Basquiat in mostra al Mudec

Basquiat-procession-1986, ClubMilano

Dal 28 ottobre al 26 febbraio 2016, il Mudec, Museo delle Culture, apre le sue porte a uno dei protagonisti della scena artistica mondiale degli anni 80: Jean Michel Basquiat con una retrospettiva di 140 lavori.

2 novembre | di Marilena Roncarà

140 lavori realizzati tra il 1980 e il 1987 provenienti in larga parte dalla collezione di Yosef Mugrabi a cui si aggiungono opere da altri prestatori privati, lavori di grandi dimensioni, disegni, foto, collaborazioni con l’amico Andy Warhol che un Jean Michel appena diciasettenne ebbe la temerarietà di avvicinare, e una serie dedicata ai piatti di ceramica in cui l’artista ritrae personaggi e artisti di ogni epoca.
Questa in sintesi l’esposizione che il Museo delle Culture dedica a Jean Michel Basquiat, in mostra fino al prossimo 26 febbraio. Un percorso pensato con due chiavi di lettura: quello geografico legato ai luoghi che hanno segnato il percorso artistico di Basquiat e quello scandito da elementi cronologici.

Basquiat-untitled-yellowtarandfeathers-1982

Nato il 22 dicembre 1960 a Brooklyn da padre haitiano e madre statunitense di origini portoricane da cui apprende la passione per l’arte, Basquiat inizia a produrre graffiti all’età di 17 anni insieme all’amico Al Diaz: i due si firmano Samo (Same Old Shit) e con bomboletta spray e pennarello indelebile cominciano a diffondere idee ermetiche e rivoluzionarie.

È l’estate 1980 quando fa la sua prima apparizione pubblica come Jean Michel Basquiat, dopo aver dichiarato che Simo era morto. In breve la sua opera diventa il corrispettivo visuale di ciò che stava succedendo in quegli anni nei banchi dei DJ e nei libri di scrittori come Katchi Acker influenzati dalla tecnica del cut up di William Burroughs e Brion Gysine. Ed è stato proprio questo dinamico mix di parole, immagini e objects trouvés che ha fatto di lui uno dei maggiori esponenti della cultura del remix.
Le sue opere mescolano immagini della cultura alta e della cultura popolare, fenomeni come il graffitismo, la cultura rap e hip hop, insieme agli artisti superstar, sovvertendo le gerarchie artistiche tradizionali, sino a creare un collage di immagini, parole e suoni che caratterizza più di tante altre strutture estetiche la coscienza contemporanea.
Inoltre nei suoi quadri va oltre l’evocazione della strada per arrivare a incorporare un discorso complesso sull’esperienza dei neri e sulle loro conquiste sociali: molti dei suoi lavori ritraggono, infatti, musicisti jazz neri, pugili ed eroi rivoluzionari di colore. In modo diretto, grazie a un segno al tempo stesso rabbioso, irriverente e primitivo Basquiat porta l’attenzione del grande pubblico su tematiche legate all’identità umana e sulla questione aperta e dolorosa della razza.
Morto tragicamente all’età di 27 anni questo ragazzo-prodigio di origini haitiane ha saputo proiettare la propria personalità e l’acuta intelligenza in un’opera che è ancora molto attuale.

Basquiat, Threedelegates, 1982

Basquiat, Threedelegates, 1982

Percorrere i suoi lavori in mostra al Mudec significa entrare a pieno diritto nel suo universo, lui uno tra i primi artisti neri a trovare spazio fra i pittori acclamati dal sistema, sino a ritrovare attraverso i suoi temi ricorrenti la musica, il jazz, i fumetti, l’anatomia e ancora la poesia e la scrittura, il file rouge che ci guida e ci porta a riflettere su temi ancora oggi di stretta attualità come differenze sociali e razziali, emarginazione e paura verso il diverso.

Basquiat, The field next to the other road, 1981

Basquiat, The field next to the other road, 1981

 

Ricco è anche il palinsesto di eventi di contorno alla mostra, dalle visite guidate alle proiezioni di lungometraggi in lingua originale, ai 3 incontri a lui dedicati e realizzati in collaborazione con il Consolato Usa e l’Università Iulm, ma per il programma completo è consultabile il sito www.mudec.it.

Infine segnaliamo la rassegna Jazz e Basquiat, all’interno del festival Jazzmi in programma a Milano dal 4 al 15 novembre, dove primo appuntamento è il talk del 4 novembre alle 18 in cui l’artista brasiliano Arto lindsay racconta il suo incontro con Basquiat. A seguire i concerti di Luigi Ranghino (5 novembre ore 19), The Dynamic Trio by Marco De Gennaro (10 novembre alle 19) e Seby Burgio (domenica 13 novembre alle 18).

 

Jean-Michel Basquiat
27 ottobre 2016 – 26 febbraio 2017
Mudec – Museo delle Culture
via Tortona 56

www.mudec.it

Basquiat Mudec_photo carlotta coppo

Basquiat Mudec, ph. Carlotta Coppo

 

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