Alla scoperta di San Maurizio

San Maurizio al Monastero

Da fuori è una chiesa dalla facciata anonima, l’interno ha un cuore pulsante di ori e affreschi. Visita guidata alla chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, capolavoro dell’arte lombarda, edificato sulle rovine di un’antica chiesa annessa al monastero.

di Alessandra Cioccarelli | 19 gennaio 2018

Passeggiando lungo corso Magenta, affianco al Museo Archeologico di Milano c’è una chiesa che passa quasi inosservata. Dal profilo piuttosto anonimo e la facciata decisamente spartana, San Maurizio al Monastero Maggiore sembra una chiesa qualsiasi. Varcata la soglia – spesso la bellezza meneghina si cela negli interni – si entra in realtà in una miniera di tesori.

A lasciare a bocca aperta anche il visitatore più difficile è la spettacolarità della decorazione. Ribattezzata “Cappella Sistina” ambrosiana, la chiesa vanta 4mila metri circa di affreschi che impreziosiscono le superfici interne fino alla volta. L’imponente decorazione ad affresco, che ebbe tra i suoi ammiratori Rusking e Stendhal, è un coloratissimo tripudio di parabole, storie di santi, episodi biblici e cieli stellati e rappresenta per la sua ricchezza e originalità un’importante espressione della pittura rinascimentale lombarda.

Separata in due metà – quella pubblica verso la strada e quella riservata alle sole religiose – da un tramezzo, il Coro delle Monache (un’apposita grata permetteva loro di sentire la messa), la costruzione della chiesa dell’ex Monastero Maggiore (il più antico cenobio femminile della città) fu cominciata nel 1503 per accogliere la cittadinanza ma anche le monache di clausura.

San Maurizio al Monastero Maggiore

San Maurizio al Monastero Maggiore. Foto Wikimedia di Paolobon140.

Ma chi sono gli autori di questo rigoglioso universo? Il genius loci è Bernardino Luini che qui operò con la sua scuola tra il 1522 e il 1529. Al talento di Luini si devono in particolare le magnifiche pitture che ornano la terza cappella a destra, terminate dai figli Aurelio e Giovan Piero Luini, mentre la decorazione della facciata interna della chiesa porta la firma di Simone Peterzano.

Nel coro si trovano i pregiati dipinti del Bergognone e nelle cappelle gli affreschi del Lomazzo e i dipinti di Antonio Campi. Tra le chicche della chiesa spiccano l’Adorazione dei Magi di Antonio Campi sopra l’altare maggiore e l’organo cinquecentesco, opera di inizio Cinquecento attribuita a Giovan Giacomo Antegnati situato al centro del coro delle monache.

Impiegato ancora oggi per concerti di musica classica, l’organo con ante dipinte da Francesco Medici è  uno strumento a trasmissione meccanica composto da 50 note e una pedaliera di 20, unita costantemente alla tastiera. Di fattura meno notevole, ma di grande vivacità è l’apprezzatissimo affresco dell’Arca di Noè con gli immancabili unicorni. Se vi state chiedendo chi sono stati i generosi committenti di tutto questo… non vi resta che ammirare i due ritratti di donatori inginocchiati e presentati da santi, dipinti nelle lunette del tramezzo nell’aula dei fedeli. Con alta probabilità si tratta dei committenti Alessandro Bentivoglio e Ippolita Sforza.

La chiesa è visitabile gratuitamente tutto l’anno grazie ai volontari del Touring Club Italiano.

Chiesa di San Maurizio
corso Magenta 5
orari di apertura: martedì – domenica: 9.30 – 19.30;  giovedì: 9 – 22.30

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