A JazzMi l’Orchestra di via Padova

Orchestra di Viale Padova, Jazzmi2018

Domenica 4 novembre la celebre via milanese ospiterà la sua creatura più bella nell’ambito del sempre intrigante programma di JazzMi2018.

di Simone Sacco | 2 novembre 2018

Li abbiamo contati uno a uno. Al momento sono in diciassette e provengono da qualcosa come nove Paesi differenti. Leggere la formazione de L’Orchestra di Via Padova – che si esibirà, in occasione di Jazzmi2018, il prossimo 4 novembre alle ore 21 presso la palestra Heracles Gymnasium di via Padova 21: ingresso gratuito  fino a esaurimento posti – è come perdersi in un dedalo di nomi, strumenti e relative fragranze musicali.

Ve li citiamo tutti, per non far torto a nessuno e per condurvi nel loro specialissimo universo sonoro. Le voci sono quelle di Francesca Sabatino e Manuel Ferreira. Gli archi poggiano nelle mani di Marta Pistocchi (violino), Mariella Sanvito (violino), Andon Manushi (viola) e Walter Parisi (violoncello). La sezione ritmica è materia di Andrea Migliarini (batteria), Andrea Quaglia (basso) e Lorenzo Gasperoni (percussioni). Poi ci sono i colori strumentali di Ashanka Sen (sitar), Konstantin Vornicu (fisarmonica) e Dario Walid Yassa (tastiere) mentre ai fiati troviamo Luciano Macchia (trombone), Paolo Lopolito (sassofono e contralto), Raffaele Brancati (clarinetto, sassofono tenore) e Massimo Marcer (tromba, flicorno). A dirigere il “papà” effettivo dell’intera Orchestra, ovvero Massimo Latronico (chitarra, bouzouki) che la fondò colto da illuminazione.
Nati nell’ormai lontano 2006, gli orchestrali vivono e lavorano a loro volta in via Padova dove – racconta lo stesso Latronico – «Per conoscere la via non è necessario spostarsi molto. Basta star fermi su di un muretto e venire avvolti dal mondo che letteralmente ti passa di fronte: Maghreb, Sudamerica, Medio Oriente, Cina ecc. L’idea è nata così, quasi per gioco e avvalendosi dei giusti complici». Nel frattempo è arrivato un terzetto di album (Tunjà uscito in quel fatidico 2006, Stanotte! del 2011 e infine Acqua realizzato tre anni fa) e la formula non si è mai discostata granché dal principio base: «Un laboratorio di confronto e sperimentazione dove ogni componente suona attraverso un «linguaggio comune fatto di scambio e contaminazione».
Il genere della Orchestra di Via Padova è vasto e variegato come ogni ensemble che si rispetti. Si passa con estrema naturalezza dal funky al jazz vagando per i ritmi africani e le ballate balcaniche fino ad arrivare alla classica, al blues e alla canzone italiana. Nel 2012 hanno forse vissuto il loro anno più bello grazie ad un concerto tenuto in Piazza Duomo in occasione del Carnevale Ambrosiano più la ciliegina sulla torta della prestigiosa candidatura all’Ambrogino d’Oro. Ne avrebbero meritato uno, a dircela tutta.
Il loro modus vivendi risiede in quello statuto che si trova ben impresso all’interno del loro sito ufficiale: «Via  Padova dove  tutto  succede  e  tutto  si  dimentica  in  fretta,  per  sopravvivenza. L’Orchestra è  nata con la voglia di lasciare un  segno in questo  luogo, un segno diverso che vuole essere una sorta di diritto di cittadinanza a chi,  per esprimersi, è costretto a vagare in continuazione». Attenzione però a inserirli in una sorta di calderone buonista e ideologico. Va benissimo il messaggio etico, però fa bene Latronico a sottolineare l’aspetto altamente esperto di quest’allegra sarabanda: «Tutti ci applaudono per il nostro essere multietnici e ancora troppo pochi per quello che effettivamente suoniamo. E invece ci piacerebbe essere considerati proprio per quest’ultimo aspetto: la musica creata da dei veri professionisti dello strumento». Probabilmente, grazie alla chance di JazzMi, da domenica sera nessuno potrà più metterli in discussione.

 

JAZZMi2018
Orchestra di Via Padova
Heracles Gymnasium
via Padova 21
(free fino ad esaurimento posti)

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