La cena? La portiamo noi

Biker Foodora

Negli ultimi mesi in città si sono moltiplicati i servizi di consegna a domicilio, soprattutto nel settore food. Un mercato in espansione, destinato a crescere ancora in una Milano sempre più interessata a tutto ciò che riguarda il mangiare bene anche a casa.

di Enrico S. Benincasa

Milano nel 2015 è stata la città del cibo grazie a Expo, ma anche a sipario calato sul “mega evento” dedicato all’alimentazione non è sceso l’interesse sull’argomento. Si continua a parlare di food non solo per le aperture di nuovi ristoranti, ma anche per fenomeni come quelli legati alla consegna del cibo. A novembre hanno debuttato Amazon Prime Now, il servizio dell’azienda di Seattle che consegna generi alimentari in un’ora, e il primo punto vendita italiano di Domino’s Pizza, un colosso della pizza a domicilio presente in 70 Paesi del mondo con 12 mila ristoranti.

Per quanto nomi importanti, le novità maggiori non sono state portate da queste aziende, ma da alcune startup che hanno offerto un nuovo servizio di consegna attraverso biker in tutta la città e in tempi molto ristretti. A differenza di quelli già esistenti in precedenza, come per esempio Just Eat e MyFood, queste nuove società si occupano di tutto ciò che accade al pasto da quando è stato cucinato fino a quando arriva a casa del cliente, lasciando a chi cucina il compito di fare il suo lavoro al meglio. Difficile non notare i tanti ragazzi in bicicletta che, non solo all’interno della circonvallazione, pedalano per portare a destinazione gli ordini selezionati direttamente dalle piattaforme online di Deliveroo, Foodora e Foodinho, i più importanti player di questo nuovo mercato. Tutto, infatti, avviene tramite i loro siti e app, scegliendo tra i ristoranti della zona in cui ci si trova.

app consegne cibo a domicilio

Tecnologia applicata al cibo, o meglio, a come fruirne nell’epoca degli smartphone e in una città che ha voglia di sentirsi sempre al passo con le novità. I primi mesi sono stati un successo, a giudicare dal numero dei biker in giro e dalle parole di chi questi servizi li ha “cuciti” su misura per Milano come Matteo Sarzana, General Manager di Deliveroo Italia: «Deliveroo è nato a Londra nel 2011 ed è l’inventore di questo approccio al mercato del food delivery. Abbiamo debuttato a novembre e in questi due mesi la risposta della città è stata estremamente positiva, sia da parte dei ristoranti, oggi più di 200 sulla nostra piattaforma, sia da parte dei clienti. Abbiamo avuto ottimi feedback anche per ciò che riguarda il servizio clienti, che gestiamo al 100% internamente».

Il settore è giovane e nessuno vuole ancora parlare di numeri ma la sensazione, come ci confermano le parole di Gianluca Cocco, uno dei due Country Manager di Foodora Italia, è che ci siano margini di crescita: «Dal debutto di ottobre a oggi siamo cresciuti su tutti i fronti: dipendenti, ristoranti e fattorini. Non so gli altri, ma noi stiamo lavorando tanto». Foodora è presente anche a Torino ed è di proprietà dell’incubatore di startup tedesco Rocket Internet. Il suo è un approccio basato sui dettagli, come ci conferma Gianluca: «Per noi l’attenzione al cliente è fondamentale, quindi investiamo tempo e risorse nel formare i biker e nella selezione dei ristoranti. Difficilmente un McDonald’s lavorerà con noi, non è qualitativamente allineato al nostro brand». La scelta dell’offerta è un altro capitolo importante di questo processo: «Per Deliveroo il ristorante è un partner al quale dobbiamo generare degli ordini. Per questo scegliamo con chi lavorare basandoci sulla qualità e sulla tipologia, evitando di creare dei doppioni all’interno delle zone», puntualizza Matteo.

Un’ulteriore conferma delle possibilità che offre questo mercato ce la fornisce chi ci opera da più tempo come Just Eat, per bocca del suo Marketing Manager Nicolò Grosoli: «L’arrivo di nuovi concorrenti non ha influito sulla nostra mole di lavoro. Bisogna considerare che sono ancora pochi gli ordini che passano tramite la rete rispetto a quelli che avvengono di persona o per telefono. Personalmente considero un bene che investitori stranieri entrino nel mercato italiano del food delivery, aiuterà a cambiare le abitudini delle persone e a velocizzare il passaggio al digitale». Anche Just Eat, però, ha approntato delle novità: «Non siamo stati a guardare: sulla nostra piattaforma stiamo fornendo un servizio di consegna uguale a quello dei nuovi competitor per un numero selezionato di ristoranti di fascia medio-alta. Offriamo questo servizio in quattro città, tra cui Milano». Una piccola rivoluzione è in atto. Solo il tempo dirà quanto ci metteremo a dimenticarci del volantino del pizzaiolo attaccato al frigo per sostituirlo con una app sul nostro smartphone.

 

www.deliveroo.it
www.foodora.it
www.justeat.it

 

Articolo pubblicato su Club Milano 30, gennaio – febbraio 2016. Clicca qui per scaricare il magazine.

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