Tre mostre alla scoperta di Milano

Totï e Peppino De Filippo durante le riprese di Totï, Peppino e la... malafemmina, 1956; ∏REPORTERS ASSOCIATI & ARCHIVI

Uno dei più noti stereotipi di Milano vuole che questa sia una città brutta solo in apparenza e quindi tutta da scoprire. La bellezza del capoluogo meneghino è oggi racchiusa in tre esposizioni dedicate rispettivamente alle sue case, alla sua evoluzione sociale, urbana e architettonica e al suo rapporto con il cinema.

di Alessia Delisi | 30 ottobre 2018

Bela de denter, pei padroni, brutta de foera, pei mincioni”, diceva di Milano un detto risalente alla fine del Seicento. La nomea che aveva il capoluogo meneghino di città brutta era in verità assai diffusa: nella maggior parte dei casi infatti i resoconti su Milano narrano di un luogo assai deludente nel suo aspetto esteriore, ma di un vero “paradiso in terra”, come scrive lo storico milanese Paolo Morigia, una volta varcata la soglia dei suoi numerosi palazzi. La ragione va ricercata nel severo codice etico e morale che vigeva fin dagli anni della Controriforma, ma da cui erano esenti le corti che, lontano dagli occhi indiscreti del popolo e del clero, consentivano di dare sfoggio alle più svariate ambizioni rappresentative della committenza.

Mostra Case Milanesi, villa Necchi Campiglio

Mostra Case Milanesi, villa Necchi Campiglio

Milano è insomma una città da scoprire e l’esposizione Case Milanesi 1923-1973, ospitata fino al 6 gennaio negli spazi di Villa Necchi Campiglio, ne dà prova. Curata da Orsina Simona Pierini e Alessandro Isastia, la mostra analizza un momento di intensa sperimentazione dell’architettura residenziale, ovvero quello che dal primo dopoguerra all’inizio degli anni Settanta ha ridisegnato la casa urbana nel nuovo contesto della città moderna. A questi floridi cinquant’anni e agli architetti che con i loro progetti hanno reso Milano un museo a cielo aperto – Aldo Andreani, Luigi Caccia Dominioni, Figini e Pollini, Ignazio Gardella, Vico Magistretti, Giovanni Muzio, Gio Ponti e Piero Portaluppi, per citarne alcuni – è dedicata un’installazione arricchita dalle testimonianze del contesto culturale, letterario, artistico e cinematografico. Agli approfondimenti sugli interni si affianca poi una grande mappa che permette ai visitatori non solo di identificare le case nella topografia della città, ma anche di delineare itinerari e percorsi virtuali.

Alberto Dubini. Circo Moira Orfei, area Garibaldi-Porta Nuova

Alberto Dubini. Circo Moira Orfei, area Garibaldi-Porta Nuova

Fino al 24 febbraio invece sull’Highline della Galleria Vittorio Emanuele va in scena “Tutta mia la città!”, un percorso per immagini che, con oltre cento scatti in bianco e nero, ripercorre 150 anni di storia del capoluogo lombardo. Organizzata dal Gruppo MilanoCard in collaborazione con il Circolo Fotografico Milanese, il Civico Archivio Fotografico e il fotografo Andrea Cherchi, la mostra prende avvio da un’immagine della Galleria del 1867 – quando il capolavoro architettonico era ancora in fase di costruzione – e, spaziando attraverso le diverse metamorfosi compiute da Milano in più di un secolo di storia, arriva fino ai nuovi visionari grattacieli che hanno rivoluzionato lo skyline della città. “Evoluzione sociale”, “evoluzione urbana” ed “evoluzione architettonica” sono i tre blocchi tematici che scandiscono l’esposizione, mettendo a confronto aree cittadine di ieri e di oggi.

Film "Miracolo a Milano" 1951 di Vittorio De Sica Nella foto: comparse che interpretano degli spazzini fotografate in Piazza del Duomo durante la lavorazione di una scena del film @ArchiviFarabola

Film “Miracolo a Milano” 1951 di Vittorio De Sica. Nella foto: comparse che interpretano degli spazzini fotografate in Piazza del Duomo durante la lavorazione di una scena del film. @ArchiviFarabola

Infine esamina il rapporto tra il capoluogo lombardo e la settima arte la mostra “Milano e il Cinema”, nelle sale di Palazzo Morando dall’8 novembre al 10 febbraio. Fotografie, manifesti, locandine, contributi video e memorabilia ripercorrono un secolo di storia del cinema a Milano, dalle prime sperimentazioni degli anni Dieci – prima che il regime fascista concentrasse le grandi produzioni cinematografiche nelle nuove strutture romane di Cinecittà – fino agli anni Settanta e oltre, con la stagione dei polizieschi e la nascita di una commedia tutta meneghina che ha visto affermarsi personaggi entrati ormai nell’immaginario collettivo, come Diego Abatantuono, Aldo, Giovanni e Giacomo, Adriano Celentano, Renato Pozzetto e tanti altri. Da “Miracolo a Milano” a “Il posto”, passando per “Rocco e i suoi fratelli” e “La Notte”, il percorso, curata da Stefano Galli (già curatore dell’esposizione “Milano e la Mala”) immortala le atmosfere cittadine, catturando l’incanto e le contraddizioni di una metropoli che evolveva già a ritmi vertiginosi.

In apertura: Totò e Peppino De Filippo durante le riprese di Totò Peppino e la… malafemmina. 1956. Reporters Associati Archivi.

 

INDIRIZZI
Case Milanesi 1923–1973
fino al 6 gennaio
presso Villa Necchi Campiglio
via Mozart 14 – Milano
faicasemilanesi.it

 

Tutta mia la città!
dal 31 ottobre al 3 marzo
presso Highline Galleria Vittorio Emanuele
via Silvio Pellico 2 – Milano
highlinegalleria.com

 

Milano e il Cinema
dall’8 novembre al 10 febbraio
presso Palazzo Morando. Costume Moda Immagine
via Sant’Andrea 6 – Milano
mostramilanoeilcinema.it

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