Il lusso della riserva

Isole Tremiti

Dopo un anno frenetico e iperconnesso, è tempo di cambiare frequenza e scegliere per le vacanze un’isola o ancora meglio un arcipelago, come le Tremiti: un paradiso per le immersioni e una meta esotica al riparo dal turismo di massa.

di Alessandra Cioccarelli

Una natura limpida e genuina, acque cristalline, scogli a forma di elefante, costellazioni di grotte e cale. Le isole Tremiti sono una destinazione magica, lontana dal turismo rumoroso. Non è un caso che l’arcipelago della provincia di Foggia costituisca una riserva naturale marina, parte del Parco Nazionale del Gargano, particolarmente apprezzata per le immersioni. Il mare incontaminato e la ricchezza dei fondali, con tanto di relitti storici, rappresentano una delle più sorprendenti attrazioni dell’arcipelago. Arrivare qui è tutt’altro che difficile. Le Tremiti sono collegate alla terraferma da frequenti traghetti e aliscafi in partenza da Termoli, efficiente stazione ferroviaria e porto, ma anche meta di tutto rispetto. In attesa che salpi il traghetto, potete scegliere se godervi il lungomare con ampia spiaggia di arena attrezzata o gironzolare nel centro storico e ammirare la preziosa cattedrale e lo scenografico castello svevo. Lasciata alle spalle la cittadina molisana non vi resta che salpare in direzione delle isole Tremiti. Una promessa: non farete in tempo a scendere sulla terraferma che rimarrete sbalorditi dalla varietà del paesaggio – una sfilata di coste sabbiose, promontori rocciosi, falesie – dalla trasparenza dei fondali e dall’esplosione rigogliosa della natura. A 12 miglia dal Gargano, sembra di entrare in un universo più che esotico. Da dove partire? L’arcipelago è composto da cinque isole, ma solo due sono abitate: San Nicola e San Domino, dove si trova qualche bar e ristorante dell’arcipelago. Le altre tre sorelle si chiamano Capraia, Cretaccio e la lontana Pianosa. Il porto dell’arcipelago è quello di San Domino, nel punto in cui l’isola omonima fronteggia quella di San Nicola, che dista meno di 200 metri. E partiamo proprio da San Domino, l’isola più estesa e attrezzata (qui si trovano diverse strutture ricettive), nonché la più suggestiva dal punto di vista naturalistico. Ricoperta da una foresta di pini di Aleppo, l’isola si percorre a piedi (le uniche auto concesse sono quelle dei residenti) ma le distanze, complici anche i saliscendi, non sono poi così brevi: se dal porto al centro del paese bastano una ventina di minuti, per andare da un estremo all’altro ci si impiega più di un’ora.

Faro di San Domino, Isole Tremiti

Faro di San Domino, Isole Tremiti

Per apprezzare la bellezza dell’isola è d’obbligo un giro in barca. Solo via mare potrete innamorarvi delle magnifiche grotte che la costellano: quella del Bue Marino, profonda 70 metri e sovrastata da alte rupi, dove un tempo sostavano le foche; la grotta delle Viole, che prende il nome dalla colorazione delle alghe calcaree che ricoprono le sue pareti, imperdibile per gli appassionati di diving; la grotta del Coccodrillo e ancora lo scoglio dell’Elefante o i Pagliai dai fondali blu cobalto. Se avete voglia di un bagno di sole, l’appuntamento è alla cala delle Arene, la sola spiaggia di sabbia dietro al porto. All’ombra di una generosa macchia mediterranea si affaccia poi cala degli Inglesi, dove tra pedane attrezzate con scalette e ombrelloni potrete godervi i colori del tramonto. Per una gita culturale, San Nicola è l’isola che fa al caso vostro. Torri, muraglie, chiese e chiostri della fortezza-abbazia di Santa Maria a Mare ne fanno un museo a cielo aperto. Chiamata la Montecassino sul mare per le monumentali dimensioni, l’abbazia di origine benedettina, fortificata ai tempi di Carlo II d’Angiò, nonostante il passaggio di pirati, conserva dei mosaici pavimentali dell’XI secolo e un crocifisso del XIII secolo. Più che un’isola, Cretaccio è un grande scoglio di creta giallastra, un ponte naturale tra San Domino e San Nicola e per lungo tempo il “pilone” di un ponte di legno che collegava le due isole maggiori. Coperta da una distesa di piante di capperi, l’isola di Capraia è invece la dimora di una sterminata colonia di gabbiani e destinazione di frequenti escursioni. A pochi metri dalle sue rive con maschere e pinne i bagnanti cercano la statua sommersa di Padre Pio. A una ventina di chilometri da Capraia, vi aspetta infine l’isola di Pianosa, un pianoro roccioso, riserva integrale del Parco Marino: i suoi fondali sono tra i più spettacolari dell’arcipelago per flora e fauna. Se volete visitarli non vi resta che contattare le guide subacquee autorizzate, perché entro i 500 metri dall’isola c’è il divieto di approdo e navigazione. Pronti a una vacanza in piena libertà e in pura connessione con la natura?

 

Il pianto delle diomedee
Sul panoramico picco delle Diomedee, nell’isola di San Domino, risuona da secoli un pianto. Sono le diomedee, uccelli marini dal singolare vagito che ricorda quello di un bambino. Secondo la leggenda si tratta in realtà dei compagni di viaggio dell’eroe greco che qui fu sepolto. Alla morte in duello di Diomede, Venere, secondo la leggenda, avrebbe trasformato gli uomini in uccelli marini destinati a piangere in eterno l’eroe perduto. Ancora oggi le diomedee continuano a piangere affrante la scomparsa del loro condottiero e, di notte, è possibile udire i loro garriti.

 

Articolo pubblicato su Club Milano 45 luglio-agosto. Clicca qui per scaricare il magazine.

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