Carnevale tutto l’anno

MUGNAIA Carnevale Ivrea

Si avvicina il weekend più sentito per Ivrea. Nonostante la manifestazione prenda il via ufficiale il 6 gennaio e per tutto l’anno i cittadini si ritrovino in varie occasioni, è nel fine settimana di Carnevale che la festa esplode con la Battaglia delle Arance. Se siete scettici dovreste farci un salto. Verrete travolti dall’entusiasmo degli eporediesi.

di Tullia Carota

«Ivrea la bella». Se a dirlo è Carducci, allora deve essere vero. E, in effetti, lo è: il capoluogo simbolico del Canavese, quel territorio che si estende per circa 50 Km da Chivasso alla Valle d’Aosta, conta poco più di 25mila abitanti, è attraversato dalla Dora Baltea e il suo centro storico affascina chiunque lo veda per la prima volta. Seppure piccola e non in cima all’elenco delle mete turistiche italiane, Ivrea è famosa in tutto il mondo, soprattutto per due cose: l’Olivetti e il Carnevale. Sull’Olivetti si sa quasi tutto. Camillo e il figlio Adriano furono imprenditori illuminati che, oltre a sviluppare prodotti tecnologici all’avanguardia, ebbero la lungimiranza di proporre un modello di sviluppo industriale avanzato, attento ai propri dipendenti, al territorio e alla società.
Il secondo motivo per cui Ivrea è famosa in tutto il mondo, si diceva, è il Carnevale. Ma a essere famosa è soprattutto la Battaglia delle arance. Criticata e malvista da molti, ha una storia curiosa alle spalle e fa, in realtà, parte di una manifestazione, lo Storico Carnevale di Ivrea, che dura molti giorni e si apre ogni anno il 6 gennaio con l’uscita di Pifferi e Tamburi – che potrebbero essere considerati la banda ufficiale della manifestazione. Districarsi tra gli appuntamenti e la storia di questo Carnevale, il più antico d’Italia, non è facile, anche perché i diversi momenti pescano da differenti epoche storiche.

Ma sono due le anime principali: da un lato c’è la componente storica, rappresentata dal corteo di cui fanno parte personaggi come il Generale, la Mugnaia, gli Abbà e il Podestà; dall’altro la Battaglia delle arance, combattuta da squadre a piedi e squadre su carri da getto. Il comune denominatore è uno però: rappresentare la liberazione di Eporedia (questo il nome di Ivrea in epoca romana) dalla tirannia. Nel 1600 l’ennesima rivolta popolare contro il Marchese di Monferrato, signore della città, portò alla liberazione e così le nove squadre di aranceri a piedi rappresentano il popolo che sfida il tiranno, interpretato simbolicamente dalle squadre sui carri che indossano una maschera a protezione del volto. Se ve lo state chiedendo… sì, tutti possono partecipare alla Battaglia iscrivendosi a una delle squadre.

Corteo Storico Carnevale Ivrea

Le origini della Battaglia risalgono al Medioevo, quando a essere lanciati in strada erano i fagioli e non gli agrumi. Due volte l’anno, infatti, il feudatario donava una pignatta di legumi alle famiglie meno abbienti che per disprezzo gettavano il contenuto per strada. La battaglia moderna viene combattuta dal 1947, ma ha radici nell’Ottocento quando le giovani della città, per attirare l’attenzione dei ragazzi, lanciavano dai balconi coriandoli, confetti, lupini, fiori e anche arance, un frutto esotico (portugaj in dialetto piemontese) proveniente dalla Costa Azzurra. Era un modo (forse un po’ bizzarro) per richiamare la loro attenzione. Il gesto cortese si trasformò presto in duello.

Le due anime, dunque, si incontrano per la prima volta il sabato sera di Carnevale quando alla città viene presentata la Mugnaia che ogni anno è interpretata da una giovane eporediese sposata: anche se può sembrare difficile da capire, per le donne della città essere Mugnaia è motivo di grande orgoglio. Inizia quindi, di sabato, il cuore della manifestazione con il Corteo Storico che attraversa la città e continua per i tre giorni successivi con la Battaglia, il Corteo, i fuochi, le fagiolate nei vari rioni e l’abbruciamento degli scarli (alti pali di legno, sinonimo di prosperità) il martedì sera, quando si svolge anche la marcia funebre per la fine del Carnevale dopo la quale viene dato appuntamento all’anno successivo. Ma non si può certo concludere una festa così: quindi mercoledì, primo giorno di Quaresima, nel rione Borghetto viene distribuita polenta con merluzzo (vengono cucinati 1400 kg di polenta, 800 di merluzzo e 1400 di cipolle!).

Chi c’è stato, al Carnevale di Ivrea, ci vuole tornare. Se fosse un eporediese a dirlo sarebbe troppo facile, ma invece ad assicurare che vale la pena andare almeno un giorno sono anche quelle persone che con il Canavese non hanno nulla a che fare. Le vie della città, preparate per difendersi dai lanci delle arance, sono invase da turisti, cittadini e curiosi, ma soprattutto da un’atmosfera di grande festa. Da non sottovalutare, poi, la possibilità di fermarsi a mangiare in qualche ristorante della zona per assaggiarne le specialità quali zuppe, pane, polenta, salumi e molti legumi e una sosta a Caluso, la culla dell’Erbaluce, vino tipico della zona che dal 1975 è tutelata dalla Cantina Cooperativa produttori Erbaluce di Caluso che oggi conta 160 produttori. Infine, per addolcire lo spettacolo della Battaglia (o da portare a casa) è consigliabile passare dalla pasticceria Balla a Ivrea a comprare la torta Novecento, la cui ricetta segreta è stata depositata come marchio registrato.

 

Articolo pubblicato su Club Milano 36, gennaio – febbraio 2017. Clicca qui per scaricare il magazine.

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