L’autunno della Fondazione Prada

Fondazione Prada - Famous Artists

Partono oggi le nuove mostre della Fondazione Prada. La prima è dedicata alla scena artistica di Chicago del secondo Dopoguerra, impegnata contro la politica e l’ideologia americana. Nella Cisterna prosegue il progetto Slight Agitation: il terzo progetto (dei quattro previsti) è dedicato al collettivo austriaco Gelitin.

di Carolina Saporiti | 20 ottobre 2017

 

Prendono il via oggi due nuove mostre alla Fondazione Prada. Fino al 15 gennaio 2018 sarà presentato un programma di ricerca sulla scena artistica di Chicago nel secondo Dopoguerra, sviluppato in tre approfondimenti – Leon Golub, H. C. Westermann e Famous Artists from Chicago. 1965-1975 – e curato da Germano Celant come un unico progetto. Gli artisti appartengono a due generazioni artistiche differenti sebbene entrambe lontane dai principali centri d’arte attivi all’epoca a Chicago.

I Monster Roster, gruppo di cui fanno parte Leon Golub e H. C. Westermann “hanno la pretesa di rispondere in maniera esaustiva e caustica alle falsificazioni politiche e ideologiche, connesse con il potere maschile e imperialista statunitense, propagatore di guerre e disastri mondiali, gli Imagists invece sono più cinici e disincantati. La presa di coscienza dell’estrema vastità di tragedie urbane e nazionali li spinge a rispondere con ‘deformazioni’ e rappresentazioni grottesche dell’essere umano. Non si fissano su un discorso moralista, ma cercano di procedere svegli e attenti con l’ottica del rovesciamento ironico” spiega Celant.

“Leon Golub”, la prima parte del percorso espositivo, si sviluppa nelle gallerie Nord e Sud della fondazione e affronta due aspetti complementari della sua opera, presentando 22 acrilici su tela di grandi dimensioni, realizzati dalla fine degli Sessanta agli anni Ottanta e 58 fotografie stampate su carta trasparente negli anni Novanta. La riflessione espositiva dedicata a H. C. Westermann raccoglie nel primo piano del Podium 53 sculture di grandi e piccole dimensioni realizzate tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta e una selezione di 20 opere su carta. L’ultima componente espositiva, Famous Artists from Chicago. 1965-1975, ospitata al piano terra del Podium, è concepita come un approfondimento del lavoro di artisti attivi negli anni Sessanta e Settanta e protagonisti di mostre che mettevano in discussione le tradizionali convenzioni d’allestimento, di presentazione e fruizione dell’opera d’arte.

Stasera alle ore 18.30, in occasione dell’apertura della mostra, sarà proiettato al Cinema della Fondazione il documentario Hairy Who and the Chicago Imagists, introdotto dalla regista Leslie Buchbinder (ingresso libero fino a esaurimento posti).

Fondazione Prada - Gelitin 3

Fondazione Prada – Gelitin

Fino al 26 febbraio 2018, alla Fondazione Prada si potrà visitare anche Slight Agitation 3/4: Gelitin, il terzo capitolo del progetto espositivo ideato dal Thought Council della Fondazione. Costituito da quattro commissioni site-specific che si succedono negli spazi della Cisterna della sede di Milano, Slight Agitation prosegue nella sua terza fase con l’intervento del collettivo austriaco dei Gelitin, composto da Wolfgang Gantner, Ali Janka, Florian Reither e Tobias Urban.

I Gelitin realizzano il progetto POKALYPSEA-APOKALYPSE-OKALYPSEAP, costituito da tre grandi sculture che fanno riferimento ad archetipi architettonici classici, come l’arco di trionfo, l’obelisco e l’anfiteatro, sovvertendone le componenti retoriche e monumentali. Questo intervento si inserisce all’interno della loro pratica artistica che, a partire dagli anni Novanta, si è misurata con la reinterpretazione dell’arte dei totalitarismi e della performance, sviluppando una radicale critica verso le istituzioni.

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