L’aedo di pietra

Statua guglie Duomo Milano

La Madonnina è sicuramente la più celebre, ma altre 3400 statue le fanno compagnia: personaggi illustri, santi e peccatori spiccano fra le guglie del Duomo testimoniando la vita religiosa e civile della città. Le storie che raccontano affondano le loro radici nel tempo e vanno ancora più lontano. Fino in America.

di Elisa Zanetti – foto di Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano

 

Che chiese e cattedrali fossero un po’ le lavagne del passato, attraverso le quali il clero trasmetteva al popolo precetti e insegnamenti, è cosa risaputa. Quel che forse è meno noto è il florilegio di storie non solo sacre, ma anche profane che uno dei più grandi esempi del gotico ha saputo raccogliere nel corso dei secoli attraverso le sue statue. Instancabile aedo di pietra, il Duomo di Milano non ha mai smesso di raccontare a chi lo ha saputo ascoltare storie incredibili, meritandosi una volta in più la definizione di “fabbrica del Duomo”. La leggenda vuole che una notte del 1386 il diavolo apparve in sogno a Gian Galeazzo Visconti, chiedendogli di costruire una chiesa ricca di immagini demoniache, altrimenti gli avrebbe rubato l’anima. Gian Galeazzo, che al Duomo donò l’usufrutto esclusivo del marmo delle cave di Candoglia, fece così riempire le facciate della cattedrale di figure inquietanti. E non solo. Sono 3400 le statue arruolate per il Duomo, ma il suo esercito è ben più ricco: le sculture compromesse vengono infatti riparate e sostituite da copie e prendono posto in parte al Museo del Duomo, in parte in un deposito segreto alle porte della città: trovarlo non vi sarà facile, entrare ad ammirare la suggestiva schiera silente di personaggi ancora meno. Ma torniamo alla cattedrale: si arrampicano fra le sue guglie numerosi santi e figure pagane. Si può riconoscere San Giovanni Battista, San Marco con il leone, ma anche Maddalena, Davide con la testa di Golia, Adamo ed Eva nuda e persino la sirenetta di Andersen. Iniziata nel XIV secolo la costruzione del Duomo fu terminata soltanto nel XIX per volere di Napoleone che realizzò la facciata e volle lasciare una sua traccia tra le sculture. Non fu il solo: trovano posto anche Vittorio Emanuele e Mussolini, anche se nel secondo dopoguerra il suo volto venne modificato. Avventurandovi sulle terrazze potrete poi scorgere figure di spicco della storia italiana: da Dante a Toscanini, senza dimenticare personaggi più popolari come il pugile Carnera. Una statua è dedicata anche agli unici che possono vantare di avere residenza in cattedrale: i piccioni, mentre gli ultimi arrivati sono stati nel 2006 i Beati cardinale Ferrari e Padre Monti e nel 2013 don Gnocchi. Forse vi sembrerà impossibile scorgere tutti questi volti, ma non temete, la sorpresa più grande è di semplice individuazione. Se guardate sopra la porta d’ingresso, ai lati del balcone di Santa Maria Nascente, resterete folgorati dalla solennità delle statue della Giustizia, che porta in mano una tavola, e della Fede, con fiaccola e corona. Philippe Daverio racconta che accadde lo stesso al giovane scultore francese Bartholdi che le sovrappose per dare vita alla sua opera più famosa e figlia di Milano: la Statua della Libertà di New York.

 

Articolo pubblicato su Club Milano 32, maggio – giugno 2016. Clicca qui per scaricare il magazine.

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