine Sierra, di recente eletta rivelazione operistica dell’anno dal Finalcial Times, nel ruolo di Gilda.
L’omaggio della Scala a Verdi continua con altre due opere in cartellone: I due Foscari e Simon Boccanegra.

 

Rigoletto
Teatro alla Scala di Milano
Date: 13, 17, 20, 22, 24 e 29 gennaio; 6 febbraio 2016
Per informazioni e biglietti: www.teatroallascala.org

 

Tutte le immagini presenti nell’articolo sono di Brescia e Amisano.

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