Per piccina che tu sia…

Diogene, Design Renzo Piano,-Photographer-Julien-Lanoo © Vitra (www.vitra.com)

Dai geki-sema giapponesi, gli appartamenti impilati l’uno sull’altro poco più grandi di una bara, alla micro abitazione di 2 metri quadrati per 3 di Renzo Piano, l’attuale tendenza in materia di case sembra essere quella di vivere in spazi ridotti sempre più all’essenziale. Anche in Italia? Scopriamolo insieme.

di Flavia Ganzenua

Non avere nella tua casa nulla che tu non sappia utile, o che tu non creda bello”. È una frase del noto poeta e artista inglese William Morris e sembra scritta apposta per Diogene, il prototipo di micro abitazione di 6 mq progettato dall’architetto Renzo Piano e realizzato in collaborazione con Vitra, la storica azienda svizzera di design.

Il nome s’ispira a Diogene di Sinope, il celebre filofoso contrario a ogni lusso che si ritirò a vivere in una botte. A differenza del grande pensatore greco, però, la micro casa di Renzo Piano non vuole assolutamente abdicare alle comodità della vita contemporanea. È spartana solo all’apparenza. In realtà, al di là della forma essenziale che rievoca il disegno di un bambino, è una struttura complessa divisa in tre parti (salone, con tanto di divano estraibile e tavolo pieghevole, cucina e bagno) e dotata di tecnologie all’avanguardia, dalle celle fotovoltaiche e i moduli solari, al serbatoio per la raccolta, la depurazione e il riutilizzo dell’acqua piovana, al WC biologico. Tecnologie che la rendono completamente autosufficiente e che fanno di Diogene la prova lampante che forse un altro modo di pensare e di vivere lo spazio è davvero possibile.

Diogene. Ph. Hans jan Durr

Diogene. Ph. Hans jan Durr

È la stessa intuizione che nel 2010 ha avuto l’architetto Marco Pierazzi quando ha deciso di acquistare un’ex bottega di 7 mq e di farne la casa vacanza più piccola d’Italia. Si trova a Roma, in Vicolo di San Celso 17, proprio a un passo dal Pantheon, da Castel Sant’Angelo e dalla Basilica di San Pietro, e può ospitare fino due persone! Come? Attraverso un sistema ingegnoso di mensole che appaiono e scompaiono, una botola ribaltabile che ‘dilata’ le dimensioni del soppalco, un gancio con una carrucola per appendere le valigie al soffitto, un sottoscala che nasconde un boiler e tanto altro. Il risultato va al di là di ogni aspettativa. Basta aprire la porta, infatti, per entrare in una dimora accogliente, con mattoni a vista, travi in legno, per nulla claustrofobica e dotata di tutti i confort, dal televisore a LED, all’impianto hi-fi, alla connessione a internet.

Da un progetto di Martina Margaria, architetto specializzato nella realizzazione di mini appartamenti e titolare della società Milano Abita, è invece la micro casa di 7 mq che si trova a Milano, in Viale Tibaldi, al quarto piano di un palazzo signorile degli anni Venti. Un sottotetto la cui ristrutturazione si è ispirata agli yacht, a bordo dei quali ogni centimetro di spazio deve essere necessariamente sfruttato al massimo. Il tutto, ovviamente, all’insegna del lusso e della funzionalità. ‘La casa più piccola del mondo’, come è stata ribattezzata dalla società milanese, è infatti una temporary house (ovvero i pied-à-terre utilizzati dagli studenti fuorisede o dai liberi professionisti che preferiscono abitare in spazi minimi ma in zone centrali) elegante e super accessoriata. Non manca proprio niente, dalla micro cucina, al micro bagno con doccia. Ed è in vendita. Il costo? 75 mila euro circa.

‘Casa du currivu’ o ‘Casa della disputa’ Photo Credit Marco La Rosa, Flickr

‘Casa du currivu’ o ‘Casa della disputa’. Ph. Marco La Rosa, Flickr

Il primo posto per la casa più piccola d’Italia, talmente piccola da finire addirittura nel Guinness dei Primati, spetta però alla ‘casa du currivu’ o ‘casa del dispetto’. È in Sicilia, a Petralia Sottana, in provincia di Palermo, ed è larga appena 1 mq. Non ci vive nessuno, ovviamente, al suo interno c’è soltanto un corridoio lungo e stretto che conduce al balconcino. Il motivo? È stata costruita solo per ripicca da un abitante del paese per vendicarsi di un vicino talmente geloso del panorama mozzafiato che godeva dalle sue finestre, da impedirgli in ogni modo di costruire un piano in più della sua casa.

L’effetto è sorprendente. All’apparenza, infatti, sembra di ritrovarsi davanti a un edificio perfettamente normale, con tanto di portone e di finestre, ma basta fare il giro del palazzo per scoprire qualcosa che somiglia più a una scenografia cinematografica o a un fondale teatrale, che a un’abitazione vera e propria.

È una provocazione, naturalmente, quasi la negazione stessa dell’idea di casa. O forse, per usare le parole dell’architetto finlandese Keijo Petäjä, è invece la geniale intuizione che l’architettura è prima di tutto ed essenzialmente “uno spazio mentale costruito”.

 

In apertura: Diogene, Design Renzo Piano, Photographer Julien Lanoo © Vitra, www.vitra.com.

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