Kandinskij al Mudec

Kandinskij, San Giorgio

Con 130 opere dai più importanti musei russi, georgiani e armeni, il Mudec ci porta in viaggio verso l’astrazione, grazie alla mostra su Kandinskij, il cavaliere errante. Ed è un tripudio di forma e colore alla ricerca della vibrazione interiore.

di Redazione web | 16 marzo

«Per anni ho cercato di ottenere che gli spettatori passeggiassero nei miei quadri: volevo costringerli a dimenticarsi, a sparire addirittura lì dentro» questo è quello che amava ripetere Kandinskij e questo è quello che accade visitando la mostra Kandinskij, il cavaliere errante. In viaggio verso l’astrazione in programma al Mudec, il Museo delle Culture di Milano fino al 9 luglio. Fra dipinti, acquerelli, disegni e incisioni, antiche icone, stampe, tessuti e oggetti di arte applicata, l’esposizione ci conduce a comprendere l’origine e lo sviluppo del codice simbolico dell’artista, rivelando il periodo di formazione del suo immaginario visivo e il suo percorso di svolta verso l’astrazione.

L’esposizione che cade nell’anno del centenario della Rivoluzione russa, a ridosso delle celebrazioni del 150esimo anniversario della nascita dell’artista, è un progetto site-specific legato alla vocazione del Mudec, fondato sul rapporto tra arte ed etnografia e sulla metafora del viaggio come avventura cognitiva. Tutti aspetti a vario titolo sperimentati dal fondatore dell’astrattismo che rivoluzionò buona parte della successiva ricerca espressiva nel mondo. Ed ecco che il viaggio, cifra riassuntiva dell’esistenza stessa dell’artista, diventa anche la cifra del percorso espositivo: un pellegrinaggio attraverso la Russia, le sue immagini e atmosfere e nel contempo un itinerario verso l’astrazione, un viaggio nelle vibrazioni dell’anima dell’autore.

Quattro sono le sezioni espositive di un percorso espositivo che invita il visitatore a fare un duplice viaggio, reale e interiore, all’interno del laboratorio creativo dell’artista, alla ricerca di quei segni che dapprima lo hanno avvolto, poi conquistato e infine guidato verso l’astrazione. Si comincia con Vologda: il viaggio dentro il quadro, che ci porta a scoprire il periodo in cui Kandinskij si appassionò all’etnografia e al folklore, compiendo nel 1889 una spedizione nel Governatorato di Vologda. «Ricordo ancora che, entrando per la prima volta nelle sale di un’isba, restai inchiodato di stupore davanti alle pitture sorprendenti che da ogni lato mi circondavano – commenta lo stesso Kandinskij – Quando infine penetrai nella camera, mi trovai circondato da ogni parte dalla Pittura: come se io stesso fossi penetrato nella Pittura». Parte da qui la sua ricerca di un linguaggio pittorico che coinvolgesse gli spettatori fino a farli “passeggiare” nei suoi dipinti. Si prosegue poi con la sezione de Il cavaliere errante, a spiegare il forte radicamento nel linguaggio visivo dell’infanzia, un modo anche per provare a guardare il mondo con uno sguardo più libero. Terza sezione è Mosca Madre, mentre la quarta e ultima è Musica dell’astrazione che ci conduce a comprendere come la conquista dell’astrazione sia la meta di un lungo e tortuoso itinerario intellettuale prima che pittorico. Ed è così che per penetrare nel mondo misterioso dello spirito, Kandinskij si affida al colore e alla forma, dimenticando il dato reale ma andando piuttosto in cerca della vibrazione interiore che esso genera, prendendo a modello la musica, «la più astratta delle arti». Ed è l’inizio della pittura del futuro, come provano numerosi capolavori non-oggettivi, alcuni mai visti prima in Europa.

La mostra propone anche degli strumenti di interazione multimediale per consentire al visitatore un’esperienza immersiva nel mondo dell’artista russo.

 

Kandinskij, il cavaliere errante. In viaggio verso l’astrazione
15 marzo – 19 luglio
Mudec, Museo delle Culture
via Tortona 56

Kandinskij, Improvvisazione

Improvvisazione

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