Alberto Pizzo

Alberto Pizzo

IN LUCE

Ha cominciato a suonare quando aveva circa 3 anni e mezzo: «è stato qualcosa che il destino ha deciso per me e lo reputo un privilegio». Comincia così la nostra conversazione con Alberto Pizzo che per Piano City esegue il concerto “In luce” al carcere Beccaria, ma non solo.

di Marilena Roncarà | 17 maggio 2016

Napoletano, classe 1980, Alberto Pizzo inizia a studiare pianoforte da piccolo e non si è più fermato. Diplomato al Conservatorio partenopeo “San Pietro a Majella”, ha partecipato a concorsi pianistici nazionali e internazionali e conseguito la laurea di Secondo Livello in Pianoforte da Concerto sempre a Napoli: questo in sintesi il suo percorso accademico che lo ha portato in breve a tenere concerti in giro per il mondo, dal Giappone agli Stati Uniti all’Italia tutta. Ascrivibile a tutti gli effetti tra quei musicisti che riescono a interpretare a modo loro la musica “colta”, Pizzo si distingue per l’inventiva mediterranea nel tocco pianistico, per prediligere il senso della melodia alla complessità, a volte esagerata, dell’improvvisazione fine a se stessa. Lo abbiamo intervistato in occasione dell’edizione 2017 di Piano City di cui è uno dei protagonisti.

Come è arrivato Piano City nella tua vita?
La prima volta è stato a Napoli, era l’ottobre del 2013 e la manifestazione era ancora nella sua fase embrionale, ma è stato a Milano che Piano City mi ha coinvolto ed elettrizzato per davvero. Prima di tutto mi ha dato modo di creare un rapporto con questa città, che è quella più internazionale che abbiamo e che sta diventando sempre più bella e inclusiva. Qui ho avvertito davvero l’adrenalina per la manifestazione, tutta la città è protesa verso la musica, una sensazione incredibile.

Quest’anno sarai protagonista di Piano City all’interno del progetto “La musica che unisce” che vede tra l’altro le note dei pianoforti arrivare fino all’interno delle Case di Reclusione.
Sì suonerò sabato 20 maggio all’interno del carcere minorile Beccaria. Quando me l’hanno detto all’inizio ho pensato a uno scherzo, ma poi riflettendo ho realizzato che è il luogo ideale in questa fase della mia vita: ho appena vissuto un passaggio manageriale (ad aprile 2017 è cessata la sua collaborazione con la Palco Reale di Gianni Sergio NdR) che in qualche modo mi ha ammanettato e quindi quella situazione è un po’ anche la mia. Vado a suonare in un luogo che è di chiusura, ma soprattutto di aspirazione alla libertà e mi auguro che attraverso la musica si possa far arrivare questa atmosfera sognante che poi ti riporta a pensare com’è il mondo di fuori. Questo concerto l’ho chiamato “In luce”, per dire del senso di ombra e di luce che è proprio non solo del carcere ma della vita tutta.

Sempre per Piano City sarai anche a mare culturale urbano.
È un altro appuntamento di cui sono molto felice: suonerò con Ekland Hasa un pianista albanese e con il pianista palestinese Faraj Suleiman in un progetto che porta ad avvicinare le culture mediterraneo. Il primo appuntamento è la prova aperta di venerdì 19 maggio, dalle 15 alle 18, in cui ogni pianista si esibirà per un’ora anche raccontando la propria storia. Sabato 20 ci sarà invece il concerto conclusivo, che sarà quasi una jam session: cosa suonare lo deciderò solo dopo la prova. Non conosco i brani che proporranno gli altri due pianisti, ma so che il pianoforte è il nostro punto di incontro.

Cosa vuol dire essere un compositore oggi.
Sono un compositore istintivo, non voglio crearmi troppi elementi tecnici. A mio parere deve accadere qualcosa nella melodia, è un lavoro per cui mi concentro emotivamente, del resto è la melodia quella che resta e che fa canticchiare nel tempo generazioni diverse. Mi piacerebbe poi sdoganare quest’idea della musica classica come qualcosa di alto e difficile che tiene lontano tutta una fetta di pubblico più giovane.

Cosa vuoi comunicare con la tua musica?
Quello che mi interessa è suscitare emozioni, ma il primo a doversi emozionare mentre suono sono io, solo così posso, dopo, emozionare anche gli altri, quelli che mi ascoltano: è sempre un gioco a due.

 

Piano City Milano
19, 20, 21 maggio 2017
Aberto Pizzo

Venerdì 19 dalle 15 alle 18 prova aperta Faraj Suleiman, Ekland Hasa e Alberto Pizzo a mare culturale urbano

Sabato 20 alle 10, concerto “In luce” presso Istituto penale minorile Beccaria

Sabato 20 alle 20.30 mare culturale urbano concerto con Faraj Suleiman, Ekland Hasa e Alberto Pizzo

 

Alberto Pizzo

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