Due volte verde

Giuseppe Maraniello, Il diavolo è verde, 1979

Il colore dell’anno non è sinonimo soltanto di natura e libertà, bensì anche di tutto ciò che è diabolico e serpentino: lo raccontano due celebri saggisti e lo dimostrano molte creazioni contemporanee.

di Alessia Delisi

Tutti quanti sanno che verde vuol dire “via libera”, al contrario del rosso che è invece un chiaro segnale di stop, e questo prima ancora delle luci del semaforo, quando in mare e in terra si comunicava con lo sventolamento delle bandiere. Lo racconta Manlio Brusatin, architetto di formazione, nel suo libro Verde. Storie di un colore che sembra fare il verso a un altro libro, questo dello storico francese Michel Pastoureau, che si chiama invece Verde. Storia di un colore. Ma sia che si tratti di un’impresa univoca, sia che quelle raccontate siano tante brevi storie, entrambi, lo storico e l’architetto, convergono su un punto: il verde è un colore ambiguo. La sua ambivalenza è già contenuta nella fusione dei due colori che lo compongono: il giallo del sole e della luce e il blu dell’ombra notturna.
Simbolo di speranza, fortuna, natura e libertà da un lato, associato al veleno, al denaro e addirittura al diavolo dall’altro, quando si ricollega al corporeo e al serpentino. Il diavolo è verde recita non a caso il titolo di un’opera del 1979 di Giuseppe Maraniello, mentre Amiamo il Serpente è il nome di una delle enigmatiche creazioni di Fornasetti: un tappeto verde con una mela rossa e un serpente intento a mangiarla, o forse a porger- la. Eppure, nonostante la sua doppiezza, il verde è un colore assolutamente originario, quello più presente sulla terra a partire dal verde orizzontale dell’Eden perduto e ritrovato oggi in un altro verde, quello verticale di città sempre più costruite che nella salvaguardia dei boschi esprimono la libertà dall’oppressione del cemento. Il verde che ci manca è poi ricreato in case in cui le sedute mimano foglie o fili d’erba – come quelle di Gufram e Vitra – mentre le pareti riproducono, nel rigoroso rispetto dell’ambiente, paesaggi idilliaci ai quali abbandonarsi. Ma non si creda troppo ai colori, come esortava Virgilio, e tanto meno si ceda alle lusinghe del verde: esso è stato, ed è tuttora, espressione di gruppi e partiti in conflitto, un oggetto di seduzione scintillante come gli smeraldi o frusciante come quei “verdoni” – i biglietti verdi dell’economia americana – senza i quali non solo Paperino deve certo sentirsi al verde.

 

Green mania
Ecologici, ma non solo: ecco tanti prodotti che celebrano il verde

Fernando Jorge - Bloom

Fernando Jorge – Bloom

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Esplora la natura effimera del mondo botanico la collezione di gioielli del brasiliano Fernando Jorge www.fernandojorge.co.uk

Culti Milano - Gelsomino

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Prodotta in cera colata manualmente a strati, la nuova candela verde di Culti Milano sprigiona nell’ambiente un piacevole profumo di gelsomino
www.culti.com 

Tokyobike

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È decisamente “green” questa bicicletta single speed proposta per il 2017 da Tokyobike, piccola società indipendente con sede a Milano, in via Plinio 49/51
www.tokyobike.it

Gufram - Pratone

Gufram – Pratone

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un sempreverde del design nostrano: è il Pratone disegnato nel 1971 da Giorgio Ceretti, Pietro Derossi e Riccardo Rosso
www.gufram.it

Fornasetti, Amiamo il Serpente

Fornasetti, Amiamo il Serpente

 

Fornasetti – Amiamo il Serpente
Lana e seta tessuti a mano per questo diabolico tappeto di Fornasetti
www.fornasetti.com

 

Articolo pubblicato su Club Milano 37, marzo – aprile 2017. Clicca qui per scaricare il magazine.

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