All you need is toast

Toast

Un tempo esiliati nelle vetrine semivuote dei bar e farciti con qualche pallida sottiletta, i toast ora sono trendy anche a Milano: maxi, a km 0, gourmet. Non più uno snack anonimo e frugale da consumare in solitaria, ma un vero stile di vita.

di Chiara Temperato

Chi non ha mai fatto merenda con un toast al formaggio? Uno spuntino facile e veloce e un’irrinunciabile golosità per gli anglosassoni. Eppure in Italia, nonostante la sua presenza massiva, il toast non ha mai esercitato un grande fascino. Veloce da mangiare, facile da dimenticare. Di recente, però, il pane in cassetta dorato ha rinnovato il suo look: varianti originali con ingredienti gourmet incuriosiscono ormai anche i più scettici.

È così che, passeggiando per le strade di Milano, diventa facile imbattersi in deliziosi templi del toast, alcuni in stile americano, altri più chic. Atmosfere brulicanti di odori e piatti invitanti attirano occhi curiosi, spiedi di toast serviti in geometriche composizioni e accompagnati da beveroni di caffè, spremute o smoothy colorati. In origine era un banalissimo sandwich che il nostro D’Annunzio ribattezzò tramezzino. È stato il tostapane elettrico con timer (dal latino tostum, abbrustolito, tostato) brevettato nel 1893 e perfezionato nel 1919 dall’americano Charles Strite, a fare di questo panino un cibo transgenerazionale. Qualche anno fa a Milano Vincenzo Somma ha deciso di valorizzare questo spuntino e farne una merenda gourmet. Nell’atmosfera shabby chic della sua toasteria Mi Casa, al riparo dal brusio di viale Monza, il toast ha trovato il modo di esprimersi e imporsi come un pasto originale e finalmente completo. È maxi, costa cinque euro, viene servito in un tagliere e suddiviso in quattro parti infilzate in uno stecchino. Il pane fatto in casa può essere bianco o ai cereali. Fiore all’occhiello del Mi Casa è quello con crema allo zafferano, pancetta, pomodori secchi, mandorle ed emulsione di grana. Proseguendo verso piazza Argentina troviamo Toasteria Italiana, un franchising rivelazione, che ha incontrato il successo grazie al suo modo tutto italiano di reinterpretare il toast e farne una merenda di pregio. Dallo stile moderno del locale ai murales di dipinti classici che ricoprono le pareti, l’italianità trionfa in ogni angolo e soprattutto in ogni piatto, con i gusti e i nomi dei toast che richiamano le nostre tradizioni regionali. I toast sono suddivisi e serviti su uno stecchino con tanto di bandierina che ne sventola i nomi. E per assaggiarne più varianti in un colpo solo la soluzione si chiama All You Can Toast.

Fancytoast, via Volta

Fancytoast, in via Volta

Un altro franchising che ha fatto del toast uno dei protagonisti dello streetfood cittadino è Streetoast, in zona Ticinese e in Stazione Centrale, con una filiale anche a Bologna. Qui si respira un’aria più cosmopolita, a partire dall’offerta che rispecchia sia il gusto italiano sia quello anglosassone. Sapori delicati, ma anche farciture più golose, proposte vegetariane e vegane. Il formato del toast è quello maxi (18.15), il pane è di mais e fatto in casa e i più appassionati possono provare anche le varianti dolci.

E il mondo del take away? Non poteva non cavalcare l’onda. È quanto è successo a Capatoast, la prima toasteria da asporto in Italia. Nata a Napoli qualche anno fa, ha fatto il giro dell’Italia, per poi approdare anche a Milano, in piazza Argentina. Il concept, inventato da due giovani napoletani, è il sandwich formato maxi, fatto con pane alle olive, alle noci, ai cereali e bianco, proposto attraverso 30 differenti ricette, tutte italianissime.

E infine, Fancytoast, la toasteria più modaiola e cool di Milano. Aperta in via Volta a ottobre, accanto a un barber shop hipster, è un piccolo paradiso per chi vuole sentirsi alla moda e gustare uno snack veloce. Il locale cattura l’attenzione con i suoi golosissimi open bread, i famigerati toast a una sola fetta, più spessa del normale, che spopolano sulle coste californiane. Gli spazi e gli arredi ricordano il sapore di quei vecchi diner statunitensi, con un arredamento bianco e nero, un po’ optical e un’insegna al neon che dice Epic Toast from West Coast. Il suo super bread è one inch thick (cioè spesso 2,5 centimetri) e fatto con sette “misteriosi” cereali. Se l’Epic Avocado Toast, con crema di avocado, uovo sodo, bacche di pepe rosa, profumo di lime è il feticcio del locale, il più richiesto è il Salmon West Toast. Invitanti sono anche le versioni dolci come il Berries e il Banana Toast e, per i fanatici del burro di arachidi, irrinunciabile è il Peanuts Butter Toast.
Dolci, salati, multistrato, ai cereali, oggi i toast sono sempre più esuberanti e fotogenici. Belli da guardare e da postare su Instagram, lauti e ghiotti da gustare. Sembra proprio che il toast stia conquistando la penisola, e la prima tappa è Milano.

 

INDIRIZZI
Mi Casa
piazzale Governo Provvisorio 5
Toasteria Italiana
piazza Argentina 1
StreeToast
corso di Porta Ticinese 14
Capatoast
piazza Argentina 4
Fancytoast
via Alessandro Volta 8

Intervista pubblicata su Club Milano 37, marzo – aprile 2017. Clicca qui per scaricare il magazine.

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