C’è una strada nel bosco…

Foresta-del-Lago-Kaindy

Pollicino, Cappuccetto Rosso, Robin Hood, da sempre il bosco è stato il protagonista indiscusso di favole e leggende popolari. Boschi parlanti, danzanti, boschi pietrificati, abbiamo letto di tutto. A volte, però, la realtà supera la fantasia. Dal Kazakistan alle Hawaii, ecco le foreste più incredibili al mondo.

di Flavia Ganzenua

«Prima che arrivasse il mare, la valle doveva essere stata una foresta e proprio sotto i nostri piedi c’era stato tutto questo. Qualche volta, la notte, mi sembrava quasi di sentire non solo il mare, ma an- che la foresta che lo aveva preceduto». È un brano tratto da La valle dell’Eden, di John Steinbeck. Il romanzo è ambientato in California, lo scenario è completamente diverso, ma rievoca perfettamente lo stesso senso di mistero che si prova davanti alla foresta sommersa del Lago Kaindy. Una distesa di abeti rossi asiatici capovolta, le cui cime ancora verdi sono sul fondo mentre i tronchi affiorano dalle acque. Si trova a 284 km da Almaty, l’ex capitale del Kazakistan. È ciò che resta del bosco che cresceva nella vallata e che è stato spazzato via da un violento terremoto la notte del 3 gennaio 1911. Grazie alle temperature glaciali del lago, la foresta è sorprendentemente intatta ed è meta di sub e turisti di tutto il mondo. Il periodo migliore per visitarla? Visto il clima così rigido, dalla tarda primavera agli inizi dell’autunno.
Il tempo pare essersi fermato anche nella Foresta di Hoia Baciu, al confine settentrionale della Romania. Nonostante i suoi alberi siano lì da più di due secoli, infatti, hanno tronchi così sottili da apparire incredibilmente giovani. Questo, unito alla loro singolare forma ricurva e alle tante storie che si raccontano sul suo conto (da persone che spariscono nel nulla, all’avvistamento di ufo e di fantasmi), ha fatto guadagnare alla foresta il titolo di Triangolo delle Bermude della Transilvania. Che siano leggende oppure no, certo è che una volta entrati a Hoia Baciu, bussole e cellulari impazziscono improvvisamente e che esiste un punto a forma di cerchio perfetto, proprio al centro del bosco, che l’ha reso noto come uno dei luoghi più soprannaturali al mondo. Fama simile gode anche la Foresta di Dering Wood, in Inghilterra, nella contea del Kent, tra i villaggi di Pluckley e Smarden, a un’ora e mezza di macchina circa da Londra. Si mormora, infatti, che al suo interno si sentano grida strazianti, come quelle di un colonnello che nel Settecento decise di togliersi la vita proprio lì dentro. Ma Dering Wood, meglio conosciuto come la Foresta delle urla e luogo più infestato dai fantasmi della Gran Bretagna, è anche un bosco di rara bellezza, noto per le sue oltre 25 specie di farfalle e i reperti archeologici medievali e vittoriani. L’accesso è gratuito e gli escursionisti possono scegliere tra sei percorsi diversi che si ricongiungono tutti in un unico punto, il King George Star, in omaggio a Re Giorgio IV che visitava questo luogo.

Foresta-Dipinta-di-Maui_Thomas

Foresta Dipinta di Maui Thomas

La splendida foresta di Aokigahara, alle pendici del Monte Fuji, in Giappone, invece, è nota per essere uno dei luoghi più silenziosi al mondo. I suoi rami e arbusti, infatti, sono talmente intricati tra loro, da essere stata ribattezzata Jukai, ossia mare di alberi. È così estesa e fitta, che il modo migliore per scoprirla è affidarsi a guide specializzate, le uniche che possono accedere ai siti chiusi al pubblico, come la famosa grotta di Narusawa, ricoperta di ghiaccio tutto l’anno. La foresta si può raggiungere in macchina o prendendo un bus che parte da Tokyo. Bisogna essere preparati, però, perché Aokigahara è un posto tanto suggestivo quanto doloroso. Non si conta il numero di quanti, ogni anno, imboccano uno dei suoi infiniti sentieri e non fanno più ritorno. Proprio per questo numerosi cartelli, scritti in giapponese e in inglese e sparsi ovunque, ricordano a chi vuol farla finita che la vita è preziosa e cercano di strapparlo a una fine tragica. E cercano di strappare anche di dosso ad Aokigahara stessa la triste fama di foresta dei suicidi.

Esiste poi un luogo in cui sembra di camminare tra gli alberi arancioni, rossi e ocra de L’Estaque, la famosa tela del pittore André Derain, uno dei massimi esponenti del Fauvismo. È la splendida Foresta Dipinta di Maui, la seconda isola più grande delle Hawaii, una distesa di eucalipti arcobaleno i cui tronchi possono assumere infinite sfumature di colore, dal viola al bordeaux, dal lime al rosa. Si può ammirare al Keanae Arboretum, un giardino botanico che si trova lungo la famosa Hana Higway, la strada a picco sull’Oceano Paci co e che percorre il versante nord orientale di Maui. È aperto tutti i giorni, dall’alba al tramonto. L’accesso è gratuito e la visita dura meno di un’ora. L’effetto? Un panorama unico, degno di un dipinto dei Fauves.

 

Articolo pubblicato su Club Milano 38, maggio – giugno 2017. Clicca qui per scaricare il magazine.

 

 

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