Guida ai misteri della città

basilica sant'ambrogio

Antichi culti, simboli arcani, leggende di tesori, storie di streghe e demoni. Un viaggio nel labirinto della Milano esoterica alla scoperta di memorie ed echi di un passato leggendario.

di Alessandra Cioccarelli | 20 luglio 2018

C’è una Milano avvolta nel mistero, tra simboli arcani e antichi culti. Meno famosa della gemella torinese, anche il capoluogo lombardo è un’interessante meta esoterica, costellata di segreti celati tra i più insospettabili monumenti e palazzi cittadini. Per scoprire questo sepolto cuore meneghino, cominciamo dal centro storico.

 

Duomo di Milano

Duomo di Milano

1^ fermata: Il tesoro dei templari in Piazza del Duomo
La Cattedrale di Santa Maria Nascente è un vero concentrato di leggende e misteri. Un’antica leggenda racconta come proprio al di sotto del Duomo sia custodito un prezioso tesoro nascosto in epoca medievale dai cavalieri templari. Tra i simboli esoterici racchiusi all’interno della cattedrale, ce n’è uno degno di nota: attraverso un apposito foro praticato nella volta del Duomo penetra la luce del sole che genera una meridiana che indicherebbe i due solstizi d’estate e d’inverno, nonché la posizione del sole durante l’intero anno. Una curiosità in più: dove oggi sorge piazza Duomo, 2000 anni fa si racconta ci fosse un tempio celtico, un bosco di querce abitato da druidi.

Duomo Milano

2° fermata: Il Cinghiale bianco di Palazzo della Ragione
In via dei Mercanti, il cuore medievale della città, si trova un altro simbolo della Milano esoterica. Su un capitello del Palazzo della Ragione campeggia un cinghiale, emblematico simbolo dell’antico culto di origine celtica, che nella Milano precristiana e preromana si tributava a un animale visto come portatore di energie positive. Una delle possibili etimologie della città è del resto legato proprio a questa antica fiera del pelo corto: Medio-lanum.

Ossario di San Bernardino

Ossario di San Bernardino

3° fermata: L’ossario di San Bernandino
Il legame della città con la spiritualità e le anime del Purgatorio è narrato dall’ossario di San Bernandino. In pieno centro, in zona piazza di Santo Stefano, si trova al numero 4 di via Carlo Giuseppe Merlo una chiesa con pareti interne e soffitti completamente ricoperte di teschi. Memento mori unico, la misteriosa chiesetta fu costruita nel 1268 dalla Confraternita dei disciplini, mentre dubbie sono le origini delle ossa in essa conservata: secondo alcuni i resti apparterebbero ai cristiani uccisi dagli eretici prima del Mille, per altri si tratterebbe delle vittime della peste manzoniana del 1630, altri ancora ritengono invece che le ossa di San Bernardino siano giunte qui dall’esumazione del vecchio ospedale della zona soppresso nel 1652. La tradizione narra di tetre notti in cui ossa e crani da questi parti si ricompongono per una macabra danza.

 

4° fermata: La casa di Belzebù a Porta Romana
Nel lontano 1630, all’epoca della peste manzoniana, al numero 3 di Corso di Porta Romana si trovava la lussuosa dimora di Ludovico Acerbi. L’opulente marchese, nonostante il dilagare della celebre peste bubbonica, non rinunciava a feste sfarzose e sfoggi di ricchezza: dalle finestre del marchese risuonavano musiche ed echi di festanti ricevimenti, mentre tra le strade, all’ingresso della residenza, si ammassavano cumuli di cadaveri. L’indifferenza del marchese alle sofferenze del popolo e la presunta immunità dal morbo fece guadagnare ad Acerbi la fama di discendente del diavolo in persona.

 

rturo Ferrari: piazza Vetra a Milano, 1890-190

Arturo Ferrari: piazza Vetra a Milano, 1890-1900

5° fermata: Le streghe della Vetra
Mai sentito parlare di streghe a Milano? Nel luogo in cui oggi sorge Piazza della Vetra, con il suo parco e le basiliche cristiane, la città meneghina fu protagonista di un primato macabro: in questa stessa piazza la Santa Inquisizione avviò i roghi pubblici delle streghe (tra cui Caterina de Medici) con un secolo quasi d’anticipo rispetto alla bolla di Innocenzo VIII Summis Desiderantes affectibus del 1484, che diede il via ufficialmente alla caccia. La storia di Vetra conosce storie luttuose anche nel 1913. C’è una filastrocca popolare che racconta del misterioso omidicio della prostituta Rosetta: “Il tredici di Agosto /In una notte scura/ Commisero un delitto/ Gli agenti di questura/ Hanno ammazzato un angelo/ Di nome la Rosetta/ Era di Piazza Vedra/ Battea la Colonnetta…”.

 

6° fermata: Le reliquie dei magi
Nell’omonima piazza sorge la Basilica di Sant’Eustorgio che custodisce le reliquie dei magi. La leggenda narra che il carro con cui il santo trasportava da Costantinopoli a Milano le reliquie dei Re Magi si fermò inspiegabilmente a causa delle ruote diventate di colpo inamovibili. Fallita l’idea di portare le reliquie alla basilica di Santa Tecla, Eustorgio decise di fare edificare una basilica ex novo nel luogo del misterioso avvenimento. Il prezioso cimelio, trafugato e portato a Colonia in Germania, ha impiegato secoli a tornare nel luogo originario grazie all’impegno dei cardinali Fischer e Ferrari, ed è oggi visibile nell’ala superstite della chiesa paleocristiana. Nella Cappella Portinari si trova invece un singolare opera della Vergine e di Gesù ritratti con corna di origine dubbia, ai limiti del blasfemo: una diceria da secoli tramanda che si tratta di una manifestazione dello spirito di Guglielmina la Boema (proclamata eretica dopo la morte) che infesta l’immagine.

Milano esoterica

Colonna del Diavolo a Sant’Ambrogio 

Il Capolinea: la Colonna del Diavolo nella Basilica di Sant’Ambrogio
Sul lato sinistro della celebre basilica infine, nella parte antistante la cattedrale di epoca romana, si trova una colonna corinzia soprannominata “Colonna del Diavolo”: i due piccoli fori sulla colonna, stando a un’antica leggenda, non sarebbero altro che il risultato di un intenso incontro tra Sant’Ambrogio e il demonio in persona. La tradizione vuole che infilando le dita in questi fori si venga purificati da eventuali malocchi e maledizioni. Nella parte destra della facciata scorgerete invece una misteriosa scacchiera, composta da sette caselle per lato, con al di sotto tre strane sottolineature bianche, le cui interpretazioni sono invece le più vaghe e fantasiose…

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