Il Museo dell’acqua

Acquario Civico

Quest’anno l’Acquario Civico compie 110 anni e li festeggia con una mostra evento nel mese di dicembre, con l’obiettivo di continuare a farsi emblema di un dialogo tra uomo e ambiente che ha come protagonista l’acqua, la sua storia e il suo percorso dal torrente montano fino al mare.

di Marilena Roncarà

Non è vero che per andare all’acquario bisogna arrivare per forza fino a Genova o spingersi fino all’altrettanto spettacolare Oceanario di Lisbona, non a caso due dei maggiori al mondo. Anche Milano ha il suo acquario, certo ridotto nelle dimensioni, quasi sfuggente nella locazione e pur tuttavia un piccolo gioiello costruito in uno stile liberty che prova a riprodurre già nelle fattezze dell’edificio le bellezze del mondo acquatico.
Nato con una precisa vocazione scientifica, l’acquario meneghino è interprete di una visione originale che lo ha portato a diventare un centro vivo di riflessione sull’acqua, sulla sua storia e la vita che la anima. Inaugurato in occasione dell’Esposizione Universale del 1906, quello di Milano è il terzo acquario più antico d’Europa, il secondo in Italia dopo Napoli (datato 1872). La palazzina in stile Art Nouveau è collocata in un’area del Parco Sempione ed è l’unico padiglione dell’Expo dei primi Novecento a essere arrivato fino a noi. L’edificio che risulta chiuso nella parte posteriore da un portico semicircolare è percorso lungo tutto il suo perimetro da un fregio ceramico raffigurante un corso d’acqua, mentre la statua di Nettuno armato di tridente e una fontana generosamente alimentata dalla testa di un ippopotamo caratterizzano la facciata.
Sopravvissuto a due guerre, ai bombardamenti del 1943 e a un lungo periodo di abbandono, l’Acquario ritrova nel 2006, dopo tre anni di lavori, l’assetto attuale, mentre già dagli anni Novanta era cominciata la sfida per dotare questo piccolo gioiello di una tecnologia che lo rendesse adatto ai tempi. In particolare al pian terreno si aprono nuovi ambienti per esposizioni temporanee, al primo piano c’è un auditorium in grado di ospitare circa 200 persone e la biblioteca scientifica trova uno spazio più adeguato in grado di valorizzare la speciale raccolta di testi di argomento naturalistico. Anche la parte espositiva, pur modesta nelle dimensioni, non rinuncia alla suggestione grazie tra l’altro all’allestimento di una grande vasca a ponte sotto la quale passeggia il pubblico. Ma la rivoluzione è il cambio di prospettiva per cui l’attenzione del visitatore non è più convogliata sui singoli organismi viventi ospitati nelle vasche, quanto piuttosto verso l’acqua e gli ambienti che essa forma dal suo nascere e in tutto il suo percorso che la porta al fiume e al mare.
Tanti sono anche gli eventi e le mostre in cartellone, a partire da quella per i 110 anni, in programma a metà dicembre e dedicata alla nuova funzione dell’Acquario nella società contemporanea. Ma altrettanto ricco è il palinsesto di attività ludico-didattiche per bambini e ragazzi. Insomma, tra le svariate iniziative e un percorso espositivo che è un viaggio continuo alla scoperta dell’acqua, l’Acquario val bene una visita.

 

Articolo pubblicato su Club Milano 35, ottobre – novembre 2016. Clicca qui per scaricare il magazine.

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