Nulla dies sine linea

Antonio Marras, clubmilano_ph_daniela_zedda

Si chiama così la mostra antologica dedicata ad Antonio Marras e ospitata dal 22 ottobre al prossimo 21 gennaio negli spazi della Triennale Design Museum: una raccolta di opere realizzate nell’ultimo ventennio a raccontare il percorso visivo dello stilista di Alghero.

di Redazione web | 21 ottobre 2016
foto di Daniela Zedda

Nulla dies sine linea, ovvero “non passa un giorno senza che tratteggi con pennello qualche linea”: è di Plinio il Vecchio la frase scelta come titolo nella mostra che, se nel caso originale si riferiva al pittore Apelle, quotidianamente assiduo nella sua attività, adesso vuole invece suggerire come lo stesso Marras abbia sempre affiancato al proprio lavoro di stilista anche quella di artista.

Nato nel 1961 ad Alghero, dove ancora vive e lavora, Antonio Marras, da più parti definito come “il più intellettuale degli stilisti italiani”, è conosciuto per le sue contaminazioni tra i mondi che compongono l’universo creativo: dal cinema alla poesia, dalla storia all’arte visiva. Ecco allora che nei 1200 mq del grande spazio espositivo, la mostra prova a costruire delle traiettorie per ordinare e tener insieme opere realizzate in diverse occasioni e in tempi diversi, con un’unica e importante posta in gioco “la possibilità di lasciare un segno”.

Nella sua visione, anno dopo anno, le sue creazioni parlano di identità, di esiliati e rifugiati, di multiculturalismo, insomma del mondo e del destino. In una parola della vita.

 

In questa prima retrospettiva Marras mette insieme una serie di installazioni edite ed inedite e rielabora più di cinquecento disegni realizzati nel corso degli anni, montandoli su vecchie cornici e intessendoli con le più disparate stoffe, per poi appenderli lungo le pareti della Curva della Triennale. Il risultato sono dei disegni/testimoni e anticipatori della vita raccontata nelle “stanze”, ovvero le installazioni con finestre, porte e pertugi perlopiù abitate da vecchi abiti (mai disegnati dall’autore) e da oggetti di varia natura.

L’allestimento, curato da Francesca Alfano Miglietti, è anch’esso fluido come una vera opera d’arte e lascia spazio anche alle passioni e agli incontri dello stilista, come quello con Carol Rama e Maria Lai, ma l’elenco è lungo e l’unica soluzione è perdercisi dentro.
A concludere il viaggio è il racconto di una vita nomade: ovvero migliaia di disegni, schizzi e frammenti che Marras ha realizzato nel corso dei suoi viaggi, a ulteriore testimonianza di una creatività infinita e mai sedata. Non a caso il sottotilo della mostra recita: vita, diari e appunti di un uomo irrequieto.

 

Antonio Marras
Nulla dies sine linea
Triennale Design Museum
22 ottobre – 21 gennaio 2017, da martedì a domenica, 10.30 – 20.30. Lunedì chiuso
www.triennale.org

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