Sci di fondo, non solo nordico

Sci nordico, Cogne

È sano, costa poco e permette di immergersi per ore in scenari mozzafiato. Per chi lo pratica, lo sci di fondo è molto più che uno sport. È un modo per riappropriarsi del proprio tempo. E pensare che una volta era solo un mezzo di trasporto.

di Stefano Ampollini

Sinonimo di libertà, lo sci di fondo rappresenta per chi lo pratica un toccasana e una fuga dallo stress e dalla frenesia della vita di città. Detto così potrebbe sembrare uno slogan pubblicitario, ma la storia di questo sport ne fa una disciplina che non subisce le mode o le distorsioni del marketing. Non ne ha bisogno. Prima ancora di essere uno sport, infatti, lo sci di fondo era già praticato nei Paesi nordici come mezzo di trasporto. Serviva ai discendenti dei Vichinghi per spostarsi in un ambiente coperto dalla neve per molti mesi all’anno. Solo nell’Ottocento è diventata una disciplina sportiva e dal 1924 è entrato a far parte del programma olimpico. In Paesi come la Norvegia lo sci nordico (questo il nome corretto) è popolare quanto il calcio da noi, i suoi campioni sono idolatrati come star del cinema e qualunque gara, da quelle locali alla Coppa del Mondo, viene seguita da migliaia di famiglie che per molte ore restano a tifare i propri beniamini a temperature per noi improponibili. Negli anni, però, la popolarità dello sci nordico ha valicato i confini del Circolo Polare Artico ed è oggi diffuso in tutto il mondo, anche in nazioni alpine e mediterranee come l’Italia, spesso con risultati straordinari. Lo sprinter più forte del mondo, ad esempio, è un giovane valdostano di nome Federico Pellegrino. È nato a Nus, vicino ad Aosta e si allena a Gressoney. Mentre i più appassionati ancora si ricordano l’impresa impossibile: la staffetta composta da De Zolt, Albarello, Vanzetta e Fauner che nel 1994 sconfisse al fotofinish i campioni norvegesi alle Olimpiadi organizzate a casa loro, a Lillehammer. Quello che però rende lo sci nordico così unico per chi lo pratica sono i valori che esso rappresenta. Bastano due sottili sci ai piedi e un equipaggiamento molto più snello e meno costoso rispetto allo sci alpino, per immergersi per ore nella natura, tra i boschi, senza folla e soprattutto senza code per prendere una seggiovia.

Sci nordico la-val-ferret-a-courmayeur

Il senso di libertà e la sana fatica, lontana dalla ricerca della prestazione a tutti i costi, sono due degli ingredienti che rendono lo sci di fondo così popolare. Il terzo aspetto, non irrilevante di questi tempi, è economico: il costo per una buona attrezzatura è molto inferiore rispetto all’investimento medio che si deve sostenere per praticare lo sci alpino. Non essendoci bisogno di impianti di risalita viene meno anche la spesa dello skipass, e l’obolo chiesto da alcuni circuiti per il mantenimento delle piste è davvero poca cosa. Per ultimo il rischio di incidenti è molto limitato e non fa statistica. Tutti questi elementi hanno reso lo sci nordico lo sport preferito da praticare d’inverno con tutta la famiglia e quello più adatto per i bambini piccoli che possono avvicinarsi allo sci senza i traumi e le paure della discesa e privilegiando l’aspetto del gioco. Molte località alpine hanno capito le potenzialità di questo sport e il mercato che può generare e si sono convertite al fondo diventando veri e propri punti di riferimento per la sua pratica. I 120 km di piste di Dobbiaco, località che ospita anche una tappa della Coppa del Mondo, gli 80 km di Cogne, nel fantastico scenario del Gran Paradiso, i 20 km della Val Ferret ai piedi del massiccio del Monte Bianco o i 25 km della stretta valle di Gressoney, sotto le pendici del Monte Rosa, sono solo alcune destinazioni che hanno investito in questo sport e sono pronte ad accogliere i suoi praticanti. Se è vero che lo sport è salute, è altrettanto vero che il silenzio ovattato dei boschi innevati e una sauna rilassante a fine giornata sono la cornice ideale per chi vuole prendersi cura di se stesso e riappropriarsi del proprio tempo.

 

Articolo pubblicato su Club Milano 35, ottobre – novembre 2016. Clicca qui per scaricare il magazine.

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