La tacita laguna

Mazzorbo

Carducci l’ha definita così. Ed è vero, basta andare lontano dai posti più turistici per scoprire una Venezia autentica. E allora sarà impossibile non innamorarsene, passeggiando per calli deserte e facendo amicizia con qualche veneziano che vi offrirà un buon bicchiere di vino.

di Carolina Saporiti

«Il mare qui è molto bello. Non so perché ma sembra più piccolo del nostro. Forse perché ha due nomi: uno è mare, l’altro è laguna. Chiamarlo mare o laguna dipende dalla distanza. In italiano la laguna è femminile, calma, misteriosa. Invece il mare è maschile, non riposa mai, sempre in balia del vento e delle onde» è Li, la protagonista femminile del film Io sono Li, di Andrea Segre, a descrivere così Chioggia, dove è stata trasferita a lavorare. Ed è proprio così la Laguna, calma e misteriosa: non certo quella di Rialto e del Ponte dei Sospiri, ma solo perché per conoscere Venezia ci vuole tempo e anche un po’ di impegno. Chi vuole trascorrere una o più notti in città dovrebbe stare lontano da Canal Grande, bellissimo, ma costoso e affollato. I sestieri San Polo e Dorsoduro sono decisamente migliori: nel primo ha recentemente aperto Palazzo Morosini degli Spezieri con appartamenti di lusso che fanno venire voglia di fermarsi almeno un mese! Dorsoduro è ancora più lontano dalla stazione, ma si raggiunge in 15 minuti a piedi. Tra le sue vie si nascondono alcune ville incredibili, tra cui quella scelta da madame Guggenheim, oggi museo dedicato alla sua fantastica collezione di opere d’arte del Novecento. Sempre a Dorsoduro c’è Punta della Dogana, un palazzo ristrutturato da qualche anno dove vengono organizzate grandi mostre, l’ultima (in corso e condivisa con Palazzo Grassi) è Treasures from the Wreck of the Unbelievable di Damien Hirst. Da qui si raggiungono velocemente, in vaporetto, sia piazza San Marco sia la Giudecca.

Burano

Burano

Il momento migliore per un giro in piazza è la sera o ancora meglio la notte: Venezia così affollata di giorno, magicamente con il buio si svuota, sembrando quasi disabitata. Se volete assaggiare lo spritz uscite “presto”, in orario aperitivo e chiedetelo con il Select, il bitter veneto, oppure ordinate n’ombra de vin con cicchetti; dopo cena invece non troverete molto da fare se non continuare a bere in qualche bacaro. Se siete tipi da cocktail in città ci sono il leggendario Harry’s Bar, aperto dagli anni Trenta e famoso per il Bellini, e sull’isola della Giudecca lo skyline bar dell’Hilton Molino Stucky.

Per approfondire ancora di più la conoscenza della Laguna bisogna spostarsi verso nord. Superata Murano, l’isola dei vetrai, si arriva nella zona più autentica, quella di Torcello, Mazzorbo e Burano. Qui si scopre la storia di Venezia precedente alla Repubblica della Serenissima e ai dogi. È qui che tutto ha inizio, a Torcello dove oggi vivono solo nove persone, ma no all’anno 1000 la situazione era all’opposto: piazza San Marco era un vigne- to e in tutta la Laguna dove non c’erano case si coltivava, soprattuto vino, perché sebbene non fosse una città facile da espugnare, doveva essere autosufficiente in caso di attacco. Può sembrare strano parlare di vino veneziano, ma qualcuno sta riportando in vita questa lontana tradizione. Sull’isola di Sant’Erasmo, conosciuta come l’orto dei dogi, l’imprenditore francese Michel Thoulouze ha aperto la cantina Orto che produce Malvasia, Vermentino e Fiano. A Mazzorbo, che si raggiunge da Burano attraversando un ponte, c’è la tenuta Venissa gestita dalla famiglia Bisol. Produttori di Prosecco Valdobbiadene decidono, dopo aver visto una pianta di vite a Torcello, di riportare in vita il vigneto autoctono dell’isola, la Dorona di Venezia. Oggi è l’unico vitigno al mondo di questa uva da cui vengono prodotte circa tremila bottiglie l’anno, più belle che buone. Attorno alla vigna oltre il campanile, la famiglia Bisol ha costruito un ristorante, un’osteria e un b&b con sei camere. Impossibile non innamorarsi del posto e difficile è anche resistere alla tentazione di comprarsi una bottiglia nonostante il costo (mezzo litro costa più di 100 €). Sono sempre loro, padre e figlio ad aver aperto il primo albergo a Burano: si tratta di un albergo diffuso che finalmente regala la possibilità di passeggiare di notte nella più assoluta calma. Per concludere la giornata buranese, andate a mangiare alla Trattoria Gatto Nero, di Ruggero e Massimiliano: anguilla, moeche fritte, baccalà mantecato, risotto di gò (pesce della laguna) e per finire bussolai. «Hai mai visto come fa l’acqua? Va dal mare alla laguna e poi torna indietro. Ma non ritorna tutta al mare. C’è dell’acqua che non riesce più a uscire e rimane intrappolata nella laguna» è sempre Li a scriverlo in una delle sue lettere. E così succederà anche con un pezzetto del vostro cuore.

 

Venice Private Island

Venice Private Island

LA MIA ISOLA
In Laguna c’è un’isola, Santa Cristina, che si può affittare per vacanze esclusive. Dimenticatevi servizio in camera e ricchi buffet a colazione: ci sarete solo voi per tutta la durata del soggiorno. La villa ha 16 posti in totale e 9 camere con bagno. Di giorno, oltre alle escursioni, ci si può rilassare in piscina, si può passeggiare lungo i canali dell’isola tra i frutteti o si può uscire in laguna con il Sup o per fare un bagno (qui l’acqua è pulita). L’isola è gestita
da una coppia austriaca che vive lì parte dell’anno, ma quando ci sono ospiti rimane solo il custode Romano, pronto ad aiutarvi. www.veniceprivateisland.com

 

Articolo pubblicato su Club Milano 38, maggio – giugno 2017. Clicca qui per scaricare il magazine.

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