Viaggio in Guatemala

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Se si dà uno sguardo alla cartina del Centro America, tra un’isola caraibica e l’altra non si può fare a meno di notare i contorni di un Paese ancora poco battuto ma che ha tantissimo da offrire. Dalla tradizione millenaria, il Guatemala continua a evolversi seguendo il ritmo della natura.

di Cristina Buonerba

Per strada si sente il profumo del copal che brucia nell’aria e la vita quotidiana viene scandita dal calendario maya e dai suoi Nawal, ossia i giorni che, secondo la tradizione, sono venti e ognuno ha un significato e una carica energetica differente.

Benvenuti in Guatemala, terra di vulcani e fuoco, di laghi, di rovine maya e di foreste selvagge. Ma anche terra di caffè, avocado e tessuti realizzati a mano dal lavoro sapiente e millenario delle tante donne indigene che continuano a tramandare la propria conoscenza di generazione in generazione.

Non tutti sanno che il Guatemala, con la sua natura e le sue tradizioni, ha saputo sedurre alcuni degli scrittori e personaggi più straordinari della storia. Da Che Guevara a Pablo Neruda passando per Antoine De Saint-Exupéry, autore de Il piccolo principe. Secondo la leggenda, il famoso Asteroide B-612 dovrebbe rappresentare la città di Antigua. L’asteroide, infatti, aveva due vulcani, uno attivo e uno spento, proprio come il vulcano dell’Acqua e quello del Fuoco di questa città. I famosi baobab illustrati dallo scrittore francese, invece, rappresenterebbero il ceiba, l’albero simbolo del Paese.

Se avete intenzione di esplorare questo paese preparatevi a lasciarvi sorprendere da paesaggi mozzafiato e dal quel sapore tipico dell’America Latina. E poi chissà, anche voi come il Piccolo Principe potreste lasciarvi inspirare e iniziare a scrivere nuove storie che parlano di questa terra…

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In Guatemala sono le donne a mandare avanti le antiche tradizioni. Foto di Cristina Buonerba

Una delle mete irrinunciabili durante il vostro viaggio in Guatemala è sicuramente Antigua, una delle città coloniali più affascinanti del mondo. Dichiarata Patrimonio dell’Unesco, questa piccola cittadina fatta di antiche case dai muri color pastello, chiese e palazzi coloniali non tarderà a farvi innamorare dandovi l’impressione di essere stati catapultati all’interno della tavolozza di un pittore.

Trattandosi di una delle destinazioni più turistiche di tutto il paese, Antigua non solo è una meta particolarmente sicura, ma offre tantissimi hotel e ristoranti che propongono piatti della tradizione guatemalteca e non. Tra antichi palazzi trasformati in hotel di lusso, ma anche bed and breakfast e piccoli relais, avrete solo l’imbarazzo della scelta su dove trascorrere qualche giorno.

Da qui il consiglio è di spostarsi verso il Lago Atitlàn, per scoprire i tradizionali villaggi che si trovano nella laguna. Ogni paese è caratterizzato da una propria identità fatta di antiche tradizioni tramandate di generazione in generazione. Panajachel rappresenta sicuramente il paese migliore come base di partenza per esplorare il resto della laguna: qui ci sono numerose strutture ricettive ma anche ristoranti e bar che strizzano l’occhio alle necessità di una clientela occidentale.

San Juan della Laguna invece è il paese delle stoffe. Questo piccolo villaggio sospeso tra un vulcano e l’altro sulle acque del Lago Atitlàn è stato anche una delle tappe dei concorrenti di Pechino Express durante la scorsa edizione. Il paese è perfetto per chi desidera portare a casa delle vere e proprie opere d’arte di ricami e tessuti fatti a mano e colorati con tinture rigorosamente naturali.

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Il lago Atitlàn è circondato da villaggi in cui rimangono vive le culture del Paese. Foto di Cristina Buonerba

Infine è imperdibile una visita a Sant’Antonio Palopò, considerato il paese delle ceramiche, dove tra tazze e piatti che raffigurano il quetzal – un tipico volatile Guatemalteco – è impossibile non riempirsi la valigia con qualche meraviglia made in Guatemala.

Tra i confini della laguna ci si muove da un villaggio all’altro a bordo delle lanchas, tipiche imbarcazioni a motore che svolgono il ruolo di veri e propri taxi. E così ci si ritrova circondati da famiglie locali, qualche impavido turista e qualche americano che ha deciso di lasciare tutto per trasferirsi in Guatemala mentre si navigano le acque di questo lago così sacro alla popolazione indigena e ci si lascia accarezzare lo sguardo dalla vista dei suoi vulcani.

Il periodo migliore per visitare il Guatemala va da dicembre a marzo e, sebbene il Centro America non abbia la migliore delle reputazioni in termini di sicurezza, questo è un Paese relativamente tranquillo. La popolazione guatemalteca, in particolare quella indigena, è infinitamente gentile e ospitale. Preparatevi a mangiare chili di fagioli e avocado, allacciate le cinture e godetevi questa terra meravigliosa!

Articolo pubblicato su Club Milano 41, novembre – dicembre 2017. Clicca qui per scaricare il magazine.

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