Mangiare healthy

Soul Green Reasaurant. Foto di F. Scoccimaro

La moda salutista ha contagiato tutti: oggi il vero lusso è concedersi una pausa al ristorante sapendo che il menù esclude qualsiasi alimento nocivo. Cruelty free, bio, vegan, macrobiotici o di ispirazione buddhista: ecco i migliori indirizzi per chi ama farsi del bene a tavola.

di Marzia Nicolini

La febbre salutista di Gwyneth Paltrow & co. ci ha fatto diventare scrupolosi adepti del cibo sano. Sano, sì, ma anche buono: ormai è stato definitivamente smentito il pregiudizio per cui mangiare salutista significhi rinunciare a sapore, piacere e gusto. Mentre secondo un recente studio Nielsen, il giro d’affari del mercato del bio è aumentato in Italia del 19,8% in un anno (e non accenna a fermarsi), il boom dei prodotti alimentari healthy interessa tutta la penisola, regioni del Nord in testa. Non stupisce allora che città come Milano diventino lo scenario perfetto per lanciare nuovi e promettenti formati di ristoranti dalla spiccata vocazione salutista, in grado di attirare con i propri menù equilibrati anche i palati più esigenti in fatto di salubrità. D’altronde se anche Carlo Cracco ha dedicato il suo ultimo libro, Il buono che fa bene (Vallardi editore) alla cucina della salute, collaborando con il professore di medicina Antonio Moschetta, significa che il tema è davvero caldo.

Una delle bowl di pokè hawaino del locale I love Poke, a due passi dal Duomo

Una delle bowl di pokè hawaino del locale I love Poke, a due passi dal Duomo

Dicevamo che sano non significa sciapo. È vero, e la dimostrazione migliore la si ha gustando i piatti firmati dallo svizzero Pietro Leemann nel suo ristorante Joia in zona Porta Venezia. A dire il vero, solo l’ingresso nel locale, tutto legno chiaro, luci soffuse e colori tenui, trasmette un senso di profondo equilibrio e pace, come a dire: chi desidera mangiare healthy, ha bisogno anche di una cornice quieta e ordinata a supporto del menù. Lo stellato Leemann, che ha intrapreso la strada del salutismo, quando ancora era un affare per pochi (era il 1989) è davvero un fuoriclasse: nelle sue preparazioni meticolose si legge l’amore per la tradizione orientale, per il vegetarianesimo (no carne, no pesce, sì ortaggi, latte e uova), per il bilanciamento zen di gusto, materia, condimento. Vale la regola del less is more: nulla di superfluo nel piatto.

Ma oggi a Milano esistono molti altri indirizzi healthy degni di nota. A partire da una recente apertura: a due passi dal Duomo, I Love Poke conta solo due tavolini, ma fa take-away con consegna in tutta la città. La proprietaria – una ricercatrice farmaceutica californiana impegnata sulle cure tumorali – punta tutto sul pokè hawaiano, piatto fresco, leggero, proteico e, soprattutto, bilanciato (segnalato persino da Forbes come uno dei cibi più trendy e in ascesa). Da 403030 Healthy Kitchen, invece, si mangia seguendo la dieta Zona ideata dal biochimico statunitense Barry Sears: nel cuore di Brera, questo bistrot dall’estetica minimalista e curata, serve portate nelle quali proteine, carboidrati e grassi sono perfettamente calibrati. I ragazzi di Maramaho, juice bar dietro l’Università Statale di Milano, preparano succhi freschi concentrando in ciascuno il nettare di circa un chilo e mezzo di frutta e verdura di massima qualità. Preservando la piena integrità delle sostanze nutritive, propongono un’alternativa liquida al classico pasto solido.

La garanzia: l’accostamento dei diversi ingredienti è studiato da specialisti in nutrizione. Punta tutto sul concetto di naturalità e leggerezza anche Soulgreen, in zona Porta Nuova. Con le sue ampie vetrate su strada, la presenza di piante rampicanti un po’ ovunque e i materiali volutamente grezzi e tattili, ha un cavallo di battaglia che oggi piace eccome: capienti bowls vegane ispirate alla cultura dell’ayurveda, speziate, energetiche, ristoratrici.
Nessun prodotto di derivazione animale entra nel menù (per dire, i formaggi vengono ricavati da anacardi e sì, sono deliziosi), vini biodinamici e niente glutine. Anche in questo caso, insomma, la sensazione è quella di una coccola, al pari di un trattamento rilassante in spa. Considerato un’istituzione a Milano è poi That’s Vapore, catena di bistrot “da mattino a sera”, oggi presente con un nuovo punto vendita nel quartiere City Life.

Come il nome stesso rivela, la salubrità dei piatti è data dalla leggerissima cottura a vapore, di dichiarata ispirazione orientale. Secondo Vanni Bombonato, fondatore del progetto, stiamo vivendo una fase di cambiamento: «Abbiamo capito che nutrirsi in maniera sana non significa infliggersi una punizione o mettersi a stecchetto. Sembra banale, ma è proprio vero che siamo quel che mangiamo. E portare in tavola cibi sani, nutrienti e gustosi significa semplicemente stare meglio con se stessi. E con il mondo». Una filosofia e uno stile di vita in perfetta tendenza: secondo la società di ricerche di mercato Mintel, il 2018 sarà proprio l’anno del cibo healthy. In un mondo sempre più stressato (almeno così si dice), il comfort food diventa quello che ci rimette in sesto. Letteralmente.

 

INDIRIZZI

Joia
via Panfilo Castaldi 18

I Love Poke Milano
piazza Mercanti 2

403030 healthy Kitchen
via Fiori Chiari 32

Maramaho Cold Press Juice
via Osti 2

Soulgreen
Piazzale Principessa Clotilde

That’s Vapore
CityLife

 

Articolo pubblicato su Club Milano 42, gennaio-febbraioClicca qui per sfogliare il magazine.

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