Quel sapor mediorientale

Re Salomone

Profumi incredibili e piatti che regalano sorprese a ogni morso: la cucina mediorientale, e in particolare quella israeliana, supera i luoghi comuni per raccontare invece tutta la diversità e la varietà di una terra complessa ma piena di fascino.

di Filippo Spreafico | 19 gennaio 2016

Parlando di cucina mediorientale si finisce sempre inevitabilmente lì, nel cuore dei luoghi comuni: il kebab. Del resto è obiettivamente vero, negli ultimi decenni il kebab ha rivoluzionato l’idea della ristorazione veloce, anche al netto di un restyling milanese capace di rendere gourmet e trés chic qualsiasi cosa. Eppure oltre alla piadina araba più famosa del mondo, il Medio Oriente ci regala una cucina tanto ricca e varia quanto lo sono le tradizioni e le storie dei paesi che lo rappresentano. Un mix culturale che dà vita a una serie di piatti i cui profumi e sapori oggi si diffondono in tutta Milano, città dove l’etnico e l’esotico hanno un fascino davvero intramontabile. Chi cerca quel mondo di sapori può rivolgersi così alla cucina israeliana, che oltre a servire da decenni la comunità ebraica di Milano apre le sue porte a tutti gli appassionati di quei gusti decisi.

Iniziamo il nostro tour da una tappa non propriamente israeliana (né kosher) ma che ci permette di sfatare una volta per tutte il mito del kebab come junk food: da Nun – Taste of Middle East (via Spallanzani, 36) il kebab è proposto con carne di pollo selezionata e rintracciabile, harissa piccante, hummus e insalata shirazi, da arricchire con prodotti mediorientali di prima scelta, come baba ganush o bademjan. A questo si aggiungono diverse proposte, dai classici falafel rigorosamente fatti in casa e fritti al momento, a composizioni più particolari, come il tipico panino israeliano sabich, con melanzane fritte, patate e menta fresca, proposte vegane e incursioni nel mondo iraniano e greco.

Nato nel 1995 per offrire un servizio dedicato alla comunità ebraica di Milano, il ristorante Carmel (viale San Gimignano, 10) è oggi un punto di riferimento per chi segue le regole della cucina kashér, che richiede che il cibo sia idoneo, per preparazione e origine, al fine di poter essere consumato così come stabilito dalla Torah. Il ristorante offre una cucina orientale tradizionale (tabbouleh, hummus, falafel e le altre prelibatezze locali) che si spinge però anche fino al Nord Africa, con incursioni verso la Tunisia e l’Algeria, dalle quali arriva anche la golosissima shakshouka, le famose uova cotte in salsa di pomodoro piccante, cipolla e peperoni.

Rimaniamo nel mondo della cucina ebraica con il ristorante glatt kosher Re Salomone (via Sardegna, 45) e i suoi menù creativi ricchissimi di tutte le specialità israeliane ed ebraiche. Dal riso persiano al classico shwarma (tacchino con verdure grigliate), dalla mussakà al khraimi, branzino in salsa piccante. Il ristorante propone anche serate a tema Shabbat, un appuntamento gastronomico pensato per celebrare la festa dedicata al giorno di riposo settimanale ebraico (dal tramonto del venerdì a quello del sabato): durante queste serate, il ristorante ospita un rabbino che racconta le peculiarità della festa, rispondendo a domande e curiosità.

Il ristorante Denzel (via Washington, 9) è un’hamburgeria kosher che ha fatto della qualità dei suoi ingredienti il proprio fiore all’occhiello. La carne certificata proviene da allevamenti controllati: il procedimento di macellazione e produzione dei burger è tale da garantire alla carne l’appellativo di Glatt Kosher, ovvero il livello più alto di purezza. Com’è ovvio, i burger di Denzel sono proposti senza formaggio, in quanto rappresenta un abbinamento proibito con la carne: al suo posto tantissime alternative di primissima qualità. Oltre agli hamburger il ristorante effettua anche cucina di carne e pesce e propone anche un’eccellente lista di vini israeliani.

A far rivivere l’atmosfera di Tel Aviv ci pensa il ristorante The Boidem (via Santa Marta, 3), un “bistrot evoluto” che propone una cucina israeliana creativa, con alcune influenze libanesi e mediorientali. Il menù, curato dalla chef israeliana Michal Levy, è una rivisitazione dello street food locale, con tante proposte vegetariane (tra cui memolaim, parsa e falafel) e grandi classici come il cous cous. Una piccola chicca: il locale propone anche la vendita di mobili d’epoca e abbigliamento vintage.

 

Foto in apertura: il ristorante Re Salomone

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