La materia luminosa dell’arte

Regine Schumann, Colormirror. Installation

Da Mario Merz all’HangarBicocca a Regine Schumann alla Dep Art, passando per Keith Sonnier alla Galleria Fumagalli, la luce è protagonista di tre mostre accattivanti, che ne sondano le potenzialità linguistiche, materiche e concettuali.

di Alessia Delisi | 8 novembre 2018

Luce per dare visibilità, per aprire il campo su un oggetto che si vuole protagonista. Luce come mezzo espressivo che, attraverso un gioco di ombre, sa creare geometrie e definire gli spazi. Ma luce anche come oggetto esso stesso, come forma d’arte libera e indipendente. Un tema, questo, di evidente suggestione se pensiamo all’uso che del tubo al neon ha fatto Mario Merz. Esso simboleggia l’energia quando trafigge la superficie del quadro e diventa parola scritta, interrogativo esistenziale in un mondo che sta cambiando – si pensi al suo Che fare? del 1968 – e dove l’unica certezza sembra provenire dalla natura. Non a caso la sua fama è legata agli igloo che l’artista realizza dal 1967 al 2003, anno della sua scomparsa, e che fino al 24 febbraio sono riuniti nella mostra Mario Merz. Igloos che l’HangarBicocca dedica a questa figura chiave dell’Arte Povera.

Unknown, Mario Merz a Pirelli Hangar Bicocca. La luce in mostra

Unknown, Mario Merz a Pirelli Hangar Bicocca

Curato da Vicente Todolí in collaborazione con la Fondazione Merz, il progetto espositivo pone il visitatore al centro di un inedito paesaggio formato da oltre trenta igloo, strutture metalliche rivestite da una grande varietà di materiali di uso comune, come argilla, vetro, pietre, juta e acciaio. Essi non rappresentano soltanto il rifugio in senso assoluto – si tratta di un oggetto provvisorio, è vero, ma lo si può costruire ovunque, in qualsiasi momento – ma sono anche il frutto di una ricerca, quella che nella spirale (in questo caso in forma tridimensionale) vede l’emblema di una continua crescita, nonché la proiezione spaziale della serie di Fibonacci. La sequenza di numeri crescenti in cui ogni cifra è la somma delle due precedenti è infatti realizzata da Merz con tubi al neon che vengono spesso inseriti negli igloo e che, come le scritte, simboleggiano l’energia della vita, la germinazione folle e tuttavia ordinata della natura.

Keith Sonnier. Installation. La luce in mostra

Keith Sonnier. Installation

La luce torna ancora sotto forma di neon nella mostra Keith Sonnier. Light Works, 1968 to 2017, alla Galleria Fumagalli fino al 19 dicembre. Nato nel 1941, l’artista americano è uno dei rappresentanti di quella generazione di scultori che dalla fine degli anni Sessanta ha dato avvio a un percorso di sperimentazione che a materiali industriali ed effimeri come lattice, raso, objets trouvés, trasmettitori e video alterna luce a incandescenza, neon e trasformatori. Le sculture esposte – una selezione di lavori che documenta l’evoluzione del suo percorso dal 1968 a oggi – utilizzano tubi di vetro al neon per configurare intrecci di luce e colore che interagiscono con l’architettura circostante, modificandone la percezione.

Regine Schumann, Colormirror. Installation, la luce in mostra

Regine Schumann, Colormirror. Installation

Ma luce, colore e architettura sono protagonisti anche di Colormirror, prima personale italiana di Regine Schumann alla galleria Dep Art. Curata da Alberto Zanchetta, la mostra, visitabile fino al 22 dicembre, presenta un corpus di sculture di medie e grandi dimensioni – quasi dei totem in alcuni casi – realizzate in vetro acrilico colorato e fluorescente. Quando riceve energia luminosa, sia essa naturale o artificiale, questo materiale si illumina conferendo all’ambiente una “temperatura”, come l’artista la definisce, che mette in discussione i confini tra pittura, scultura e architettura e apre nuove frontiere nella percezione dello spazio, dell’opera e dello stesso spettatore.

 

In apertura, Regine Schumann, Colormirror. Installation.

 

Mario Merz. Igloos
fino al 24 febbraio
Pirelli HangarBicocca
via Chiese 2 – Milano

Keith Sonnier. Light Works, 1968 to 2017
fino al 19 dicembre
Galleria Fumagalli
via Bonaventura Cavalieri 6

 

Regine Schumann. Colormirror
fino al 22 dicembre
Dep Art
via Comelico 40

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