La fucina creativa di Fornasetti

Designer, pittore e scultore: Piero Fornasetti è stato uno dei talenti più incisivi e prolifici del XX secolo. Il figlio Barnaba oggi continua la sua tradizione e, per assaporare tutta la magia di un mondo surreale e ironico, a Milano basta varcare la soglia del negozio in Corso Matteotti.

di Samantha Colombo | 12 febbraio 2016

È ricordato come maestro nella decorazione d’interni da una parte all’altra del globo, eppure è stato ben più di questo: Piero Fornasetti era un pittore ispirato, un abile scultore, un appassionato stampatore di libri d’arte. Mille sfaccettature racchiuse in uno dei talenti più influenti e prolifici del ‘900, artefice di un vero e proprio codice iconografico subito riconoscibile, in grado di affascinare e trasmettere la sua vivida ironia e il suo accattivante mistero sin dal primo sguardo.
La sterminata varietà di decori e la vastità della produzione (si parla di oltre tredicimila decori e un numero potenzialmente infinito di oggetti, realizzati senza confini materici, dal vetro al marmo passando per il metallo) rendono il corpus firmato Fornasetti uno dei più grandi del secolo scorso.

Un secolo che Fornasetti vive e segna sin dai primi decenni. È il 1913 quando Piero nasce nella casa di un’agiata famiglia milanese. Proprio alla città di Milano sarà sempre legato, dal suo ingresso all’Accademia di Brera, con successiva espulsione per insubordinazione due anni più tardi, alle mostre degli esordi, approdando poi alle inaugurazioni dei diversi negozi e alle grandi esposizioni presso la Triennale.
Sebbene le sue opere siano realizzate in singoli esemplari, Fornasetti diventa nel corso degli anni un monolito nella cultura del design industriale, in un’epoca, quella del dopoguerra, che vede l’Italia splendere proprio in questo ambito per vivacità e innovazione.
Del resto, uno degli incontri fondamentali nella vita di Fornasetti è quello con Giò Ponti, che del design industriale è uno dei pionieri, nel 1940: nel corso del lungo sodalizio artistico, l’architetto e designer gli commissiona ad esempio i celebri lunari, che caratterizzeranno tutta la produzione successiva. Sempre con Ponti, e con la collaborazione di Edina Altara, nel decennio successivo avviene una rivoluzione: il primo esempio di arredamento d’interni completo, realizzato per “Casa Lucano”.
Sempre a proposito di interni, l’Italia è nel pieno del secondo conflitto mondiale quando Piero realizza gli splendidi affreschi di Palazzo del Bo a Padova, quasi che la bellezza dell’arte non possa essere scalfita dalla guerra. Nel corso degli anni, i decori firmati Fornasetti non conoscono confini, dai raffinati ambienti del Casinò di Sanremo conquistano anche gli oceani con l’Andrea Doria, per la precisione con gli arredi delle lussuose cabine di prima classe.
Accanto a questi tesori, la produzione di Piero può essere accessibile a tutti dal 1970, quando egli stesso fonda la Galleria dei Bibliofili: qui espone sia le proprie creazioni sia quelle di altri artisti e designer del tempo. E anche quando la golden age della sua firma sembra perdere lucentezza, all’inizio degli anni ’80 il negozio di Londra “Tema & Variazioni” rilancia il suo nome e l’interesse per le sue opere, oltremanica e in ogni dove.

 

 

Parlando di negozi, la città natale di Fornasetti è legata, appare quasi superfluo dirlo, in modo indissolubile alla sua attività con i diversi spazi che, nel corso degli anni, hanno accolto schiere di clienti appassionati e curiosi nelle loro sale. Basti pensare allo showroom di via Montenapoleone, non il primo negozio in assoluto, ma di certo il più vasto e ambizioso. Le sue 23 stanze al terzo piano di un antico palazzo nobiliare accoglievano gli oggetti firmati Fornasetti classificati per forma, decoro e colore: una vera e propria esposizione ma anche un modo per far sì che i clienti potessero avere la massima libertà e facilità di scelta, sin dal primo colpo d’occhio.
Basta spostarsi di pochi isolati e approdare in via Brera per ricordare poi l’ultimo negozio inaugurato con Piero Fornasetti ancora in vita, mentre è via Manzoni a ospitare il primo aperto dal figlio Barnaba, nel 1996. Piero Fornasetti scompare infatti nel 1988, ma la sua impronta artistica non è sopita: è il figlio a continuare la tradizione tra le pareti dell’Atelier di Milano. In questo luogo sono custoditi cartamodelli originali e sono state tramandate tecniche e strumenti unici, dove la creatività dna di famiglia attinge da un immenso archivio e al contempo guarda al futuro.
L’attuale Fornasetti Store viene inagurato invece nel 2009 in corso Matteotti: oggi è sufficiente varcare l’ingresso di questo negozio per essere sopraffatti da tutta la magia creativa.

 

 

Casa Fornasetti non è aperta al pubblico, ma Barnaba ha socchiuso le sue porte all’obiettivo del regista Virgilio Villoresi: il risultato dell’incontro? Un suggestivo video in stop-motion, magico, surreale e ironico come le atmosfere racchiuse tra quelle pareti e nelle opere stesse, un viaggio nella storia e nell’immaginazione.

 

Per informazioni: www.fornasetti.com

 

Immagine in apertura: Piero Fornasetti nello showroom di via Montenapoleone con i piatti Tema&Variazioni, 1961.

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