Dipendenza da Green

Golf-Club-Le-Betulle-Biella

Per fortuna le cose cambiano e se un tempo era considerato un’attività per una ristretta cerchia di persone, oggi sono sempre di più coloro che ne rimangono stregati e che viaggiano per il Bel Paese alla ricerca dello swing perfetto.

di Andrea Zappa

Fino a qualche decina di anni fa il golf era considerato ancora un gioco, o uno sport, per un’élite che ne faceva anche uno status symbol. E in merito alla definizione non si è ancora raggiunta una totale unanimità, ma forse è proprio questa dualità a renderlo così affascinante. Un tempo il golf era molto esclusivo, così come esclusivi erano i luoghi dove veniva praticato. Non a caso esistono ancora club che ricercano quest’aspetto e ne fanno un plus distintivo, come per esempio il Pine Valley Golf Club in New Jersey, nato nel 1913, dove per accedere bisogna essere personalmente invitati e accompagnati da uno dei membri o il Cypress Point in California: per poter calpestare l’erba dello spettacolare campo che si affaccia sull’oceano c’è una lista d’attesa soci di circa 10 anni. Per non parlare delle 18 buche del Muirfiled Golf Club in Scozia, forse tra i più antichi al mondo, la cui inaugurazione risale al 1774 e le cui porte rimangono tuttora chiuse alle donne. Lasciando da parte le eccezioni di cui sopra, che fanno comunque parte della secolare storia di questo sport, oggi il golf ha abbandonato l’antico dress code e sta conquistando in maniera trasversale anche i più giovani.

Ugolino Golf, Firenze

Club Golf Ugolino, Firenze

Il perché di questa seconda vita va ricercato ovviamente nel cambiamento sociale che c’è stato, nell’abbassamento dei costi e nella copertura mediatica che l’ha visto protagonista, ma soprattutto perché praticarlo provoca, semplicemente e da sempre, sensazioni che a detta dei più creano dipendenza. La Federgolf statunitense ha addirittura stilato una lista di ragioni per le quali è difficile curarsi dalla “malattia del golf”. Tra i vari motivi suggeriti alcuni sono da veri addicted, come il profumo dell’erba o l’indiscutibile bellezza dei luoghi in cui si pratica e dei panorami circostanti o ancora la sensazione fisica del gesto atletico una volta che si colpisce in maniera perfetta la pallina, ma anche l’uguaglianza sul campo, dove tutti possono giocare assieme, campioni e non, vecchi e giovani. Senza dimenticare la libertà nel gioco e la sfida con se stessi: nel golf ogni giocatore è artefice del proprio destino, ciascuno sceglie il look, i ferri e la strategia. Anche la varietà dei campi e la loro morfologia non lo fanno diventare mai uno sport monotono o ripetitivo. E in ne il relax che genera l’ambiente in cui ci si muove alla ricerca del colpo della giornata. Non è un caso che i club migliori siano situati nelle più belle località del mondo.

Golf Club Costa Smeralda

Golf Club Costa Smeralda

Lungo lo stivale sono innumerevoli i campi degni di nota e gli specialisti di GolfDigest.com hanno stilato da tempo una classifica dei migliori d’Italia. Tra questi l’Olgiata Golf Club a pochi minuti da Roma è considerato il più bello della Penisola e propone un gioco su 27 buche, tre putting green e un campo pratica. Il suo percorso è stato realizzato dall’architetto inglese C. Kenneth Cotton nel 1961. In Piemonte si trova il Golf Club Biella Le Betulle, realizzato alla ne degli anni Cinquanta è lungo 6.427 metri e in molte guide internazionali è considerato tra i più quotati d’Europa. Per chi ama giocare accompagnato dall’odore del mare e da una vista suggestiva il Pevero Golf Club in Costa Smeralda è la scelta giusta. Nato nel 1972 dall’estro di Robert Trent Jones per volere del miliardario Karim Aga Khan, il percorso si sviluppa su 18 buche lungo un promontorio dal quale il mare sardo fa bella mostra di sé. Rimanendo vicino a casa, il Golf Club Milano risalente al 1928, è uno dei circoli più esclusivi della Lombardia e possiede una club house fra le più belle del Vecchio Continente la cui costruzione fu promossa dal presidente Albertini. Il campo da 27 buche offre tre percorsi che si snodano all’interno del parco di Monza. Nel segno dell’esclusività non si può non citare il Golf Club Villa d’Este, un 18 buche immerso in un contesto naturale di rara bellezza a Montorfano, in provincia di Como. Disegnato dall’architetto inglese Peter Gannon è noto a livello internazionale per offrire un par 69 veramente difficile. Il titolo invece di più antico d’Italia va al Club Golf Ugolino tra i colli della Chiantigiana a 12 km circa da Firenze. Ideale per chi, oltre ad avere un ottimo swing è anche una buona forchetta, dati gli innumerevoli percorsi enogastronomici della zona.

 

Articolo pubblicato su Club Milano 37, marzo – aprile 2017. Clicca qui per scaricare il magazine.

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