Dal Borgo degli Ortolani a Chinatown

Via Sarpi. Foto di wikipedia

Un giorno da turisti nella Milano orientale? A due passi da Parco Sempione sorge il quartiere di Chinatown, oggi un’arteria sempre più turistica e modaiola. Tra vapori di noodles, ravioli tradizionali e tante curiosità viaggio nel cuore cinese di Milano.

di Alessandra Cioccarelli | 29 novembre 2018

Era il 1920 quando nel triangolo formato da via Canonica, via Bramante e via Sarpi cominciarono le prime migrazioni cinesi: reclutati dal governo francese come manovalanza durante la Prima Guerra Mondiale un gruppo tra i 40 e i 150 cinesi provenienti da Parigi giunsero nella città di Milano. Le loro origini, come per la maggioranza dei cinesi in Italia, risalivano allo Zhejiang, la provincia orientale costiera sita appena sotto Shanghai, un’area grande un terzo dell’Italia ma con (quasi) lo stesso numero di abitanti e caratterizzata da una natura prevalentemente montuosa e ostile all’agricoltura.  E in questo triangolo meneghino, già storicamente a vocazione commerciale, una sempre più massiccia immigrazione cinese trovò il terreno fertile per creare quella che nel tempo sarebbe diventata la nota Chinatown meneghina. Nella zona fino ad allora conosciuta come Borgo degli Ortolani, che ruotava intorno alla chiesa medievale e barocca della Santissima Trinità (demolita tra il 1950 e il 1960), la presenza cinese si insediò per lavorare la seta nei numerosi magazzini e laboratori che i grandi cortili dei palazzi qui ospitavano. Già in epoca fascista il quartiere iniziò a essere ribattezzato “quartiere generale dei cinesi” e nel corso della Seconda Guerra Mondiale dalla seta si passò alla pelle per necessità di fornire cinture militari ai contingenti italiani e tedeschi.

Ravioleria, via Paolo Sarpi

Ravioleria, via Paolo Sarpi

E oggi? Chinatown è un vivace quartiere della città, apprezzato per l’atmosfera interculturale e modaiola, dove convivono esercizi commerciali cinesi (la maggioranza) ma anche negozi e attività italiane. Passeggiando nel quartiere di Sarpi si incontrano botteghe storiche di Milano come la Macelleria Sirtori, risalente al 1931 e moderne realtà cinesi come Ravioleria Sarpi, pluripremiata per la qualità dei suoi ravioli baozi e per deliziose golosità street food.
Un’altra sorprendente convivenza italo-cinese è quella tra due notissimi vicini del quartiere: la pittoresca Pasticceria Maki e Cantine Isola, un’altra bottega storica milanese aperta nel 1896 dove popoli di bevitori si ritrovano per un calice di vino, l’aperitivo ma anche una serata di poesie in milanese. Per un buon pranzo a base di specialità cinesi un indirizzo molto in voga è il ristorante Hua Cheng in via Giordano Bruno, per il dessert c’è una golosa scelta da Pasticceria Martesana e PastiCherì di Lucia Stragapede, talentuosa allieva di Ernst Knam. Se siete in cerca di brunch l’indirizzo giusto è invece OTTO, un locale allegro e giovane all’inizio di via Sarpi, dove si può gustare anche uno sfizioso aperitivo o, di giorno, lavorare in coworking.

Pasticceria Martesana, via Paolo Sarpi

Pasticceria Martesana – Enzo e i Panettoni

Preferite cucinarvi qualcosa di esotico da soli? In Chinatown non avrete difficoltà a trovare gli ingredienti che fanno al caso vostro. Da Hu Foods (via Paolo Sarpi 33) e International Food Store (via Paolo Sarpi 20) avrete l’imbarazzo della scelta tra cavoli cinesi, noodles, spaghetti di soia, nuvole di gambero e tanti prodotti cinesi. In via Paolo Sarpi non si trovano però solo tentazioni golose ma anche occasioni di shopping in botteghe e negozi storici della città come la Cappelleria Melegari, l’Ottico Scaccabarozzi, il Colorificio o originali souvenir nell’etnico Oriente Store.

Macelleria via Sarpi

Macelleria via Sarpi

Al numero 29 di via Bramante vi aspetta un moderno e fornitissimo bazar, dove trovare abiti orientali e kimono in seta (anche da uomo), antiche incisioni in legno, mobili in bambù, soprammobili, stampe su carta di riso, originali monili e un ricco repertorio di minuterie prodotte in Cina. Siete entrati insomma in una deliziosa boutique di merci orientali – qui si trovano articoli non solo cinesi ma anche di provenienza indiana e giapponese – che non hanno niente a che vedere con il genere “cinesate” di fattura dozzinale…date un’occhiata!

L’angolo della curiosità
Ma dove si trova esattamente Chinatown? Il quartiere parte da Porta Volta e Piazzale Baiamonti e si sviluppa verso nord ovest lungo via Paolo Sarpi, mentre a sud si sviluppa già all’altezza di via Giannone lungo la via Bramante salendo sino al piazzale del Cimitero Monumentale. Sul versante ovest il limite è via Canonica sino a piazza Gramsci.
Il quartiere di Paolo Sarpi ha una lunga storia e non sono mancate, specialmente in passato, tensioni tra la comunità italiana e quella cinese. Chinatown oggi è diventata  però una vivace arteria turistica della città, con una buona (a volte ottima) convivenza tra cinesi e italiani, basti pensare che la Ravioleria Sarpi si rifornisce per il ripieno dei suoi famosissimi ravioli dalla Macellaria Sirtori.
Tra il 21 gennaio e il 20 febbraio le vie di Chinatown sono ogni anno invase da uno degli appuntamenti più importanti del quartiere: il capodanno cinese. Ad attendervi una colorata e giocosa sfilata di lanterne, draghi, sete fiorite, danze e riti cinesi.

 

Indirizzi utili

  • Una scorpacciata di ravioli da Ravioleria Sarpi, via Paolo Sarpi 27
  • Un calice di vino da Cantine Isola, via Sarpi 30
  • Un cappello di tendenza da Cappelleria Melegari, via Paolo Sarpi 19
  • Carne fresca e biologica da Macelleria Sirtori, via Paolo Sarpi 27
  • Una pausa golosa da Pasticceria Maki, Chateau Dufan (via Sarpi 2), Pasticceria Martesana,
  • Brunch e coworking da Otto, via Paolo Sarpi 8
  • Una mangiata friulana da Vecjo Friul, via Rosmini 5
  • Anatra all’arancia da Hua Cheng, via Giordano Bruno 13
  • Parrucche sgargianti da Shen Zen (Omelaiya) – via Paolo Sarpi 17
  • Arredi e souvenir orientali da Oriente Store – via Bramante 29

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