Cartoline musicali

Stefano Bollani suona alla Gam per Pianocity

Sono intimi, intensi ed eleganti. Sanno puntare sulla ricercatezza, non disdegnano l’abito da sera, ma restano fatti soprattutto per divertire. Sono i festival musicali italiani che, da maggio ad agosto, faranno da canto delle sirene per tutti quelli che hanno una sconfinata passione per i live.

di Carlotta Sisti

In un Paese come il nostro che solo qualche anno fa ha vissuto un’innegabile crisi della proposta di musica dal vivo, la ricca e variegata offerta di questo 2017 consola non poco. Così, con un occhio che cade inevitabilmente anche sulla bellezza del territorio che li ospita, ecco una selezione degli appuntamenti musicali più appetitosi dell’estate alle porte.

Si parte da Collisioni che, soprannominato “festival agrirock”, è l’evento che meglio di tutti incrocia tra loro la passione per la musica con quella per l’enogastronomia e la letteratura. Contaminato e multistrato per sua stessa natura, questo festival, nasce e cresce a Barolo, paese piemontese di vigne, castelli, palazzi e bistrot e ha l’ambizione di far dialogare tra loro anime diversissime. Per questo gli è, non solo possibile, ma congeniale portare sullo stesso palco Carmen Consoli, Daniele Silvestri e Max Gazzè (in un inedito live a tre, il 15 luglio), una band di precursori del filone emo come sono i Placebo (che il 16 luglio festeggeranno anche in Italia i loro 20 anni di carriera), e una pop star stratosferica quale Robbie Williams (17 luglio). In parallelo al cartellone di concerti, ça va sans dire, c’è Progetto Vino, ovvero degustazioni, visite in cantina, walk-around tasting e, più prosaicamente, pranzi e cene con produttori e consorzi del territorio delle Langhe.

Baustelle

Baustelle

Spostandoci sul versante opposto del nord dello Stivale troviamo Sexto’Nplugged. Incastonato nel complesso abbaziale di rara bellezza a Sesto al Reghena, in Friuli Venezia Giulia, ecco uno dei più esclusivi happening dell’estate italiana, che anche quest’anno non abbassa l’asticella di un millimetro. E, con la consueta predisposizione all’avanguardia ma anche alla raffinatezza, propone artisti unici. Come il pianista, cantautore, poeta, ed ex clochard, Benjamin Clementine, definito da “Vogue” una «Nina Simone reincarnata nel corpo di un uomo» (26 luglio). O, ancora, come il leggendario, tormentato e un po’ oscuro songwriter Mark Lanegan, in concerto con la sua Mark Lanegan Band (9 luglio). Meno blasonata, ma comunque da tenere d’occhio anche l’elettronica pulsante alternata a un folk ancestrale della band canadese degli Austra (10 luglio). Loro, che sanno mixare alla perfezione questi due generi, rincarano la dose con testi intensi, attuali, talvolta politici, scritti dalla carismatica cantante Katie Stelmanis. Ed eccoci in Lombardia, per Tener-a-mente, Festival del Vittoriale a Gardone Riviera, in provincia di Brescia. In quello che nel 2012 è stato eletto “parco più bello d’Italia”, ovvero il Parco del Vittoriale con il suo Anfiteatro romano, ritorna, dal 2 luglio all’11 agosto, la manifestazione più romantica di tutte. Perché provateci voi a resistere alla combinazione tra un panorama così languido e un contorno di natura rigogliosa, il tutto abbinato a musica bellissima. Affacciato, dicevamo, sulle rive del Lago di Garda, Tener-a-mente anche quest’anno, cosa che gli riesce alla perfezione da ormai sette edizioni, mischia generi, provenienze e stili, facendo suonare il musicista di culto del mondo hipster Devendra Barnhart (9 luglio), il pluri nominato ai Grammy Awards Ryan Adams (12 luglio), la nuova portavoce del mondo LGBT Lp (26 luglio) e, punta di diamante di questo edizione, il doppio show, uno diverso dall’altro, di Ben Harper che, con solo chitarra e voce, suonerà il 10 e l’11 agosto.

Sexto 'Nplugged

Sexto ‘Nplugged

Si scende, ed è impossibile non farlo, per quello che si scrive Umbria Jazz, ma che si legge Um- bria jazz, rock, pop, soul, funky, gospel. Perché il festival che va in scena all’Arena Santa Giuliana di Perugia, dal 7 al 16 luglio, non rimane certo prigioniero di un solo genere, per quanto centrale, ma spazia ed esplora. E lo fa al punto da alternare nello stesso cartellone l’acidità anni Ottanta della band tedesca dei Kraftwerk, con il loro futuristico spettacolo in 3D (7 luglio), alla morbidezza di Dee Dee Bridgewater da Memphis, che proprio al sound del suo Tennessee renderà omaggio (10 luglio), per passare poi alla verve caraibica del duo di pianisti cubani Chucho Valdés e Gonzalo Rubalcaba (13 luglio), no alla grandiosità dell’omaggio di Fabrizio Bosso, insieme alla Paolo Silvestri Orchestrae, a Dizzy Gillespie (11 luglio). Ritorniamo, infine, alla capitale meneghina per Piano City Milano. Diverso da tutti, anche solo per il fatto che è un festival primaverile e non estivo, questo evento è una serenata d’amore alla musica, suonata da ogni angolo della città. Come da sei anni accade, per tre giorni e tre notti del mese di maggio, in luoghi inconsueti si accendono, uno dopo l’altro e dall’alba al tramonto, concerti diffusi, ovvero incastrati dove di solito si fa altro. E tra i tantissimi musicisti che si sono seduti al piano quest’anno Michael Nyman, Francesco Tristano e Andrea Rebaudengo sono solo alcuni degli ospiti d’eccezione. Così, sulla scia di una sana voglia di musica e libertà, nelle case e nei cortili dei milanesi, nelle stazioni e nei parchi, nei musei, nelle scuole, nelle piscine, cascine e biblioteche e perfino sui tetti, dal centro no ai luoghi più periferici, i pianoforti hanno invaso Milano. E per una volta, allora, è così facile sventolare bandiera bianca.

Articolo pubblicato su Club Milano 38, maggio – giugno 2017. Clicca qui per scaricare il magazine.

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