A scuola da Madre Natura

Asilo nel Bosco di Ostia, ph. Giulia Malafronte

Un prato per aula, un tronco per banco, una tuta stagna per grembiule. Sono gli asili nel bosco e le scuole in fattoria, cascine e masserie in cui si fa lezione rigorosamente all’aria aperta. Diffusissimi all’estero, in Italia faticano a essere riconosciuti. Il motivo? Una legge del 1975 molto severa in materia di edilizia scolastica. Da Bronte a Milano, scopriamoli insieme.

di Flavia Ganzenua | 15 maggio 2017

«Chi ascolta dimentica, chi vede ricorda, chi fa impara», è un detto giapponese a cui si ispirano gli asili nel bosco e le scuole in fattoria, vere e proprie aule a cielo aperto in cui i piccoli stanno sempre fuori, estate e inverno. E se piove o fa freddo? Nessun problema, s’indossano tute stagne o ci si rifugia negli spazi al coperto, perché un bambino che vive in mezzo alla natura si ammala di meno, sviluppa una socialità più ricca, dato che costruire una tenda in tanti è più divertente che da soli, ed è più autonomo e creativo. Dalla Danimarca al Canada, se ne contano ormai a migliaia.

In Italia il primo asilo nel bosco ha aperto i battenti nel 2014 a Ostia Antica, dopo un anno di sperimentazione, grazie all’associazione L’Emilio, che gestisce un nido e una scuola dell’infanzia, Manes, che si occupa di una scuola primaria, di una secondaria e del progetto Maestri di strada, contro l’abbandono scolastico, del docente Paolo Mai e della sua compagna Giordana Ronci.

Coccodè. L'asilo nel bosco

Coccodè. L’asilo nel bosco a Bronte. Un’immagine dei bambini sorpresi nei giochi e nelle attività di ogni giorno

Fonti d’ispirazione: le teorie pedagogiche di Maria Montessori, Jean-Jacques Rousseu, solo per citarne alcuni, e le esperienze didattiche del Nord Europa. L’asilo nel bosco ospita bambini dai 2 ai 6 anni che vivono fra i tre giardini della scuola, il fiume, la campagna. La natura diventa così luogo privilegiato di apprendimento e prima maestra di vita dei piccoli. Scompare l’aula tradizionale, perché è meglio conoscere l’andamento delle stagioni passeggiando nei campi o scoprire com’è fatta una mucca andando dal contadino, piuttosto che impararlo sul sussidiario. Non si vuole fare concorrenza alla scuola pubblica, ma rendere il modello educativo imperante più attento ai bisogni e al benessere dei bambini. Come? Ad esempio, riducendo il numero dei bimbi affidati a ogni operatore, che qui passano da 8 a 10, al posto dei 25 dei classici asili. L’idea è piaciuta, in soli tre anni gli iscritti sono raddoppiati e nel 2015 è nata anche la Scuola nel Bosco con alunni della primaria dell’Istituto Comprensivo Amendola Guttuso.

Tra gli ultimi asili nel bosco aperti in Italia c’è anche Coccodè, l’unico della Sicilia. È a Bronte, vicino Catania. È frutto dell’idea di tre mamme-educatrici, Milena Sanfilippo, Daphne Kamprad e Letizia Trovato, che nel 2016 hanno creato l’associazione Tutti giù per terra. Anche qui il benessere dei piccoli e l’esperienza diretta sono il cuore dell’attività didattica. Si curano gli animali, si cucina tutti quanti insieme, si fanno camminate nel bosco o al fiume, si fa la nanna sui prati, si scopre il verso degli animali. La spesa è di 160 euro mensili a bambino, pranzo compreso. Un costo decisamente inferiore rispetto a quello degli asili privati che invece va dai 130 euro, servizio mensa escluso, ai 300.

Scuola in fattoria di Cascina Santa Brera, foto di Cooperativa sociale Praticare il futuro - Cascina Santa Brera

Scuola in fattoria di Cascina Santa Brera. Foto: Cooperativa sociale Praticare il futuro – Cascina Santa Brera
Si prepara il pranzo insieme.

Imparare facendo è anche il principio a cui s’ispira la Scuola in fattoria di Cascina Santa Brera, alle porte di Milano, che per due venerdì al mese, dalle 8 alle 16, accoglie bambini e ragazzi dai 3 ai 13 anni.
Fondata nel 2013 dalla cooperativa sociale Praticare il Futuro, è diventata una realtà importante, anche per quanto riguarda la prevenzione e il recupero di ragazzi che hanno difficoltà con l’approccio quasi esclusivamente teorico del metodo scolastico tradizionale e sono quindi più a rischio di abbandono e di espulsione.

Come? Grazie a un’attività didattica che pone al centro l’esperienza diretta e cioè quel fare, anziché ascoltare, che consente di interiorizzare i contenuti e farli propri. Qui la matematica s’impara in cucina, preparando il pranzo con gli altri e per gli altri, confrontando gli scontrini della spesa, la scienza curando l’orto e gli animali. È una vera e propria comunità che collabora insieme e stabilisce regole e attività, sperimentando concretamente cos’è il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente circostante.

Tutto questo è reso possibile anche dal contesto. Cascina Santa Brera, infatti, è un agriturismo biologico che pratica la permacultura, un approccio che vede le risorse del territorio come un bene prezioso, il cui utilizzo deve essere improntato all’economia, perché la natura è un ciclo chiuso, ricicla e non spreca mai niente. Nella Scuola in fattoria bambini e ragazzi sviluppano così una forte responsabilità sociale e ambientale, per diventare un giorno cittadini attivi e consapevoli.

 

 

In apertura: L’Asilo nel Bosco di Ostia Antica. Foto di Giulia Malafronte. Un’immagine suggestiva dei bambini dell’Asilo nel Bosco di Ostia Antica durante i giochi e le attività quotidiane. 

 

 

 

 

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