Dove avvengono i miracoli

San Daniele del Friuli, collina

Tra il mare e la montagna: è a San Daniele del Friuli che accade tutto. È infatti la posizione speciale del piccolo comune (insieme alle mani esperte del luogo) a renderlo il posto ideale per la produzione di prosciutto. Ma sono anche la storia e i suoi monumenti ad averlo reso una meta turistica amata da tutti.

di Carolina Saporiti

«Benvenuti in Paradiso». È così che ti accolgono a San Daniele, piccolo comune del Friuli Venezia Giulia, famoso in tutto il mondo per il suo prosciutto crudo. Ed è proprio all’ingresso di un prosciuttificio che si legge questa scritta. Niente di più vero: essendo una delle zone più piovose dell’Italia, rintanarsi per una degustazione può diventare l’idea migliore della giornata. E dopo il primo, si passa al secondo e così via. Il prosciutto crudo da queste parti stanca difficilmente, soprattutto quello da degustazione che viene stagionato per oltre 24 mesi.

Si può cercare riparo anche altrove, per esempio nella Biblioteca Guarneriana, una delle prime pubbliche aperte in Italia e la prima in Friuli Venezia Giulia. La fondò Guarniero di Artegna, pievano lungimirante di San Daniele, che nel 1466 donò alla chiesa 173 codici manoscritti che aveva copiato, o fatto copiare, e decorare in uno scriptorium creato da lui. Questa donazione preservò la collezione e promosse ulteriore interesse nella raccolta di libri nei secoli successivi. La biblioteca non è aperta al pubblico, ma si possono richiedere su appuntamento delle visite guidate, altamente consigliate per gli appassionati di lettere e manoscritti. C’è da perdere la testa di fronte alla cosiddetta Bibbia Bizantina, la cui provenienza è misteriosa, o davanti a un codice contenente l’Inferno dantesco, ma sono tanti anche i codici di umanisti di autori greci e latini. La raccolta si è arricchita nel 1736 quando monsignor Giusto Fontanini fece un’importante donazione per acquistare nuovi libri e per realizzare una libreria lignea. E così via, nei secoli, la biblioteca si ingrandì sempre di più grazie anche alle acquisizioni da parte dei sandanielesi tra cui quella di un codice contenente il Canzoniere e i Trion di Petrarca. Se questo non bastasse per emozionarvi pensate che in queste sale passarono Foscolo, Nievo e Carducci. Sarà stato tutto questo valore a risparmiare la biblioteca da entrambe le guerre mondiali e anche dal terremoto del 1976.

Prosciutto crudo di San Daniele da degustazione viene stagionato per oltre 24 mesi

Prosciutto crudo di San Daniele da degustazione viene stagionato per oltre 24 mesi

Seppure molto piccolo, a San Daniele c’è molto da vedere e da fare. Adagiato su una collina a 250 metri di altitudine, camminando alla scoperta dei suoi monumenti, si ammirano grandi panorami su lunghe distese verdi. Il Duomo della città, dedicato a San Michele Arcangelo, si trova nella piazza cittadina, risale al Settecento e ha una facciata di ispirazione palladiana, ma è alzando lo sguardo che questa cattedrale stupisce: guardate in alto e vedrete che il campanile è incompiuto. Più piccola, e preziosa, è l’ex chiesa di Sant’Antonio Abate, le cui pareti sono ricoperte da uno dei cicli di affreschi rinascimentali più belli d’Italia, tanto da far guadagnare a San Daniele l’appellativo di “piccola Siena del Friuli”. Opera di Martino da Udine, fu realizzato tra il 1497 e il 1522. Altra chiesa, altro stile, quella dedicata alla Madonna delle Fratta è tipicamente gotica. Da lì, imboccando via San Sebastiano, si sale alla spianata del castello, di cui rimangono solo pochi ruderi e una torre: l’area intorno è un teatro naturale affacciato sulle colline moreniche e le Alpi Giulie. A pranzo, ça va sans dire, ci si deve fermare in una prosciutteria: Ai Bintars servono solo prosciutto crudo (buonissimo) accompagnato da pane e sottoaceti.

A proposito di natura invece, nel pomeriggio andate a vedere il Tagliamento, uno dei pochi fiumi europei a conservare il suo corso originario. Guardarlo dà un senso di pace ma al tempo stesso è anche energizzante. Non molto distante da San Daniele del Friuli, in direzione di Udine, si trova l’oasi dei quadris di Fagagna, dove vivono centinaia di cicogne: se siete con i bambini potete portarli a vedere da dove sono venuti! Ma il posto migliore per concludere un weekend è a tavola, per esempio a quella di Emanuele Scarello. Chef friulano due stelle Michelin, ha aperto lo scorso maggio un nuovo locale a Godia. Paese delle patate e degli gnocchi, non poteva che chiamarsi Gnocchi Kitchen Bar e servire il piatto tipico. Non esiste modo più giusto per salutare il Friuli Venezia Giulia e tornare a casa.

Gnocchi Kitchen Bar

Gnocchi Kitchen Bar

 

GNAM!
La Dop San Daniele è la più piccola d’Italia. Il Consorzio dei produttori è stato costituito nel 1961 per tu- telare il prodotto e oggi riunisce 31 produttori. Questo prosciutto ha una stagionatura minima obbliga- toria di 14 mesi. Quasi tutti i prosciuttifici si trovano nel comune di San Daniele, in provincia di Udine, e offrono visite guidate o hanno uno spaccio aziendale aperto al pubblico. Uno dei grandi segreti del San Daniele è il microclima della regione: qui soffia “aria buona” che scende dalle Alpi Carniche e che incontrandosi con quelle dell’Adriatico porta sentori resinosi che si mescolano con quelli salmastri. A ciò si aggiunge un ambiente dove umidità e temperatura sono regolati dalle terre moreniche e dalle acque del Tagliamento. www.prosciuttosandaniele.it

 

Articolo pubblicato su Club Milano 37, marzo – aprile 2017. Clicca qui per scaricare il magazine.

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