Usa on the… Railroad

Empire_Builder_Gassman_Bridge

Forse non tutti sanno che il mitico viaggio “coast to coast” da una parte all’altra degli Stati Uniti si può fare senza mai salire su un’auto o un aereo. Come? Basta spostarsi in treno, un modo di viaggiare poco diffuso negli States, ma che consente di scoprire l’America più vera

di Flavia Ganzenua

«C’è sempre qualcosa di più, un po’ più in là… non finisce mai», scriveva Jack Kerouac nel romanzo On the road, il manifesto letterario della Beat Generation. Una frase che rende perfettamente l’idea di cosa sia l’America, delle sue grandi distanze, chilometri e chilometri di highway che si perdono all’orizzonte, in cui la gente preferisce spostarsi in auto o in aereo e in cui il treno è un mezzo ancora poco frequentato. Un mezzo su cui si investe poco, visti i costi esorbitanti dovuti proprio alle dimensioni sconfinate del Paese.

Per questo decidere di scoprire gli USA on the railway è sicuramente una scelta fuori dal comune, per chi ama i viaggi insoliti, a stretto contatto con i luoghi e le persone che ci vivono.

Bisogna armarsi di pazienza, però, perché negli Stati Uniti l’alta velocità è ancora una chimera. Scordatevi i treni superveloci che si trovano in Europa o nei Paesi asiatici. A tutt’oggi, l’unica linea ad alta velocità degli States è il Northeast Corridor (corridoio nord-est) che, percorrendo la costa orientale, collega Boston a Washington DC. A parte questa tratta, il resto del Paese si muove sugli stessi percorsi creati dai vecchi pionieri: più di 33mila chilometri di rete ferroviaria, quasi tutto il territorio nazionale, gestita dall’Amtrak (da “American” e “track” – binario), nome commerciale della National Railroad Passenger Corporation, la principale compagnia americana.

Caridinal Train, ph. Chase Gunnoe

Cardinal Train, collega New York a Chicago. Ph. Amtrak – Chase Gunnoe

Consultando il sito della società si possono scegliere tra 500 destinazioni, in 46 stati, con tratte che vanno dai duemila ai quattromila chilometri. Tra quelle a lunga percorrenza ne esistono alcune leggendarie, percorse da treni altrettanto storici. Come quella che compie lo storico California Zephyr che, passando per le Montagne Rocciose, la Sierra Nevada e il deserto dello Utah, collega Chicago a Emeryville (San Francisco). Un vero e proprio coast to coast sulle tracce dei primi pionieri, dei cercatori d’oro e una delle tratte ferroviarie più lunghe al mondo: 3.924 chilometri di percorrenza, per due settimane circa di viaggio. La soluzione più estrema ma anche la più suggestiva, per chi decide di spostarsi in treno.

Altro percorso leggendario è quello del Sunset Limited che da New Orleans, patria del jazz, arrivano a Los Angeles. Un itinerario di 48 ore, lungo 4 stati, alla scoperta del Sud più profondo degli Stati Uniti, dal Golfo del Messico al Paci co, passando per i deserti dell’Arizona, i monti della California, le sconfinate piantagioni della Louisiana: terra di paludi e foreste, di alligatori e battelli a vapore.

Soutwest Chief_ph. Martin Matlack

Il Soutwest Chief che collega Chicago a Los Angeles, ph. Martin Matlack

L’Empire Builder, infine, parte da Chicago e arriva a Seattle, collegando NYC con le cascate del Niagara. Un viaggio panoramico di oltre 3.600 chilometri, passando per tre fusi orari diversi, che segue gran parte del percorso fatto da Lewis e Clark, gli esploratori che per primi raggiunsero le coste del Paci co via terra, scoprendo così il mitico “passaggio a Nord-Ovest”. Un viaggio che si snoda lungo il ume Mississippi, le praterie del North Dakota e il Gassman Coulee Trestle, un ponte alto oltre 30 metri, il Glacier National Park, le vaste pianure del West, i ranch, i deserti, le città fantasma, facendo soste in stazioni da lm western.

Il California Zephyr, il Sunset Limited, l’Empire Builder, così come tutte le linee a lunga percorrenza della nazione, permettono di scoprire itinerari alternativi immersi nell’America più autentica, nella sua storia e nella sua cultura. Ed è proprio per sottolineare lo stretto legame tra treno e cultura, che l’Amtrack ha deciso di proporre un programma di residenze per autori. Un viaggio di andata e ritorno a bordo di una delle tante tratte extraurbane offerto dalla compagnia ferroviaria americana, con vitto e alloggio in cabina privata compresi. Agli autori selezionati non è imposto nessun vincolo, non devono finire il libro che hanno in mente o a cui stanno già lavorando. Devono solo salire sul treno, sedersi al finestrino e lasciare che uno sterminato campo di grano o un ponte sospeso nel nulla, a picco su una gola, li ispiri. Scrivendo e ritrovando forse anche se stessi, proprio come Kerouac.

 

In apertura l’Empire Builder sul Gassman Coulee.

Articolo pubblicato su Club Milano 37, marzo – aprile 2017. Clicca qui per scaricare il magazine.

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