Il quadrilatero del silenzio

Edificio Liberty, in piazza Eleonora Duse

Palazzi-navicelle, piscine decò, castelli neogotici, fenicotteri, orecchie-citofono… i protagonisti di una fiaba chiamata quadrilatero del silenzio, un cosmo nascosto in Porta Venezia tutto da scoprire varcando l’arco del Palazzo Buonarroti-Carpaccio-Giotto.

di Alessandra Cioccarelli | 31 luglio 2017

A Milano il Quadrilatero più famoso è quella della moda, ne esiste un altro però, decisamente meno frenetico e movimentato, che risponde al nome di quadrilatero del silenzio, che vale assolutamente la pena di conoscere. Incastonata tra corso Venezia e corso Monforte, questa oasi della Milano ottocentesca, a pochi passi da San Babila, ebbe tra i suoi ammiratori Parini e Stendhal e tra i suoi abitanti illustri personalità come il pittore Carlo Carrà o il poeta Filippo Marinetti. Per accedere a questo crogiolo di vie, che custodisce peraltro un raro concentrato di bellezza Liberty, c’è un ingresso simbolico: l’arco del Palazzo della Società Buonarroti-Carpaccio-Giotto, realizzataoda Piero Portaluppi tra il 1926 e il 1939, e affacciato su Corso Venezia 62-64. Attraversate allora il prezioso arco – non dimenticate un’occhiata in alto per ammirare i motivi decò – e percorrendo via Tommaso Salvini arriverete alla prima fermata dell’itinerario…

Dimore Liberty e profumo di roseti in Piazzetta Eleonora Duse
Abbracciata da raffinate palazzine Liberty ricche di statue, affreschi e portoni colonnati, e ornata da roseti bianchi, la piazzetta intitolata alla celebre attrice del teatro italiano è un vero gioiello. Un angolo di quiete che fa da anticamera alla costellazione di palazzi che incontrerete lungo il quadrilatero del Silenzio, ovvero via Serbelloni, via Mozart, via Vivaio e via Cappuccini.

 

Palazzo Berri Meregalli, da Wikipedia. Foto di Sailko

Palazzo Berri Meregalli, da Wikipedia. Foto di Sailko

Nella fiabesca via Cappuccini… fenicotteri e un castello neogotico
Lasciata alla spalle la piazza Eleonora Duse, proseguite lungo via Pietro Cossa e scorgerete in fondo alla via una curiosa casa-castello che sembra uscita da una fiaba dal sapore noir. Siete di fronte a Palazzo Berri-Meregalli (via Cappuccini 8), l’originale costruzione in stile Liberty con inserti gotici ideata dall’architetto Giulio Ulisse Arata nel 1913. Qui si possono contemplare un eclettico trionfo di monili, mosaici e statue – la leggenda racconta che gli abitanti facessero disegnare dei volti di mostri per combattere i demoni e proteggere case e persone care – e, nell’androne del palazzo, la Vittoria Alata dello scultore Adolfo Wildt. E, pochi metri più avanti, in via Cappuccini 3, eccovi Villa Invernizzi. Insieme a voi con molta probabilità ci saranno diversi curiosi intenti a sbirciare oltre la cancellata un popolo di fenicotteri rosa che si aggirano spensierati nel giardino della Villa.

In via Serbelloni appuntamento con l’orecchio-citofono di Wildt
Dopo la rosa immersione di Villa Invernizzi, continuate la passeggiata in via Serbelloni e raggiungete più precisamente il numero 10. Incontrerete Casa Sola Brusca, ribattezzata dai milanesi Ca’ de l’Oreggia, ovvero la casa con l’orecchio. Il motivo dell’originale nome lo trovate a fianco all’ingresso del palazzo: risalente agli anni Trenta, l’edificio ospita, infatti, un orecchio di bronzo, realizzato dall’eccentrico Adolfo Wildt, che un tempo fungeva da citofono della casa. L’orecchio-citofono, a cui si accostavano i passanti, serviva per mettere in contatto l’esterno del palazzo con la Portineria.

Interni Villa Necchi Campiglio

Interni Villa Necchi Campiglio

Una navicella-castello e una dimora d’avanguardia i protagonisti di via Mozart
Uno degli incontri più sorprendenti del Quadrilatero del silenzio è in via Mozart e si chiama Palazzo Fidia. Situato ad angolo tra via Mozart e via Serbelloni, il futuristico edificio che ricorda il felice incrocio di una navicella e di un castello, è stato costruito negli anni Trenta da Aldo Andreani ed è ritenuto ancora oggi una delle costruzioni più eclettiche di Milano. Sempre in via Mozart vi aspetta poi un capolavoro dello stile decò: Villa Necchi Campiglio. Dimora di una delle famiglie più importanti della borghesia milanese, Villa Necchi Campiglio risale agli anni Trenta del Novecento e porta l’ambita firma dell’architetto Piero Porta Luppi. È possibile visitare liberamente il giardino che conserva ancora oggi la prima piscina privata costruita in città; per la visita degli interni ci sono invece le guide del FAI, a cui è stata donata la Villa dal 2010. E per un momento di relax… che ne dite dei tavolini en plein air della Caffetteria con vista piscina?

Percorsi e cene al Buio in via Vivaio
Il tour nel Quadrilatero del Silenzio si conclude in via Vivaio. Al numero 7 si trova un elegante palazzo di fine Ottocento, sede oggi dell’Istituto dei Ciechi che organizza numerose iniziative, guidate da non vedenti, per sensibilizzare sul tema: percorsi sensoriali, performance teatrali, aperitivi, cene… tutto rigorosamente al buio! Un’esperienza interessante per cambiare prospettiva e guardare la realtà con altre possibilità.

 

In apertura Edificio Liberty, in piazza Eleonora Duse.

 

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