Percorsi d’arte al femminile

Carla Accardi, Giallo rosa, 2004, vinyl paint on canvas, diptych, 220×320 cm. Courtesy of Francesca Minini and Archivio Accardi Sanfilippo

Da Margherita Sarfatti al Museo del Novecento a Carla Accardi alla galleria Francesca Minini, passando per Maria Lai alla M77 Gallery, tre mostre milanesi rintracciano la presenza femminile in un ambito, quello artistico, che è stato a lungo precluso alle donne.

di Alessia Delisi | 27 settembre 2018

C’è stato un tempo in cui il mondo dell’arte e della creatività era riservato quasi esclusivamente agli uomini, mentre le donne non avevano accesso a formazione e visibilità. Basti pensare che ancora fino al 1893 le ragazze non erano ammesse alla scuola di nudo della Royal Academy di Londra: a loro erano consentiti soltanto generi considerati minori come fiori, nature morte e ritratti che finivano per fare della loro produzione un hobby aristocratico, compatibile con gli obblighi sociali e familiari di una donna per bene. Di conseguenza le artiste sono state poche e hanno occupato posizioni marginali. Le cose cambiano nel corso del Novecento, quando alla rivalutazione del lavoro femminile segue la ricerca delle forme più adatte a esprimere una diversa sensibilità, spesso sfociata nella messinscena del proprio corpo come soggetto dell’opera da parte di molte performer.

Ritratto di Margherita Sarfatti

Ritratto di Margherita Sarfatti

Tre percorsi milanesi rintracciano la presenza delle donne in campo artistico a partire dalla mostra che il Museo del Novecento (in contemporanea con il Mart di Rovereto) dedica alla figura di Margherita Sarfatti, giornalista, curatrice e intellettuale che con le sue scelte ebbe un ruolo determinante nella creazione di quel gusto novecentista che tanto ha influenzato la cultura italiana e internazionale. Fino al 24 febbraio sarà così possibile ammirare Margherita Sarfatti. Segni, colori e luci a Milano, l’esposizione che presenta 90 opere realizzate soprattutto – ma non solo – dai protagonisti del movimento Novecento, di cui la Sarfatti fu l’anima critica. Dipinti e sculture di 40 artisti, tra cui Boccioni, Borra, Bucci, Carrà, Casorati, de Chirico, Dudreville, Funi, Malerba, Marini, Medardo Rosso, Sironi e Wildt, sono contestualizzati attraverso fotografie, libri, lettere e inviti a vernissage, come pure abiti e arredi, permettendo un più ampio sguardo sulla Milano degli anni Dieci e Venti del XX secolo, quando comincia a delinearsi il moderno sistema dell’arte, con i suoi critici, i suoi galleristi e i suoi mercanti.

Maria Lai, Senza titolo (1978), 35x25 cm, Tecnica mista su carta e filo

Maria Lai, Senza titolo (1978), 35×25 cm, Tecnica mista su carta e filo

Inaugura invece venerdì 28 settembre alle 19 presso la M77 Gallery la mostra A proposito di Maria Lai, che vede la presentazione del libro Maria Lai. Arte e relazione (Ilisso, 2017) di Elena Pontiggia a corredo dell’esposizione di una selezione di opere dell’artista sarda scomparsa nel 2013. Considerata una delle figure più significative dell’arte contemporanea, la sua accanita ricerca interiore nonché il legame strettissimo con la tradizione sarda l’hanno portata a manipolare in modo profondamente innovativo tecniche e materiali tratti soprattutto dal semplice strumentario delle attività femminili. Sua è pure la suggestiva performance del 1981 Legarsi alla montagna, in cui un nastro azzurro di oltre dieci chilometri ha avvolto in un nodo fluido e aggregante case e monti del paese natale di Ulassai.

Infine coinvolge contemporaneamente le gallerie di Milano e Brescia di Massimo e Francesca Minini il progetto dedicato a Carla Accardi, pittrice trapanese che nel 1946 si trasferisce a Roma, firmando l’anno successivo il manifesto Forma in cui si affermava come fine dell’arte la ricerca di un’armonia di forme pure, realizzabile attraverso i mezzi espressivi del colore, del disegno e delle masse plastiche. L’esposizione intende quindi rivelare come la sua ricerca si sia svolta nel campo dell’arte astratta in una dialettica tra fondo e figura e tra sensibilità e intelletto, sfruttando, dalla metà degli anni Sessanta in poi, materiali come la plastica trasparente (il sicofoil), capaci di esaltare l’indefinito proiettarsi del segno e quel ritmo concatenato e mobile che caratterizza la sua pratica.

 

Margherita Sarfatti. Segni, colori e luci a Milano
fino al 24 febbraio
Museo del Novecento
piazza Duomo 8

A proposito di Maria Lai
fino al 13 ottobre
M77 Gallery
via Mecenate 77

Carla Accardi
fino al 10 novembre
Francesca Minini
via Massimiano 25 – Milano

 

Commenti

commenti

Be first to comment