Frida, oltre Frida

frida kahlo

Una mostra al Mudec di Milano, una delle più complete, promette di farci scoprire un nuovo lato di della pittrice messicana, meno fragile e modaiolo e più coinvolto in politica, sempre struggente e colorato. “Frida Kahlo. Oltre il mito” inaugura il primo febbraio e raccoglie 100 tra opere, fotografie e documenti della pittrice messicana

di Carolina Saporiti | 26 gennaio 2018

Donna. Terra. Politica. Dolore. Sono i nomi delle quattro sezioni in cui sarà suddivisa la mostra dedicata a Frida Kahlo, da febbraio al Mudec.

Quattro parole, quattro tematiche che rappresentano l’artista donna messicana più famosa al mondo, e forse addirittura oggi l’artista donna più famosa in assoluto. Frida Kahlo negli ultimi anni è diventata simbolo del femminismo prima e status symbol poi: la sua faccia è sulle t-shirt di ragazze e donne, sulle borse di tela e nei quadri appesi alle pareti delle nostre case, sopra ai divani. Perché Frida è cool.

Probabilmente lei, che di sé tra le tante cose diceva anche: “Non sono malata. Sono rotta. Ma sono felice, fintanto che potrò dipingere”, non avrebbe scelto questo aggettivo per descriversi.

Ecco allora il senso del titolo di questa immensa esposizione curata da Diego Sileo, Frida Kahlo. Oltre il mito. L’urgenza di reinterpretare il mito di Frida. Perché oltre ai fiori c’è di più. E c’è di più anche oltre ai suoi traumi familiari, al suo incidente e oltre a Diego Rivera. La mostra porta a Milano, per la prima volta in Italia e a 15 anni dall’ultima volta, tutte le opere del Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e quelle della Jacques and Natasha Gelman Collection, ma anche opere provenienti da altri importanti musei internazionali, insieme a fotografie e documenti che insieme costituiscono una panoramica unica su Frida Kahlo.

frida kahlo

La mia nutrice e io. © Foto Erik Meza / Xavier Otaola. © Archivo Museo Dolores Olmedo. ©Banco de México Diego Rivera Frida KahloMuseums Trust, México, D.F. by SIAE 2018

L’esibizione (dal 1° febbraio al 3 giugno), nelle intenzioni di Sileo, deve portare le persone a riflettere sulla poetica artistica di Frida, generalmente offuscata dalla leggenda che si è creata intorno alla sua vita, ai suoi dolori reali seppur non sufficienti a descriverla. L’innegabile tragicità della vita di Frida ha finito per offuscarne la sua arte che viene letta troppo o solo come una conseguenza. Proprio come commenta il curatore: “Nel migliore dei casi la sua pittura è stata interpretata come un semplice riflesso delle sue vicissitudini personali o, nell’ambito di una sorta di psicoanalisi amatoriale, come un sintomo dei suoi conflitti e disequilibri interni. L’opera si è vista quindi radicalmente rimpiazzata dalla vita e l’artista irrimediabilmente ingoiata dal mito”.

Ma Sileo è andato in Messico, ha studiato e si è documentato per sei anni e ha individuato alcune tematiche ancora poco conosciute dell’universo pittorico di Frida Kahlo come l’espressione della sofferenza vitale, la ricerca cosciente dell’Io, l’affermazione della “messicanità” e la sua leggendaria forma di resilienza. Perché è a Città del Messico che la pittrice ha trascorso la maggior parte della sua vita, modellando il suo stile artistico magico, surrealista e innovativo nel periodo post-rivoluzionario messicano.

Ma la mostra non svelerà tutto dell’artista messicana, anzi spesso mostrerà i tanti segreti ancora presenti attraverso fonti e documenti inediti svelati nel 2007 dall’archivio ritrovato di Casa Azul, la dimora dell’artista a Città del Messico, e da altri importanti archivi portati per la prima volta in Italia, come l’archivio di Isolda Kahlo, quello di Miguel N. Lira e quello di Alejandro Gomez Arias: tutti questi materiali contribuiscono alla formazione di nuove chiavi di lettura di Frida.

frida kahlo

Autoritratto. ©Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, México, D.F. by SIAE 2018

I suoi quadri non sono dunque un diario privato su tela, ma fanno parte del contesto socio-politico del post rivoluzione del Messico, tanto quanto i murales di Rivera. Non riconoscendo una dimensione più ampia, ignorando lo spessore culturale dei suoi quadri cadremmo nel cliché molto antifemminista e sessista, finora esistito, in cui le artiste donne vengono raccontate sempre e solo in modo romantico, relegate alla sfera del privato. E invece Frida Kahlo era impegnata politicamente con la sua pittura e voleva smarcarsi – sul lavoro – dal marito.

Non deve essere stato facile per Diego Sileo, trovare una via di uscita da un tracciato così segnato e ormai dato per scontato. Eppure sembra avercela fatta e ora, a noi, non resta che goderci lo spettacolo.

Commenti

commenti

Be first to comment