Passione sudamericana

Specialità andine, ristorante Don Juanito

Scordatevi la retorica delle grigliate di carne e delle proposte tex-mex. Dai vini argentini alla ceviche del Perù, salendo in Centro America fino all’alta cucina messicana. A Milano (ma non solo) arriva l’alta cucina delle Ande. Ecco i nuovi indirizzi dell’eccellenza sudamericana in città.

di Simone Zeni

Churrasco, picanha, feijoada dal Brasile. Ancora empanadas, asado e salsa criolla dall’Argentina. Sono tutti nomi di piatti tipici dei due Paesi sudamericani che conosciamo bene o che ci paiono quantomeno familiari. Entrambi gli Stati hanno infatti una lunga tradizione d’esportazione delle proprie tradizioni culinarie nel mondo, Italia compresa. Già tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta hanno iniziato a comparire nelle maggiori città del Belpaese ristoranti in cui gli chef non erano soltanto i re della cucina, ma giravano tra i tavoli con i celebri spiedini ricchi di molteplici tagli di carne (dicesi churrasco rodizio). L’espansione sul territorio nazionale di questa tipologia di locale, in cui spesso veniva proposto un prezzo fisso medio-alto, è stata massiccia fino alla fine dello scorso millennio e anche nei primi anni Duemila la cucina sudamericana veniva identificata sempre e solo con una proposta carnivora di grande qualità, con il disappunto degli autoctoni che ben conoscono la varietà della propria offerta enogastronomica.

Inkanto Tris antipasti, chef Sheilla Rodriguez

Un piatto del ristorante Inkanto, preparato dalla chef Sheilla Rodriguez

La stessa cosa accadeva e accade in buona parte tutt’ora con i piatti messicani, spesso fatti coincidere in modo del tutto erroneo con la cucina tex-mex, con cui questa cucina condivide ben poche pietanze. Solo nell’ultimo decennio l’Europa e soprattutto lo Stivale hanno conosciuto e riconosciuto l’altissimo profilo enogastronomico che passa per i vini argentini e tocca i ristoranti stellati di Lima, in Perù. Non c’è compagnia di viaggio di lusso che non proponga ormai ai propri clienti un tour del gusto in queste terre. Ma cos’è cambiato nella ristorazione? Innanzitutto l’idea stessa dei locali: in questo Milano è stata pioniera con l’apertura, dopo il successo riscosso a Expo 2015, di Bésame Mucho in quel di piazza Alvar Aalto, in cui non c’è traccia della retorica dei mariachi ma ci si trova in un locale alla moda che serve piatti raffinati di carne e pesce nonché cocktail sempre nuovi per l’aperitivo e la cena. Sempre nel capoluogo lombardo si mangia autentico messicano da Canteen, dotato di un dehors a effetto; anche qui con attenzione estrema alla proposta alcolica. Perché è bene ricordare la grande tradizione di liquori e drink proveniente dall’area meridionale del Nuovo Mondo, da cui arrivano non solo grandi chef ma i più creativi e aggiornati bartender. Sarà per questo che un ristorante che strizza l’occhio alla tradizione come Terrazza Triennale – Osteria con Vista vanta dietro il proprio bancone un barman del calibro del venezuelano Luis Hidalgo.

Ristorante Pacifico, ricette tipiche peruviane

Il ristorante Pacifico, propone ricette tipiche peruviane

 

Torniamo così al vero Sudamerica e troviamo nella metropoli un nuovo Don Juanito, nato come bistrot del ristorante di carne argentina Don Juan ed evolutosi poi in autonomia con le sue proposte di pietanze andine servite in una location che ricorda un’estancia di charme. E se in via Spontini Pampa propone la sua visione giovane e informale della cucina di Buenos Aires, sono le nuove aperture ad aver caratterizzato questa nuova tendenza come la più chic per i palati gourmet più attenti. Si va così dal Quechua, con la sua alta cucina peruviana firmata Rafael Rodriguez, a Inkanto, dove la chef Sheilla Diaz esprime tutta la sua creatività affiancata dal marito Cesar Recharte, fino alle proposte peruviane d’èlite di Pacifico che, dopo Milano, ha aperto a Roma la sua seconda sede, in una location sontuosa come quella di Palazzo Dama. A proposito della capitale: sebbene vip e buongustai (perlomeno, quelli che se lo possono permette) trovino ancora nel ristorante brasiliano Carioca e nell’argentino Baires due porti sicuri, è pur vero che molti si sono convertiti a un altro prodotto milanese (nonché ibicenco), ovvero il sushi nippo-brasiliano di Okabe prima e Temakinho poi. Ma le due principali città italiane non sono certo le uniche e, seppur con un approccio meno spedito e dichiarato, anche città come Torino e Firenze si sono avvicinate a questa recente ispirazione foodie. Il capoluogo piemontese, che fino a poco tempo fa poteva contare solo su alcune anonime botteghe dedicate in gran parte al pollo fritto, oggi può invece vantare le proposte originali di Vale un Perù, mentre quello toscano offre la possibilità di un’esperienza culinaria 100% venezuelana presso L’Areperia. E siamo solo all’inizio, gringo!

 

Indirizzi
Bésame Mucho
viale della Liberazione 15

Canteen Milano
via Archimede 10

Terrazza Triennale – Osteria con Vista
viale Alemagna 6

Don Juanito Restaurante
corso di Porta Vigentina 33

Pampa
via Spontini 12

Quechua
via Giuseppe Meda 29

Inkanto
via Gola 4

Pacifico
via della Moscova 29

 

Articolo pubblicato su Club Milano 38, maggio – giugno 2017. Clicca qui per scaricare il magazine.

 

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