Riscoprire Casa Atellani

Non lontano dal Cenacolo Vinciano e dalla chiesa di Santa Maria della Grazie Palazzo degli Atellani è l’unico edificio in Corso Magenta rimasto intatto dal Rinascimento. Un luogo ricco di fascino che custodisce il passato della nostra città intrecciandosi con la storia di personaggi che hanno lasciato il segno.

Testo e foto di Antonella Armigero | 15 febbraio 2016

Fu Ludovico il Moro nel 1490 a regalare a Giacomo della Tela, capostipite della famiglia nota come Atellani, diplomatici originari della Basilicata, arrivati al nord a servizio dei duchi di Milano, questo palazzo con annesso giardino, un tesoro giunto quasi intatto ai giorni nostri, nascosto tra i palazzi di Corso Magenta.
Un dono passato di mano in mano, che racchiude al suo interno, oltre a sale d’ineguagliabile bellezza, anche un giardino rigoglioso, la famosa Vigna di Leonardo, riportata alla luce nel suo antico splendore solo l’anno scorso e aperta al pubblico in occasione di Expo di cui vi abbiamo parlato in questo link.
Ludovico il Moro aveva come sogno quello di insediare in questo quartiere i suoi uomini più fidati, come gli Atellani appunto, e trasformare la Basilica di Santa Maria delle Grazie nel mausoleo del proprio casato, gli Sforza, un sogno che la storia ha cancellato ma che oggi rivive sotto forma di testimonianza del glorioso passato meneghino.

La Vigna è stata senza dubbio lo stimolo per molti visitatori a riscoprire il palazzo e l’intera zona, facendo apprezzare Casa Atellani come un luogo senza tempo, da visitare in ogni stagione dell’anno. Quello che possiamo ammirare oggi è il risultato ottenuto dall’architetto Piero Portaluppi, che nel 1919 anno in cui la proprietà passa di mano al senatore Ettore Conti, ottiene l’incarico di riqualificarla, unendo le due abitazioni in una sola dimora, abbattendo le mura che separavano le corti e realizzando così un unico ingresso. Durante i lavori di ristrutturazione il Portaluppi scopre affreschi, reperti dei cinque secoli di vita dell’edificio, che ritornano alla luce dopo tre anni di lavori. La casa in questa nuova forma viene inaugurata nel 1922 in tempo per festeggiare le nozze d’argento dei proprietari Ettore Conti e Gianna Casati. Fu sempre lui a curarne i restauri e gli interventi necessari dopo i bombardamenti del 1943 che avevano gravemente compromesso l’intera area.

Sala Zodiaco Casa Atellani - Foto Antonella Armigero

Sala Zodiaco Casa Atellani – Foto Antonella Armigero

Il percorso della visita a Casa Atellani si snoda in 7 tappe, dall’ingresso che porta al cortile interno è possibile ammirare ancora oggi le finestre dell’appartamento del Portaluppi, posto al pianterreno e la casetta simbolo del suo studio. Il percorso procede toccando la Sala dello Zodiaco, un capolavoro dell’arte mimetica, dove si mescola vero e falso antico. Il nome di questa stanza deriva dai dipinti alle pareti decorate con immagini astrologiche, come era usanza nel medioevo. Qui il Portaluppi aggiunge ai 12 segni zodiacali, due lunette che recano le iniziali H e J, iniziali di Hector e Joanna, proprietari della dimora.
Dopo lo zodiaco si passa alla Sala del Luini, che testimonia la devozione degli Atellani alla famiglia Sforza. Segno di questa fedeltà sono i ritratti (attribuiti a Bernardino Luini e i suoi quattro figli) dei personaggi della casata, 14 tondi che riproducono gli uomini e le donne della dinastia sforzesca che si trovano sotto la volta a lunette completamente affrescata con arabeschi.
Lasciando questa sala si passa alla Stanza dello scalone, con le vetrate maestose che si affacciano sul magnifico giardino esterno. Qui passato e presente si mescolano, infatti i ritratti alle pareti, le foto e il mobilio testimoniano il passaggio di diverse famiglie nei secoli, fino ai proprietari attuali.

L’ultimo ambiente interno da visitare è lo Studio di Ettore Conti, il primo vero magnate dell’industria elettrica italiana che entra nella dimora a inizio Novecento. Il camino, circondato dalle pareti in legno intarsiate con gli stemmi e le insegne che simboleggiano l’alleanza derivata dal matrimonio di Cristina di Danimarca e Francesco II Sforza: dall’aquila dell’Impero al biscione concesso dai Visconti, e poi ancora I tre Leoni simbolo della Danimarca e le tre corone di Svezia, il leone d’oro la Norvegia, il drago d’oro il regno dei Vendi, sul mar Baltico. Quello che colpisce in questa stanza è la grande biblioteca e le pareti dello studio ricoperte dalla boiserie settecentesca, che donano un’atmosfera solenne e raccolta.

Dopo la visita delle stanze interne poste al primo piano, si scende la scalinata bianca che porta alla parte esterna: Il giardino delle delizie, di cui rimane testimonianza scritta nelle novelle datate 1554 del frate, cortigiano e letterato Matteo Bandello.

Percorrendo questo luogo, tra statue, alberi da frutto e un roseto maestoso si raggiunge in fondo alla proprietà la famosa Vigna di Leonardo. Qui è stata piantata dopo molti anni di studi la malvasia di Candia Aromatica, vitigno originario dell’epoca di Leonardo, che è possibile ammirare in tutto il suo splendore soprattutto nel periodo estivo.

Con ancora negli occhi tutto lo splendore degli affreschi, i dipinti e i ricordi di cui è impregnata questa dimora si esce nuovamente nel cortile interno per raggiungere la libreria e il caffè della vigna sul Corso Magenta: la sensazione è aver fatto un tuffo emozionante nel passato e aver riconquistato un pezzo di storia della città, rimasto per lungo tempo celato dietro le mura.

 

Casa degli Atellani
Corso Magenta, 65

Lunedì – Domenica dalle 9.00 alle 18.00 (alle 18 ultima visita)

 

Immagine d’apertura,  Ingresso Casa Atellani – Foto Antonella Armigero

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