Milano di casa in casa

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Museo Bagatti Valsecchi, Casa Museo Boschi Di Stefano, Villa Necchi Campiglio e Museo Poldi Pezzoli: sono le quattro case museo di Milano che i loro storici fondatori hanno generosamente messo a disposizione della collettività. L’iniziativa Di casa in casa permette di scoprirle in modo nuovo, addentrandosi negli eleganti quartieri in cui sorgono.

di Alessia Delisi | 22 dicembre 2017 

Una città non è fatta solo di strade e di edifici. È fatta anche delle atmosfere che in quelle strade si respirano e delle persone che in quegli edifici hanno vissuto. Di casa in casa è l’iniziativa che spalanca le porte delle quattro case museo di Milano – Museo Bagatti Valsecchi, Casa Museo Boschi Di Stefano, Villa Necchi Campiglio e Museo Poldi Pezzoli – proponendo in modo nuovo luoghi, opere e arredi ricchi di storia. Alla più tradizionale visita guidata si affiancano infatti itinerari tematici che permettono di conoscere in modo più approfondito i quartieri in cui ciascuna dimora sorge. Non solo arte e architettura quindi, ma anche musica, letteratura, design e artigianato. E ancora: negozi, ristoranti, aree verdi e percorsi dedicati alle famiglie.

Nel cuore del quadrilatero della moda, tra via Gesù e via Santo Spirito, incontriamo un palazzo di gusto neo-rinascimentale: è il Museo Bagatti Valsecchi, frutto di una straordinaria vicenda che ha come protagonisti i baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi i quali, a partire dalla fine del XIX secolo, si dedicarono alla ristrutturazione della dimora di famiglia. Allo scopo di creare una casa ispirata alle abitazioni del Cinquecento lombardo, i due fratelli cominciarono a collezionare dipinti e manufatti di quel periodo.

A costituire la Fondazione Bagatti Valsecchi fu nel 1974 uno dei figli di Giuseppe, che donò alla città l’intero patrimonio delle opere raccolto dai due fratelli. Vent’anni dopo apriva al pubblico il Museo Bagatti Valsecchi, una delle prime grandi espressioni di design milanese. L’itinerario proposto consente di addentrarsi nel nucleo di strade comprese tra via Montenapoleone e via della Spiga, dove si trovano Palazzo Morando e la chiesa rococò di San Francesco di Paola, oltre a una grande concentrazione di negozi di alta moda che si alternano a gallerie d’arte contemporanea e antiquari. Una sosta tradizionale è la Pasticceria Cova, nata nel 1817 come caffè letterario in cui si davano appuntamento i patrioti risorgimentali.

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Museo Bagatti Valsecchi

La Casa Boschi Di Stefano, aperta al pubblico dal 2003, è situata invece nei dintorni di corso Buenos Aires, in via Giorgio Jan 15, all’interno di un’elegante palazzina progettata da Piero Portaluppi. Chi ha avuto l’occasione di visitarla negli anni in cui la collezione era ormai formata ricorda quadri dappertutto, dal pavimento al soffitto, uno sopra l’altro, in un succedersi senza tregua che non risparmiava neppure le ante delle porte.

Oltre 2000 sono infatti le opere che i coniugi Antonio Boschi e Marieda Di Stefano hanno collezionato nel corso di una vita; circa 300 – tra pitture, disegni e sculture appartenenti alla storia dell’arte italiana del XX secolo – sono quelle che oggi è possibile ammirare gratuitamente grazie alla generosità dei loro discendenti. L’itinerario porta alla scoperta non solo di una delle più animate arterie commerciali della città, ma anche della zona dell’ex Lazzaretto, della Biblioteca Venezia e di Casa Guazzoni e Galimberti, esempi di Liberty ambrosiano.

Un altro gioiello architettonico situato nel centro di Milano, in via Mozart 14, è Villa Necchi Campiglio, completata nel 1935 su progetto, di nuovo, di Piero Portaluppi. Immersa in un ampio giardino privato con piscina e campo da tennis, la residenza risponde alla divisione tradizionale delle dimore nobiliari: area giorno al primo piano, camere da letto al secondo, stanze di servizio nel sottotetto e sale da gioco nel seminterrato, insieme agli spogliatoi e ai bagni per la piscina.

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Museo Poldi Pezzoli

Donata al FAI nel 2001 da Gigina Necchi Campiglio e Nedda Necchi, la villa ha fatto da sfondo al film del 2009 Io sono l’amore di Luca Guadagnino, per il quale un ancora timido Carlo Cracco ha creato tutti i piatti. Intorno a Villa Necchi Campiglio si trovano il Palazzo Sola Busca, celebre per il citofono a forma di padiglione auricolare, e il Palazzo Berri Meregalli, un altro esempio di architettura Liberty a Milano. L’asse di corso Venezia propone poi il Palazzo Rocca Saporiti e il suggestivo Albergo Diurno, recentemente restaurato e riaperto al pubblico.

A pochi passi dalle vie del quadrilatero della moda sorge infine il Museo Poldi Pezzoli, nato dalla passione del nobile collezionista milanese Gian Giacomo Poldi Pezzoli. Aperta al pubblico nel 1881, questa casa evoca il periodo che va dal Medioevo al Settecento, mentre l’Armeria è reinterpretata dall’artista contemporaneo Arnaldo Pomodoro.

A sedurre il visitatore è la varietà e ricchezza delle raccolte che comprendono quadri, sculture, tappeti e ricami, armi e armature, mobili, porcellane, orologi e gioielli. Da qui si può fare una passeggiata fino alla Pinacoteca di Brera e al suo Orto Botanico, oppure si può rimanere nei dintorni di Via Manzoni dove hanno sede molte storiche residenze della nobiltà milanese, con una prevalenza di edifici del XVIII secolo. Il punto di riferimento della zona è naturalmente il Teatro alla Scala, realizzato nel 1778 da Giacomo Piermarini e oggi una delle istituzioni culturali più celebri del mondo.

www.casemuseo.it

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